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Al netto di giochi di palazzo come quello sul Mes e sul Patto di Stabilità, l’intesa tra Roma e Bruxelles è più salda che mai. Lo evidenzia Politico (uno dei canali d’informazione per eccellenza nella Bruxelles dell’Unione), che nella sua newsletter “Brussels Playbook” sottolinea come il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia uno dei leader più incontrati in un contesto bilaterale dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il 2023. Le due donne si sono fronteggiate vis-a-vis in ben due incontri bilaterali ufficiali, avvenuti nel gennaio e nel dicembre 2023. Questa classifica si basa sui dati della Commissione e di un’interrogazione parlamentare del deputato europeo Moritz Körner.

Soltanto il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito a superare la soglia di Meloni, arrivando a contare ben tre bilaterali assieme alla titolare di Berlaymont e guadagnandosi dunque il titolo di favorito della presidente della Commissione. Mentre a pari merito con la leader dell’esecutivo italiano, con all’attivo due incontri bilaterali, ci sono anche il primo ministro olandese uscente Mark Rutte e quello ceco Petr Fiala. Mentre il connazionale di von der Leyen Olaf Scholz si piazza soltanto al terzo posto, con un solo incontro ufficiale registrato nel corso dei 12 mesi passati.

Nel conteggio, specificano gli autori  Jakob Hanke Vela e Zoya Sheftalovich, non sono stati conteggiati gli incontri trilaterali, come il viaggio di ver der Leyen in Tunisia con Meloni e Rutte, che avrebbe aumentato il loro numero. Non sono nemmeno inclusi gli incontri informali, come quelli a margine del Consiglio europeo o delle riunioni del G20 e del G7.

Anche se si iniziasse il conteggio dal gennaio del 2022, Macron manterrebbe il titolo di “favorito” con ben cinque incontri bilaterali, mentre Scholz rimarrebbe sull’ultimo gradino del podio, con un solo incontro bilaterale in due anni. Andando ancora più indietro, cioè al 2019 (anno battesimale della Commissione targata von der Leyen), le cose cambierebbero un po’: il primo della lista non sarebbe più l’inquilino dell’Eliseo ma bensì il primo ministro croato Andrej Plenković, con ben nove bilaterali all’attivo. Macron occuperebbe la seconda posizione assieme a Rutte, entrambi con sei bilaterali; mentre al terzo posto si piazzerebbe il polacco Mateusz Morawiecki con 5 bilaterali. Ma vi è anche l’estremo opposto: il primo ministro danese Mette Frederiksen non ha avuto neanche un incontro bilaterale ufficiale dal 2019 con la presidente della Commissione ancora in carica. Mentre leader di Belgio, Lettonia, Lituania e Romania ne contano un solo, sempre dal 2019 in poi.

Attenzione però. Come ha giustamente ricordato un portavoce della Commissione, “ci sono molte altre occasioni in cui la presidente è in contatto con i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue, oltre a quelle incluse nel suo calendario ufficiale”.

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