Pubblichiamo un estratto delle conclusioni del libro “La Cina al centro. Ideologia imperiale e disordine mondiale” (Il Mulino) del professor Maurizio Scarpari, che ha insegnato Lingua cinese classica all’Università Ca’ Foscari di Venezia
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Riarmo riluttante, le differenze tra Italia e Germania spiegate da Coticchia (UniGe)
Dalla fine della Guerra fredda i due Paesi, assieme al Giappone, hanno avviato un processo di trasformazione delle politiche di difesa. Roma da Desert Storm, mentre per Berlino la Zeitenwende è l’aggressione russa dell’Ucraina. Intervista a Fabrizio Coticchia, professore associato all’Università di Genova e coautore di “Reluctant Remilitarisation”
Un luogo per il superamento della troppa divisività
Da molto tempo, e ancor più oggi, la “divisività” è una sorta di metastasi diffusa sia nella classe politica che in vari altri ambiti di questo Paese. Per superarla bisogna attingere al meglio della storia e della cultura politica, cercando di irrorare di questi aspetti la vita politica e culturale d’Italia. L’intervento di Luigi Tivelli, presidente della Academy di cultura e politica Giovanni Spadolini
L’ordine mondiale si sta disgregando e ora? L’analisi dell’amb. Castellaneta
Dobbiamo arrenderci, una volta per tutte, al fatto che il mondo non è più bipolare e che la distribuzione del potere che aveva caratterizzato la Guerra Fredda non tornerà più. Il mondo si sta sempre più ricostituendo e riorganizzando secondo uno schema multipolare. È compito della diplomazia riuscire a contenere gli elementi di frizione e di crisi entro binari accettabili. Il commento di Giovanni Castellaneta, già consigliere diplomatico a Palazzo Chigi e ambasciatore negli Stati Uniti
Per un futuro giovane dell'agricoltura. La proposta Carloni
Il business dei campi sta cambiando, l’applicazione delle nuove tecnologie è una realtà. E l’unico modo per sostenerlo, garantendogli un futuro, è quello di equiparare le aziende agricole ad aziende innovative. Perché se l’Italia vuole vantarsi dell’eccellenza del Made in Italy dal punto di vista enogastronomico, deve fare in modo che questa straordinaria eredità, che ci arriva dal passato, continui nel futuro
Voto all’Onu su Israele. Ecco perché l’Italia si è astenuta
Ecco cosa mancava nella risoluzione secondo il governo di Roma: la condanna inequivocabile e senza ambiguità degli attacchi di Hamas nei confronti di civili israeliani innocenti, il diritto di difendersi di ogni Stato sotto attacco e il rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi
Lasciamoli governare, che alternativa abbiamo?
È solo mettendolo alla prova, che si può sperare di veder cadere l’avversario. Purché a cadere sia solo lui e non anche le finanze pubbliche. Se poi non funzionano – come scrive Mattioli – “non sarà perché sono fascisti, ma perché sono scarsi”
Passi avanti verso il faccia a faccia Biden-Xi? Risponde Sciorati (Lse)
Per Sciorati (Lse), la possibilità di un incontro tra Biden e Xi dipende dal “se” il viaggio di Wang Yi a Washington sarà giudicato positivamente da entrambe le parti. Sul tavolo, innanzitutto le misure di controllo dell’export e la crisi in Medio Oriente
Gli incontri di Wang a Washington per riaprire il dialogo Usa-Cina
Il capo della diplomazia di Pechino ha visto Blinken, Sullivan e Biden per preparare un eventuale faccia a faccia tra i leader a San Francisco. Si cerca il confronto ma le divergenze rimangono
Storia di un documento di sostegno al Papa e di cattolici "tiepidi". Scrive Pedrizzi
Per rispondere all’appello lanciato da papa Bergoglio, sull’impegno dei cattolici nella costruzione attiva della pace, venne lanciato un documento durante una riunione di un’importante associazione cattolica. In quel testo venivano ricordati gli appelli alla pace dei pontefici precedenti. La risposta al documento, tuttavia, è stata una bocciatura…



L’impossibilità di prevedere il futuro, l’incapacità di analizzare senza condizionamenti e pregiudizi il presente e il permanere di una visione egoistica della politica sono alla base della difficoltà da parte dei leader mondiali e dei loro gruppi di consiglieri di intravedere e mettere in atto politiche sinceramente orientate a un progresso pacifico. La conclusione della guerra russo-ucraina è un nodo che prima o poi dovrà essere sciolto, la situazione si trova da troppo tempo in stallo: se Putin dovesse avere la meglio, sarebbe una sconfitta non solo per l’Ucraina e il suo presidente, ma anche per gli Stati Uniti, il suo presidente e i suoi alleati; se invece dovesse avere la peggio, sarebbe un disastro per la Federazione russa e il suo presidente, ma anche per la Cina e Xi Jinping, che ha investito molto capitale politico e prestigio personale fornendo un appoggio a Putin. Il punto cruciale è che nessuno può permettersi di perdere, la disfatta di una parte determinerebbe comunque problemi di tenuta dell’altra, con il rischio che il mondo intero precipiti in un disordine ancor maggiore di quello attuale. Putin lo ha capito e su questo prospera, nonostante l’assurdità della guerra. È impossibile prevedere quali nuovi fattori irromperanno sulla scena, potrebbero inserirsi delle variabili improbabili o impreviste, i cui effetti sono inimmaginabili. Basti pensare alle incognite delle prossime elezioni, in particolare di quelle americane, ancor più in bilico delle consultazioni europee, russe o taiwanesi. Se Donald Trump (un perseguitato politico secondo Putin) dovesse vincere, il suo ritorno avrebbe un effetto dirompente, difficilmente valutabile al momento. E se Xi Jinping dovesse decidere di muovere il suo esercito contro Taiwan? Il nuovo ordine mondiale che Xi Jinping e Vladimir Putin stanno cercando di costruire non sembra affacciarsi all’orizzonte e sembra sempre più corrispondere a quello «slogan ideologico di facile manipolazione, ormai indipendente dalla sua realtà storica, fatta di guerre e distruzioni» di cui parla [Manlio] Graziano (in “Una nuova civiltà globale. L’impossibile sogno cinese”, in La Lettura del Corriere della Sera del 13 agosto 2023, ndr). Nessuno può sapere quale sarà l’assetto mondiale quando questa fase turbolenta, ma ancora sotto controllo, in un modo o nell’altro finirà. Il rischio che la situazione possa precipitare in tempi brevi aumenta di giorno in giorno, sia per ragioni interne alla Cina sia per la complicata congiuntura internazionale.












