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La storia recente del calcio italiano mostra un contesto sempre meno democratico, dove di norma chi ha più soldi vince di più. È l’ineluttabile legge del mercato, applicabile a qualsiasi industria, pensano in molti.

Ma il calcio prima di essere un’industria è un’esperienza culturale collettiva ed è importante rafforzare la qualità del prodotto senza snaturarne i princìpi di democraticità, bilanciando il più possibile la crescita economica del comparto industriale con la tutela della competizione atletica.

Sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso del live-talk di presentazione della rivista Formiche che si svolgerà venerdì 29 luglio alle ore 12:00.

Ne parleranno Lorenzo Casini, presidente Lega Serie A, Evelina Christillin membro del Consiglio della Federazione internazionale del calcio (Fifa), Piero Trellini giornalista e autore del libro “La partita” e Gianluca Calvosa, amministratore delegato Standard Football. Modera l’incontro Flavia Giacobbe, direttore rivista Formiche.

L'economia del pallone a 40 anni dai Mondiali '82. Live su Formiche.net

Il 2020 e il 2021 sono stati anni molto difficili per tutti i settori, inclusi quello dello sport e del calcio in particolare. Quali sono state le misure prese per contrastare questa crisi e quali le sfide del futuro? Venerdì 29 luglio ore 12:00 il live-talk di presentazione della rivista Formiche sull’economia del calcio. Con Lorenzo Casini, Evelina Christillin, Piero Trellini e Gianluca Calvosa. Modera Flavia Giacobbe

L'Italia ha bisogno di professionisti della politica

Gli eserciti di astenuti alle ultime tornate elettorali sono il prodotto della avversione a questa politica sgrammaticata, sgangherata, senza contenuti. L’intervento di Raffaele Reina

Sergey Lavrov

Lavrov in Africa gioca sul grano per alimentare l’infowar

Il tour africano del diplomatico russo serve a rinforzare i legami e vendere un’idea: la crisi del grano è colpa dell’Occidente. Nonostante i missili russi piovuti su Odessa a poche ore dalla firma dell’accordo di esportazione con l’Ucraina. La dipendenza dal grano non lascia ai Paesi africani il lusso di scegliere da che parte stare, mentre l’influenza europea viene lentamente erosa

Smart e sostenibile. La ripresa del trasporto aereo secondo Colella (Sita)

Dopo il duro colpo subito dal settore del trasporto aereo e dalle realtà aeroportuali durante la pandemia, si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina. Ora il comparto si ritrova in una fase di ripresa, che secondo Sergio Colella, presidente Europa di Sita, sarà all’insegna della sostenibilità e dell’uso delle nuove tecnologie

Calenda-Letta per combattere non il fascismo ma gli "sgangherati". Parla Richetti

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Così sceglieremo il premier. Parla Fazzolari (FdI)

Il senatore meloniano: “Sin dai tempi di Berlusconi, Fini e Casini la regola per la premiership è sempre la stessa. La propaganda contro di noi sulla stampa estera? Merito della sinistra”

I pieni poteri. Oggi la Tunisia voterà per Saied

Tunisi affronta un referendum costituzionale che potrebbe comportare profondi cambiamenti nel Paese. Kais Saied, dopo aver nei fatti sospeso la democrazia faticosamente conquistata con la Primavera Araba, ora si appresta a trasformare la Tunisia in un iper-presidenzialismo

 

La politica estera del centrodestra di governo? La spiega Valentini (FI)

Di Giulia Gigante

Dall’accusa di crisi pilotata dall’estero all’interesse nazionale, fino alla minaccia russa e alla difesa dell’Ucraina. Se la coalizione Meloni-Salvini-Berlusconi andrà al governo riuscirà a trovare un fronte comune? Lo abbiamo chiesto a Valentino Valentini, responsabile del dipartimento Affari Esteri di Forza Italia

Non in Draghi ma nel draghismo le ragioni della crisi

Questo governo ancora in carica è composto dal meglio che abbiamo? Per molti versi sì, a cominciare dal premier che è un fuoriclasse e che ci mancherà. Ma sono proprio quelli bravi che devono trovare le soluzioni a problemi difficili, perché chiederle a quelli scarsi è fatica sprecata

I mercati non tollerano gli stupidi. L’avviso di Polillo agli anti Draghi

Si scrive “Transmission protection instrument”, si legge “To protect Italy”. È una delle tante battute che circolano a Bruxelles dopo che gli ultimi sviluppi politici

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