Skip to main content

Se l’Italia vuole giocare la partita della leadership nella Space economy, deve scendere in campo con giocatori di altissimo livello. Che però vanno formati, preparati e allenati per vincere in un contesto internazionale, partendo dalle già ottime competenze che abbiamo nel nostro Paese. Non ha dubbi Luigi Abete, presidente di Luiss Business school, nel vedere un parallelo tra aerospazio e sport. Perché il gradino più alto del podio, nello spazio come nello sport, si conquista solo con una intensa preparazione, confrontandosi continuamente con altri attori internazionali. L’occasione per parlare delle prospettive dell’aerospazio in Italia è stata la presentazione del primo master in Space economy offerto proprio dalla Luiss Business school, in partenza a fine ottobre. Un percorso di dodici mesi “che formerà i futuri manager dello spazio – ha detto Abete – a muoversi in un mondo trasversale, tra conoscenze e competenze, che sono la chiave per affrontare le sfide di un mercato che sembra d’élite, ma che inizia già ad essere di massa”.

Ricerca, impresa e mondo militare: l’aerospazio ormai riguarda ogni ambito della vita di un Paese, e le imprese italiane – per quanto già leader nelle tecnologie – non lo sono ancora in quel settore strategico che sono le relazioni istituzionali, anche internazionali. “In Italia infatti – ha spiegato Carlo Festucci, segretario generale di Aiad – c’è un problema di sistema. È necessario capire come si colloca il Paese per politiche e tecnologie sia in Europa che a livello globale, ma mancano le capacità di gestire e muoversi nelle istituzioni che si occupano di aerospazio”. Bisogna quindi orientare le scelte verso nuovi manager con nuove competenze.

“Sono necessarie nuove professioni – ha detto Massimo Comparini, ceo di Thales Alenia Space Italia – manager che sappiano immaginare il futuro e prevedere cosa chiederà il mercato dello spazio. Chi pensa nuovi modelli di business non dovrà avere solo competenze economiche, ma anche scientifiche e tecnologiche”. Nuovi modelli che devono fare tesoro delle professionalità del settore già altissime, presenti in Italia. Fare innovazione, infatti, non significa creare una nuova azienda: “Se l’Italia non l’avesse fatta finora – ha spiegato Comparini – non staremmo costruendo a Torino la nuova stazione cislunare o lo Space rider”.

Per questo il master nasce da una collaborazione con gli stakeholder – ha ricordato Ezio Bussoletti, del comitato di coordinamento del Master – “per capire cosa è più utile oggi al mondo dell’aerospazio italiano, formando persone che abbiano la capacità di dialogare a livello internazionale sostenendo le imprese del nostro Paese”. Una internazionalizzazione che il Ctna (il Cluster tecnologico nazionale aerospaziale) offre ai distretti dell’aerospazio italiani rafforzandone la competitività, ha sottolineato la presidente Cristina Leone.

“Ma oggi non si tratta più solo di business – ha aggiunto il generale Franco Federici consigliere militare del presidente del Consiglio e segretario del Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio (Comint) – fondamentale è anche il posizionamento. In questo momento abbiamo difficoltà ad essere rappresentati nelle agenzie che contano come Esa, per questo ci vogliono giovani con la formazione adeguata a rappresentare e sostenere il paese in Europa”.

Europa che oggi però rischia di essere tagliata fuori dal mercato dell’aerospazio perché i servizi che offre costano troppo rispetto ai privati: “L’Italia investe molto nello Spazio – ha ricordato il nuovo presidente del Centro italiano ricerche aerospaziali. (Cira), Antonio Blandini – ma lo fa male e senza obiettivi precisi. Abbiamo capacità tecniche e imprenditoriali di altissimo livello ma dobbiamo decidere gli obiettivi del paese investendo nei percorsi importanti con indicazioni chiare”.

Percorsi che riguardano anche il mondo della Difesa, altro attore del master: lo spazio è ormai un ambito irrinunciabile e sempre più strategico, soprattutto dopo l’ingresso dei privati che hanno cambiato completamente l’intero sistema, offrendo nuove opportunità ma anche nuove sfide alla sicurezza dei Paesi. E anche queste sfide richiedono, per essere affrontate e vinte, nuove competenze e conoscenze. Non a caso gli Stati Uniti hanno creato una nuova forza armata responsabile di tutte le operazioni spaziali, la Us Space force.

Lo Spazio che si studierà al master sarà quindi uno spazio duale, civile e militare. La leadership italiana conquistata fin dal progetto San Marco ha bisogno, per essere conservata, di nuove professioni multidisciplinari e trasversali, ad alto impatto tecnologico, con visioni alte, capaci di rispondere con rapidità ad un mercato in continua evoluzione, senza comprimerlo con una offerta troppo rigida. Un compito sicuramente difficile per i nuovi manager ma, d’altra parte, è il motto di chi va nello spazio: “per aspera ad Astra”. Ora, vale anche per il mondo business.

Formare gli Space manager del futuro. Il master alla Luiss Business school

Di Letizia Davoli

La Luiss Business school ha presentato il suo master in Space economy, un percorso che formerà i futuri manager dello spazio. Insieme al presidente Luigi Abete, alla cerimonia presenti Carlo Festucci, Massimo Comparini, Cristina Leone, il generale Franco Federici e Antonio Blandini

Slovacchia, non stracciarsi le vesti ma contrastare l’evitabile. La versione di Pasquino

Non so come si dice in slovacco “Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”, ma so che un mieloso soft power non ha finora ottenuto i risultati necessari. Meglio un not so soft power congegnato e concordato con gli slovacchi democratici e europeisti. Ora. Il commento di Gianfranco Pasquino, accademico dei Lincei e professore emerito di Scienza politica

La Marina punta sull’ala rotante. Consegnato l’ultimo elicottero NH-90

Leonardo ha completato la consegna degli elicotteri NH-90 alla Marina militare italiana, assieme al centro di simulazione per l’addestramento dei piloti e del personale specializzato, sia per i modelli SH-90 sia per gli MH-90, presso la base di Maristaeli Luni

In Indonesia, Eni cresce ancora. Scoperto un nuovo giacimento di gas

Di Duccio Fioretti

La nuova scoperta rafforza ancora di più la capacità produttiva di Eni nel Paese asiatico, dove la sua presenza è ben salda. Guardando al futuro e alla transizione

Supply chain, Xi predica unità ma impone limiti. E la Cina attacca l’Europa

La Cina ci impone un nuovo approccio alla sicurezza nazionale. Scrive Lucas

Di Edward Lucas

Serve un grande ripensamento transatlantico che ponga la protezione delle minacce alla catena del valore al centro. Fiducia dell’opinione pubblica e coesione sociale sono fondamentali. Il commento di Edward Lucas, non-resident senior fellow del Center for European Policy Analysis

Russia, ma non solo. AfD scossa dal China-gate 

Denaro, servizi segreti, conflitti di interesse, propaganda e reti opache. Krah, capolista per le prossime elezioni europee, nella bufera per i legami con Pechino

Giorgia Meloni, un premier al bivio. Il corsivo di Cangini

Giorgia Meloni è a un bivio: può fingere che l’assunzione delle responsabilità di governo in un’epoca densa di incertezze globali sia conciliabile con la demagogia del passato oppure può rompere del tutto con la demagogia accreditandosi come donna di Stato affidabile e seria. Il corsivo di Andrea Cangini

Chip, così Intel rilancia la leadership tecnologica americana

Il colosso dei semiconduttori statunitense ha annunciato di proseguire con il suo piano tecno-industriale per recuperare il terreno perduto nei confronti dei rivali taiwanesi e coreani. Focus sui chip avanzati. E intanto inaugura la strumentazione Euv nel suo impianto in Irlanda

Ma quale complotto! I complimenti del capo di BlackRock a Meloni

“Nel primo anno abbiamo visto un governo più forte di quello che alcuni temevano”, dice Larry Fink a Mf. “Certo, guardando indietro ci sono alcune cose per le quali si può avere un’opinione diversa, ma nessun governo al mondo è perfetto”

Ecco Semi7, l’alleanza dei chip. L’Italia non c’è (per ora)

Secondo Nietsche (Center for a New American Security) Washington dovrebbe dare vita a un formato di dialogo tra Paesi allineati e cruciali nella catena del valore dei semiconduttori. L’anno prossimo l’Italia avrà la presidenza del G7 e quella sarà occasione (da non perdere) per guadagnare visibilità sulla scena internazionale sulle nuove tecnologie, chip inclusi

×

Iscriviti alla newsletter