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Anche se non vengono registrati significativi spostamenti del fronte, in Ucraina i combattimenti proseguono incessanti. E nonostante le riserve di equipaggiamento e munizioni di entrambe le parti coinvolte continuino a deteriorarsi, questo non impedisce ai due eserciti di dispiegare nuovi e più letali equipaggiamenti. L’ultima novità, introdotta sul campo di battaglia dalle truppe di Mosca, è un ordigno molto particolare.

La Fab-1500 appartiene alla famiglia delle glide bombs, termine italianizzabile con “bombe plananti”: ordigni dolati di appositi alettoni che permettono loro di essere sganciati a lunga distanza (così da evitare l’intercettazione da parte della contraerea nemica) e di planare con una discreta precisione contro il bersaglio. Come suggerisce il nome stesso, la Fab-1500 contiene al suo interno una tonnellata e mezzo di esplosivo, e all’impatto è in grado di colpire bersagli in un raggio che si estende fin quasi a 500 metri. Essa può distruggere bunker fino a 20 metri di profondità e sfondare tre metri di cemento armato. Tra i modelli di aereo in forza all’aereonautica di Mosca, sia il Su-30 che il Su-34 e il Su-35 possono essere impiegati come piattaforma di lancio dell’ordigno, che poi viene guidato da un operatore direttamente sul bersaglio.

Segnali dell’utilizzo di questo tipo di bomba erano già stati registrati nella primavera di quest’anno, quando il Ministero della Difesa ucraino ha segnalato sia un uso estensivo delle Fab-500 (le “sorelle minori” contenti mezzo chilogrammo di esplosivo) lungo tutto il fronte, assieme a segnali di preparazione “per un uso estensivo delle Fab-1500”.

L’avvicinarsi dell’inverno rende queste bombe ancora più efficaci, poiché con molta probabilità esse saranno impiegate negli attacchi alle infrastrutture critiche ucraine, accanto ai missili da crociera e alle loitering munitions che Mosca sta già impiegando in questo senso, così da mettere sotto ulteriore pressione i sistemi di difesa aerea avversari.

Secondo Frederik Mertens, analista del Centro di studi strategici dell’Aia, la Russia potrebbe iniziare a usare queste armi per colpire le infrastrutture energetiche dell’Ucraina “non appena l’inverno inizierà a farsi sentire. Negli ultimi mesi Mosca ha usato con parsimonia i suoi missili e dovrebbe di nuovo averne accumulato una discreta scorta-ha dichiarato. Il suo obiettivo più logico sarebbe l’infrastruttura energetica di Kiev, proprio nel momento in cui ne ha più bisogno”, ha dichiarato l’analista a Newsweek.

Anche Kyiv utilizza ordigni non troppo diversi da quelli russi, ordigni ricevuti all’interno dei pacchetti d’aiuti militari statunitensi già dal dicembre dello scorso anno. Tra queste le Jdam (Joint Direct Attack Munitions) e le Jdam-Er, versione con raggio ancora più lungo: kit che permettono di trasformare semplici bombe in munizioni “intelligenti” lanciabili da una varietà di aerei, proprio come le bombe della famiglia Fab.

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