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Come un innesco in una polveriera. Le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antònio Guterres sul conflitto scatenato dal gruppo terroristico in Israele (“gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla, il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione”), hanno innescato un gigantesco vespaio. A chiedere le dimissioni immediate di Guterres è stato Gilad Erdan, ambasciatore all’Onu. Le parole del segretario generale dividono anche l’opinione pubblica italiana. A stigmatizzare l’uscita di Guterres è il deputato e membro della Commissione Affari Esteri alla Camera, Ettore Rosato. “Provare a cercare una motivazione giustificativa per l’attacco di Hamas è semplicemente inaccettabile e incomprensibile. A maggior ragione se a fare questo tipo di affermazioni è il segretario dell’Onu”.

Secondo lei ora Guterres dovrebbe dimettersi?

Secondo me il segretario ora dovrebbe mettersi a lavorare per studiare un modo efficace di affrontare una situazione così drammatica come quella che si sta verificando in Medio Oriente. E, parallelamente, cercare un modo per riacquisire la credibilità perduta verso Israele. Chi rappresenta le Nazioni Unite non si può permettere esternazioni di questo tenore. Sono gravissime. Perché, è bene ribadirlo, c’è un aggredito e un aggressore. Quest’ultimo, si chiama Hamas.

Come deve essere declinato, in questo momento, il ruolo dell’Onu?

La liberazione degli ostaggi rappresenta senz’altro un elemento di priorità e penso che al primo punto dell’agenda degli impegni dell’Onu ci debba essere lo studio di una strategia per affrontare questo nodo. Oltre a cercare di salvaguardare il più possibile la popolazione civile della striscia di Gaza.

Il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, ha ribadito a più riprese che l’Italia è contro Hamas e non contro Palestina e palestinesi.

Mi trovo in perfetta sintonia con questa posizione. Anzi, va ricordato che Hamas utilizza spesso i palestinesi come scudi umani. Sarebbe questo quello che dovrebbe dire l’Onu. Senza tentennamenti e con grande chiarezza.

La guerra in Israele ha riacceso, anche nell’opinione pubblica italiana, una profonda spaccatura. Al di là delle posizioni ideologiche, a cos’è riconducibile questo fenomeno nella contingenza degli eventi a cui stiamo assistendo?

Penso che la causa principale di questa profonda divisione, su questo conflitto, sia riconducibile alla stragrande quantità di fake news che sono state diffuse. Basta pensare alle attribuzioni di responsabilità che sono circolate a seguito del bombardamento dell’ospedale a Gaza. Resta forte, tuttavia, una sincera preoccupazione trasversale per la popolazione civile, sia essa palestinese o israeliana. Le vere vittime di questa follia.

Guterres non presti il fianco alle fake news. Parla Rosato

La diplomazia israeliana chiede le dimissioni del segretario generale dell’Onu a seguito delle sue affermazioni sulla guerra. Ora le Nazioni Unite dovrebbero dire chiaramente che Hamas usa i palestinesi come scudi umani. E Israele è l’aggredito. Conversazione con Ettore Rosato, membro della Commissione Affari Esteri alla Camera

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