Skip to main content

Rafforzare la sinergia tra Italia e Stati Uniti nel campo dei co-investimenti in tecnologie strategiche: questo il programma alla base del Transatlantic investment committee (Tic), che venerdì scorso ha presentato, nella prestigiosa sede dell’Ambasciata Italiana presso gli Stati Uniti a Washington DC, i risultati di un anno di lavoro nel corso del Second Us Annual Meeting. L’iniziativa ha avuto luogo sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia presso gli Stati Uniti, del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con la quale il 25 gennaio 2023 il Tic ha sottoscritto una lettera d’intenti per sviluppare di comune accordo iniziative per accelerare gli investimenti transatlantici, anche attraverso la promozione di accordi tra territori italiani e statunitensi, legati a specifiche verticali di investimento tecnologico.

Sinergie, che come ha ricordato l’Ambasciatrice italiana negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, “vanno nella direzione di una più vasta strategia di diplomazia della crescita guidata dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale”. Lo scorso luglio, la presidente Meloni e il presidente Biden hanno assunto, tra gli altri, l’impegno a favorire co-investimenti tra i nostri due Paesi in settori strategici e tecnologie emergenti. Un rafforzamento quindi dei legami economici tra Italia e Usa, come ha ribadito anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga: “le Regioni si sono fatte parte attiva, negli ultimi anni, nell’apertura di canali di dialogo diretti con i potenziali investitori, riconoscendo l’importanza degli investimenti esteri non solo in chiave economica ma anche di rafforzamento di alleanze strategiche, come è da sempre quella con gli Stati Uniti”.

Ma non solo. A Washington il Tic ha annunciato la creazione di una fondazione per facilitare gli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia con la creazione, tra le altre cose, di una piattaforma di Fondi di investimento (italiani e dei Paesi del Patto atlantico in particolare Stati Uniti) disponibili a investire soprattutto in Italia. Tra i principali protagonisti dell’iniziativa Il Consorzio Eht guidato da Emanuele Spampinato: una struttura da oltre 3 mila addetti, 400 milioni di euro di fatturato aggregato, oltre 25 milioni di euro di progetti di ricerca e circa 70 imprese aderenti. “L’idea è quella di rendere il nostro Paese un hub principale e nei confronti dei talenti della sponda Nord e della sponda Sud del Mediterraneo e valorizzare gli investimenti pubblici effettuati negli Stati Uniti in una logica virtuosa di integrazione con le risorse private”, ha detto all’evento Spampinato.

La fondazione nasce con l’obiettivo di potenziare e accelerare qualità e quantità dei coinvestimenti tra una sponda e l’altra dell’Atlantico nelle aree del digitale, dell’aerospazio, del cleantech, dell’energia e delle scienze della vita, catalizzando gli interessi di una serie di partner in Italia, Stati Uniti, Europa e Regno Unito, a partire da America’s Frontier Fund, con cui il Tic ha recentemente siglato un Memorandum of Understanding per lo sviluppo di attività congiunte nel campo del miglioramento e dello sviluppo congiunto degli strumenti finanziari transatlantici.

Uno dei primi atti è la campagna di mappatura e coinvolgimento dei mille tra i principali decisori in materia di investimenti tra Italia, Stati Uniti, Europa e Regno Unito. Tre i punti strategici della Fondazione tra il 2023 e il 2024. Intanto quello di sviluppare un ecosistema transatlantico di finanza per l’innovazione strategica e breakthrough lanciando, insieme ad Harmonic Innovation Group, il proprio Fondo di Venture Capital Transatlantico (Harmonic – Transatlantic Investment Fund H-TIF), “utile a costruire azioni sinergiche con analoghe iniziative di frontiera negli Stati Uniti nella East e West Coast (target size: 500 milioni di euro)”.

Intanto sono sulla rampa di lancio anche l’avvio del primo percorso post-universitario dedicato al tema dei co-investimenti transatlantici, il TransAtlantic Business Executive Course, cui ha lavorato un gruppo di lavoro guidato da Luiss e da George Washington University, che prenderà avvio nel primo semestre 2024. “Per l’Italia”, dice Andrea Gumina, presidente della Transatlantic Harmonic Foundation, si tratta di un’occasione unica per rafforzare i legami con gli Stati Uniti nel campo dei co-investimenti nelle tecnologie a più alto valore strategico: quelle in grado di aumentare la produttività di entrambi i sistemi industriali, rispondere a sfide come la sicurezza, il cambiamento climatico, la salute, l’approvvigionamento energetico o l’esplorazione spaziale, ma anche generare nuova occupazione di qualità e ben retribuita”.

L’Italia proiettata verso gli Usa. Bilanci e progetti del Transatlantic investment committee

Di Francesco Tedeschi

Presentati, nella prestigiosa sede dell’Ambasciata Italiana presso gli Stati Uniti a Washington DC, i risultati di un anno di lavoro nel corso del Second Us Annual Meeting. Ecco che cosa è emerso

Gli estremismi in Ue non funzionano, Meloni segua la linea Crosetto. Parla Pomicino

Il risultato elettorale polacco rende evidente il fatto che gli estremismi non siano adatti a governare. Meloni ha la possibilità, seguendo la linea del democristiano Crosetto, di “potabilizzare” i conservatori e renderli credibili per la nuova governance europea. E la Manovra? Manca la visione. Conversazione con l’ex ministro democristiano, Cirino Pomicino

Apre l’ufficio di Taipei a Milano. Il filo che lega Italia e Taiwan

Di Gabriele Carrer ed Emanuele Rossi

Inaugurata oggi la seconda rappresentanza dell’isola che, rivendicata da Pechino, cerca sostegno internazionale. Per Roma è un altro passo fuori dalla Via della Seta

A ognuno i suoi alleati. Washington rassicura Kyiv, Mosca e Pyongyang sempre più vicine

Mentre il fronte si stabilizza, le parti coinvolte nel conflitto guardano ancora una volta ai loro alleati. E questi rispondono. Soprattutto Washington, che vuole mandare il segnale al mondo di essere capace di impegnarsi su più fronti diversi

La condizione di una alleanza Pd-5 Stelle secondo Pasquino

Se il Movimento 5 Stelle non è d’accordo con le posizioni che derivano dall’articolo 11 della Costituzione, che mi paiono e mi auguro essere centrali nella visione del Partito democratico e con le prospettive anche operative che ne derivano, è improbabile che nasca un’alleanza di governo dotata di senso sulla scena europea e internazionale. Sull’ambiguità non si costruisce nulla di buono, nulla di solido, nulla di accettabile. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica e accademico dei Lincei

La vittoria di Tusk in Polonia è una buona notizia per l'Ue e l'Italia. Parola di Alli

Conversazione con il presidente di Alternativa Popolare: “Meloni e Salvini dovranno prendere atto che il populismo allo stato puro alla lunga non paga. L’idea che ci sia uno spostamento al centro dell’asse del centrodestra è una notizia positiva e si colloca nella direzione auspicata anche dallo stesso Weber”

Israele, Nasrallah e Khamenei valutano l’apertura del fronte di Hezbollah

Quanto è possibile l’apertura di un fronte libanese contro Israele? I leader di Beirut e Teheran valutano la convenienza politica dell’alzare l’intensità dello scontro, perché le condizioni sono diverse da quelle del 2006

Così le banche inglesi si allontanano dalla Cina

Dopo anni di feeling tra la finanza britannica e il Dragone, la paura che Pechino paghi il suo appoggio a Mosca sta spingendo gli istituti d’Oltremanica a riconsiderare i loro rapporti con la seconda economia globale

Frenesia diplomatica (e deterrenza militare) per salvare il nuovo Medio Oriente

Le tensioni in corso nel Medio Oriente potrebbero complicare la costruzione di una regione “nuova”, dove le normalizzazioni proseguono e lo sviluppo aumenta. Molto dipende adesso dalla gestione della crisi e da come Israele sceglierà di rispondere al brutale attacco subito. A questo si lega la frenesia diplomatica, abbinata alla deterrenza contro chi potrebbe sperare in ulteriori destabilizzazioni

Il Qatar media tra Mosca e Kyiv sui bambini da rimpatriare. Ma guarda anche oltre

Mosca accetta di rimpatriare quattro bambini catturati durante il conflitto. Il tutto, sulla base di un accordo negoziato con Doha, che rafforza il suo status come mediatore internazionale

×

Iscriviti alla newsletter