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Sfide dell’Alleanza e ruolo dell’Italia in Ucraina. Sono stati questi i principali punti affrontati nel corso dell’incontro che ha coinvolto il segretario generale della Nato – da poco riconfermato alla guida dell’Alleanza – e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, reduce dal Vertice di Vilnius tenutosi la scorsa settimana. Il faccia a faccia si è tenuto a Bruxelles, proprio nella residenza di Stoltenberg, ed è stato l’occasione non solo per fare un punto sul Vertice lituano appena conclusosi, ma anche per ribadire il ruolo dell’Italia non solo nell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina ma anche nel presidiare i confini della Nato.

L’incontro

Secondo quanto ha riportato Palazzo Chigi, a margine del faccia a faccia si è tenuto un incontro tra Meloni e Stoltenberg che ha visto la partecipazione anche di altre personalità-chiave per la postura italiana in seno all’Alleanza, tra cui il consigliere diplomatico della premier, Francesco Talò (già rappresentante permanente d’Italia al quartier generale della Nato), e il rappresentante permanente presso la Nato, Marco Peronaci.

Sostegno all’Ucraina

“È stato bello incontrare di nuovo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il summit della Nato della scorsa settimana”, ha esordito Stoltenberg, “l’ho ringraziata per i contributi-chiave dell’Italia alla Nato e per il sostegno incrollabile all’Ucraina”. Il nostro Paese è infatti stato in prima fila fin da febbraio scorso nel fornire supporto e sostegno a Kiev, anche grazie Ma al centro del colloquio non si è parlato soltanto di Ucraina, e si è “discusso della risposta della Nato alle sfide provenienti da tutte le direzioni, compreso il terrorismo e l’instabilità nel sud”, ha aggiunto poi il numero dell’Alleanza atlantica.

Ruolo italiano al vertice di Vilnius

La premier è stata proprio la scorsa settimana nella capitale lituana per lo storico vertice Nato, in quell’occasione aveva posto l’accento su un passaggio nevralgico: la rivendicazione da parte italiana del ruolo all’interno dell’Alleanza dopo le “incertezze” pro Cina dei governi Conte e il voler assumere decisioni all’altezza in tema di deterrenza e difesa in un momento eccezionale come l’attuale. E proprio qui si inseriva l’elemento legato all’impegno sul 2% di Pil per la difesa, che secondo la premier deve tenere conto della progressione, della sostenibilità e della responsabilità e della partecipazione al funzionamento dell’Alleanza che ogni alleato assume. La considerazione italiana è che occorra fare il meglio per rafforzare autonomia, indipendenza e capacità di difesa.

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