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Mosca e Minsk hanno lanciato un’importante esercitazione militare congiunta in territorio bielorusso, con il coinvolgimento di unità terrestri e aeree. Secondo il ministero della Difesa della repubblica ex-sovietica, “tutti gli aeroporti e i terreni d’addestramento delle Forze aeree e di Difesa aerea delle Forze armate bielorusse saranno coinvolte nelle esercitazioni tattiche di volo”. Mosca contribuisce con numerose unità, dai caccia agli elicotteri, il cui arrivo è stato documentato nel corso dell’anno scorso in maniera non ufficiale. Le esercitazioni, che continueranno fino a febbraio, riguarderanno la ricognizione aerea, la difesa da attacchi aerei e la copertura aerea di importanti obiettivi e comunicazioni.

L’allarme di Kiev

Nel frattempo Kiev ha lanciato l’allarme sulle esercitazioni, esprimendo il timore che le manovre possano essere utilizzate per coprire una nuova offensiva terrestre russa che parta dalla repubblica alleata, magari con il coinvolgimento anche delle Forze armate bielorusse. Nonostante il Cremlino abbia negato di stare facendo pressione sul presidente bielorusso Alexander Lukashenko, e nonostante le dichiarazioni di Minsk di non avere la volontà di entrare nel conflitto, Kiev ha messo in guardia gli alleati occidentali di una possibile escalation ai confini settentrionali. Del resto, l’invasione del 24 febbraio 2022 era stata preceduta da una serie di dichiarazioni di esercitazioni militari da parte di Mosca, impiegate come pretesto per muovere le truppe più vicine all’Ucraina.

L’ambiguità del Cremlino

Le dichiarazioni da parte bielorussa, del resto, non sono rassicuranti. Secondo il primo vice segretario di stato del Consiglio di sicurezza bielorusso, Pavel Muraveyko, l’Ucraina starebbe “provocando” la Bielorussia, e la situazione al confine non sarebbe calma. “Manteniamo la calma e la pazienza”, ha detto Muraveyko in un post sul canale Telegram del ministero della Difesa di Minsk, “ma abbiamo il necessario set di forze e mezzi per rispondere a qualunque manifestazione di aggressione o minaccia terroristica al nostro territorio”. Anche da Mosca non arrivano rassicurazioni, con il ministero degli Esteri russo che ha specificato come Minsk potrebbe unirsi al conflitto in Ucraina qualora “invaso”.

Esercitazioni navali Mosca-Pechino

Mosca, intanto, è attiva anche a livello marittimo, con unità della Flotta russa pronte a prendere parte a una serie di esercitazioni a largo delle coste dell’Sud Africa. Due navi da guerra russe sono attese a Durban, sulla costa dell’oceano Indiano sudafricana, per nove giorni di giochi di guerra insieme a forze navali cinesi. Manovre che prevedono il coinvolgimento di centinaia di militari da parte di Pechino e Mosca. La presenza della formazione navale russo-cinese è anche un ulteriore segnale dell’ambivalenza tenuta da Pretoria nei confronti del conflitto russo. Il Paese africano si è infatti astenuto dal condannare apertamente Mosca, dichiarandosi neutrale.

Dalla Bielorussia al Sudafrica. Perché preoccuparsi delle esercitazioni russe

Le forze armate russe e bielorusse si addestreranno insieme in una serie di esercitazioni aeree sul territorio di Minsk fino a febbraio. Manovre che preoccupano Kiev, che teme possano fornire la copertura per una nuova offensiva da nord. Intanto, navi russe si eserciteranno insieme a unità cinesi a largo delle coste del Sud Africa

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