Skip to main content

La crisi energetica esplosa in questi primi mesi del 2022 è in realtà solo il naturale sviluppo di una situazione che già da anni lasciava presagire serie complicazioni. L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia ha dunque solo accelerato un processo che oggi colpisce particolarmente l’Europa, vero e proprio epicentro della crisi energetica globale. Come ha sostenuto più volte questa testata, l’energia sarebbe dovuta essere una politica comune sin dal Trattato di Roma del 1957 che destinava al settore un’apposita istituzione (l’Euratom) ma gli Stati membri presero strade sempre più divergenti.

Unicamente ora, con l’acqua alla gola per l’aumento dei prezzi, soprattutto del gas, si sta tentando di coordinare misure mirate a contenere l’incremento dei prezzi. L’attenzione è, logicamente, rivolta a questo capitolo ma sarebbe utile se i Consigli europei prendessero spunto dalla crisi per rimettere ordine, nell’Unione europea (Ue), alla logistica dell’energia, ossia alle rete ed alle connessioni essenziali per un mercato integrato.

Secondo i documenti della Commissione e del Parlamento europeo, le Rte-E sono il prodotto di una politica intesa a connettere le infrastrutture energetiche degli Stati membri. Nell’ambito di detta politica sono stati individuati nove corridoi prioritari (quattro dell’elettricità, quattro del gas e uno del petrolio) e tre aree tematiche prioritarie (sviluppo di reti intelligenti, autostrade elettriche e una rete transfrontaliera per il trasporto di biossido di carbonio).

Il regolamento (Ue) n. 347/2013 stabilisce orientamenti per le reti trans-europee nel settore dell’energia che individuano progetti di interesse comune e progetti prioritari nelle reti trans-europee di elettricità e gas. I progetti di interesse comune per l’energia sono finanziati dal meccanismo per collegare l’Europa–Energia, uno strumento di finanziamento con un bilancio totale di 5,35 miliardi euro per il periodo 2014-2020, di cui 4,8 miliardi sotto forma di sovvenzioni gestite dall’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (Inea).

Nel 2019 sono state assegnate sovvenzioni per un totale di 556 milioni di euro a otto progetti di interesse comune, sei nel settore dell’elettricità e due nel settore del gas. La Commissione stabilisce l’elenco dei progetti di interesse comune attraverso un atto delegato, che entra in vigore solo se il Parlamento o il Consiglio non esprimono alcuna obiezione entro un periodo di due mesi dalla sua notifica. Il 15 dicembre 2020, la Commissione ha adottato una proposta di revisione del regolamento Rte-e per sostenere meglio la modernizzazione delle infrastrutture energetiche transfrontaliere dell’Europa e raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo.

Nel lessico burocratico di Bruxelles si può ricavare l‘impressione che tutto sia in buon ordine, anche se non può non saltare agli occhi quanto modesto sia il programma, tale appena da sfiorare il problema della logistica europea dell’energia. Lo si confronti, poi, con gli ultimi studi dell’associazione europea per la cooperazione degli operatori dei sistemi di trasmissione per l’elettricità, la cui conferenza annuale si è tenuta dal 10 al 12 ottobre ed ha prodotto una ricchissima documentazione. L’Ue non appare come un sistema in cui poche grandi reti comunitarie collegano le reti nazionali, ma come una ragnatela frammentata con poco collegamento tra un Paese e l’altro.

Anzi spesso quando il collegamento è programmato, anche nel bel mezzo di una crisi energetica come l’attuale, viene disdetto. Un esempio, tra gli ultimi: stava per essere attuato un gasdotto che avrebbe portato gas liquefatto dalla Spagna al resto del continente ma il progetto è stato annullato a fine ottobre su richiesta della Francia che avrebbe temuto la concorrenza alle sue esportazioni di energia atomica. Un altro: la Danimarca potrebbe esportare alla grande energia rinnovabile (da vento) ma non c’è sufficiente capacità di trasmissione in Germania, soprattutto a ragione delle proteste di enti locali che non desiderano condotte o reti nei loro paraggi. Si potrebbe continuare a lungo. Perché non cominciare a sciogliere questo nodo in questa fase in cui si cerca a trovare una soluzione a quello dei prezzi?

Rimettiamo ordine alla logistica dell'energia in Europa. Uno sguardo secondo Pennisi

L’Ue non appare come un sistema in cui poche grandi reti comunitarie collegano le reti nazionali, ma come una ragnatela frammentata con poco collegamento tra un Paese e l’altro. Ecco perché… L’analisi di Giuseppe Pennisi

Ecco il “Sogno del cielo”, il nuovo modulo della Stazione spaziale cinese

La Cina mette in orbita il secondo modulo da agganciare alla sezione centrale della stazione spaziale Tiangong. L’arrivo di Mengtian, o “Sogno del cielo”, segna la fine della prima fase di costruzione della stazione, con l’arrivo oltre l’atmosfera di tutti i moduli permanenti iniziali

Se scoppia la coppia Francia-Germania. Gli scenari di Ross (Dgap)

Il governo del cancelliere Scholz deve evitare l’isolamento all’interno dell’Europa, mantenendo però le proficue relazioni commerciali con Pechino. Parigi tenta la carta italiana per segnalare a Berlino la sua insoddisfazione. Sullo sfondo, modelli di globalizzazione differenti. L’opinione di Jacob Ross (Dgap)

Parigi e Berlino litigano sulla Difesa (e Pechino va all'attacco)

La visita ufficiale del cancelliere tedesco Scholz in Cina fa storcere il naso a Parigi, facendo emergere ulteriori linee di faglia tra francesi e tedeschi. Ad allontanare le due capitali c’è l’interpretazione più autonomista di Parigi e il globalismo di Berlino

Effetto Nordio, il Cdm riparte dalla giustizia. Le reazioni

Ergastolo ostativo e rinvio di alcuni pezzi della riforma Cartabia. Lorenzin: “Speriamo non siano a rischio i fondi del Pnnr”. Mannino: “Non è una cosa saggia”

Tesla, l’accordo con Glencore cambierà il mercato delle materie prime?

Tesla sarebbe in trattativa per acquisire quote societarie della multinazionale Glencore. Si tratta di una mossa per assicurarsi le forniture di litio e cobalto, in uno scenario di aumento della domanda e di prezzi fuori controllo. È in gioco la produzione in massa di batterie di fronte a già esistenti squilibri nel mercato

Chi è Giovanbattista Fazzolari, da 25 anni al fianco di Giorgia Meloni

Nato a Messina nel 1972, è cresciuto in vari Paesi (il padre era diplomatico), per il liceo torna a Roma e si unisce a 17 anni al Fronte della Gioventù. Delegato all’Assemblea costituente di Alleanza Nazionale, da allora lavora a stretto contatto con Giorgia Meloni, che lo considera “la persona più intelligente che abbia conosciuto”. Responsabile per il programma elettorale, è stato definito “il Gianni Letta di Fratelli d’Italia”. È stato nominato sottosegretario all’Attuazione del programma

Ecco tutti i sottosegretari del governo Meloni

La lista di tutti i sottosegretari del governo italiano

Il Covid-19 e la fuga dal laboratorio cinese. L’ipotesi del Senato americano

Manca ancora una conferma definitiva, ma la conclusione del rapporto presentato dal Comitato di sanità del Senato degli Stati Uniti sostiene che l’origine del virus non è naturale, per cui saranno necessarie altre indagini

Dal Mercosur alla povertà, così Lula farà grande il Brasile. Scrive Bonanni

Lula punterà a far assurgere al Brasile un ruolo mondiale di primo piano, lavorando sulla povertà e sulla spinta che potrà imprimere allo sviluppo del Mercosur e al rilancio dei rapporti economico-politici con i Paesi occidentali. Il commento di Raffaele Bonanni

×

Iscriviti alla newsletter