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Oltre a offrire tariffe e forniture convenienti, le imprese cinesi sanno fare pesare ai loro clienti le conseguenze delle loro opinioni politiche critiche. Impongono tasse e ostacoli burocratici che costringono in molti casi all’auto-censura o al ripensamento. Ma questa “dittatura” commerciale può essere contrastata. Sono un esempio l’Australia e la Lituania.

Come spiega Alan Beattie in un editoriale sul Financial Times, l’Australia non si è tirata indietro nell’esigere un’indagine sulle origini del Covid nel 2020, così come la Lituania ha permesso a Taiwan di aprire un “ufficio di rappresentanza” nella sua capitale, Vilnius, nel 2021. Due decisioni che non sono affatto piaciute alla Cina.

Da Pechino è arrivato l’ordine di limitare alcune delle principali esportazioni di merci australiane, tra cui carbone, vino e orzo. E la Lituania, e le aziende straniere legate ad essa dalle catene di approvvigionamento, si sono trovate improvvisamente senza la possibilità di ottenere le licenze per esportare in Cina.

L’Australia e la Lituania si sono trovate così davanti a due opzioni. Potevano rispondere con una politica commerciale tradizionale, che comporta manovra diplomatica, contenziosi, ritorsioni, come scrive Beattie, o trovare mercati alternativi. La seconda opzione è stata quella vincente.

“In teoria, l’Australia avrebbe dovuto soffrire pesantemente – spiega Beattie -. Le sue merci alimentano le fabbriche cinesi e le sue aragoste e vino sostengono i consumatori cinesi. Ma gli esportatori australiani hanno trovato lacune nelle barriere commerciali e nuovi mercati altrove. Con poche altre fonti di approvvigionamento, la Cina ha esentato il minerale di ferro australiano dalle restrizioni. Le aragoste sono state commerciate attraverso Hong Kong. I produttori di vino australiani hanno spostato la loro attenzione sul mercato statunitense”.

Contenziosi sulle tariffe di orzo e vino contro la Cina sono arrivati all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) nel 2021, ma si tratta di casi irrisolti, per ora. Pechino però ha ammorbidito la sua aggressività negli ultimi mesi e da poche settimane il carbone australiano è stato di nuovo autorizzato nei porti cinesi.

La Lituania, che destinava la vendita di minerali, prodotti fabbricati e sostanze chimiche in Cina, ha aumentato le transazioni in altri Paesi. “Le esportazioni si sono rafforzate non solo nelle destinazioni tradizionali del Paese come la Germania e gli Stati Uniti, ma anche nelle economie indo-pacifiche, tra cui Taiwan (che ha anche aiutato con prestiti e cooperazione sulla produzione di semiconduttori), Corea, Singapore e Australia, che ha aperto un ufficio commerciale a Vilnius a febbraio”, sottolinea Beattie.

Man mano che l’estensione del suo recupero commerciale e della sua diversificazione diventava più chiara nel 2022 – anche prima che l’Unione europea presentasse un ricorso all’Omc in sua tutela – il Ministero degli Esteri lituano ha raccontato al mondo i suoi nuovi amici geoeconomici.

Questo non vuol dire che un contenzioso dell’Omc, o altre azioni diplomatiche, siano inutili. Ma questo strumento riguarda più la definizione di regole istituzionali che una strategia commerciale per il futuro, sulla Cina e non solo. “Canberra e Vilnius hanno dimostrato che la Cina è tutt’altro che invincibile – conclude l’articolo del Financial Times. Pechino ha perso battaglie di propaganda alle due estremità del pianeta e ora potrebbe fare attenzione a iniziarne di altre […] Per i partner commerciali cinesi, le lezioni sono chiare. Perseguire vie diplomatiche e nelle organizzazioni internazionali, ma il primo passo è trovare partner commerciali più affidabili”.

Come vincere il bullismo (commerciale) di Pechino. Lezioni da Australia e Lituania

Le inchieste australiane sull’origine del Covid e l’apertura dell’ufficio di rappresentanza di Taiwan a Vilnius hanno provocato durissime ritorsioni commerciali da parte di Pechino. Ma i due Paesi, oltre a rivolgersi all’Omc e attivare vie diplomatiche, hanno diversificato i mercati verso cui esportano le loro merci. Ottenendo ottimi risultati

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