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Il Dipartimento di Stato americano ha reso noto, con un post su X, che l’organizzazione Antifa verrà qualificata come associazione terroristica straniera. Si tratta di una scelta che già era stata intrapresa dal governo ungherese di Orban a settembre di questo anno, dopo che nel febbraio del 2023 Budapest era divenuta scenario della brutale aggressione ai danni di alcuni manifestanti neonazisti che celebravano il cosiddetto “Giorno dell’Onore”, messa in atto da gruppi di estrema sinistra, fra i quali il tedesco “Hammerbande”. In quella circostanza fu arrestata Ilaria Salis, futura eurodeputata, la cui immunità, rispetto a quei fatti, è stata da poco confermata con una votazione al Parlamento europeo molto sofferta.

Donald Trump aveva già manifestato l’intenzione di etichettare come terroristica l’organizzazione Antifa in occasione delle proteste che si erano scatenate in seguito alla morte di George Floyd provocando l’indignazione però di tanti intellettuali e accademici che si appellarono al I° emendamento della Costituzione Americana. Oggi il giro di vite sui movimenti anarchici e di estrema sinistra sarebbe giustificato dalla morte di Charlie Kirk, l’attivista conservatore assassinato durante una conferenza pubblica nello Utah, per la quale è stato arrestato il ventiduenne Tyler Robinson, ritenuto vicino alle frange estreme proprio della galassia antifascista.

In Italia, l’antifascismo è il pilastro sul quale si regge l’ordinamento democratico del Paese e la ricostituzione del partito fascista è vietata dalla XII disposizione transitoria e finale della Carta Costituzionale. Allo stesso tempo, l’antifascismo è stato, ed è, d’ispirazione per alcune organizzazioni legate al mondo anarchico e della sinistra extraparlamentare che declinano le proprie tesi con lo strumento della violenza, del caos e, in alcune circostanze, del terrore.

Il nostro Paese è stato sconvolto da attentati realizzati delle più temibili sigle terroristiche, molto spesso affiliate ad altre organizzazioni europee, della medesima area politica. Si pensi in questo senso alla solidarietà in armi fra la Rote Arme Fraktion tedesca e le Brigate Rosse italiane, che ebbero a loro volta stretti rapporti con il terrorismo indipendentista del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Si pensi ancora alla regia comune dell’eversione da alcuni ipotizzata in capo alla scuola di lingue Hyperion, fondata nel 1977 a Parigi, la quale, oltre a fungere da collettore per Olp, Ira, Eta e Br, avrebbe avuto rapporti anche con la Cia, il Kgb ed il Mossad.

Brigate Rosse, Prima Linea, Nuclei Armati Proletari, Gruppi d’Azione Partigiana, Proletari Armati per il Comunismo, Brigata XXVIII marzo, Federazione Anarchica Informale (questa oggi inclusa nella lista del Dipartimento di Stato americano) sono stati in Italia pericolose organizzazioni- alcune terroristiche- che hanno superato di molto il confine del dissenso organizzato consentito. Anche durante gli “anni di piombo” in Italia era chiara una certa osmosi fra queste organizzazioni e una parte dei movimenti studenteschi, dei collettivi e perfino del mondo sindacale. Tuttavia e’ sempre stato chiaro che la lotta al terrorismo ed all’eversione non avrebbe potuto sconfinare nella repressione del dissenso e delle rivendicazioni del mondo operaio o studentesco .

La composita galassia degli Antifa, dei Black Block, dei No Global, dei cosiddetti Antagonisti, si muove da posizioni strutturate di cosiddetta “disobbedienza”, che in occasione di manifestazioni di piazza possono essere fatte evolvere anche verso pericolosi assalti alle istituzioni, a gravi danneggiamenti ed a violente aggressioni alle forze dell’ordine o ad altri manifestanti. Negli ultimi anni è da registrare un importante innalzamento del livello dello scontro che il mondo dei cosiddetti “Antagonisti” ha ingaggiato con lo Stato nelle lotte di piazza. Con il G8 di Genova del luglio 2001 sono stati inaugurati una serie di nuovi temi, soprattutto internazionali, sui quali impegnare i governi in uno scontro aperto. La globalizzazione, l’altromondismo, l’immigrazione, il cambiamento climatico e, da ultimo, la causa palestinese, sono probabilmente i più diffusi.

L’Italia, in particolare, vive poi una significativa partecipazione del mondo antagonista ed anche anarco-insurrezionalista nelle manifestazioni legate alla realizzazione di grandi opere, una su tutte quella contro la linea ferroviaria dell’alta velocità Torino-Lione, con riferimento alla quale si è registrato un pericoloso innalzamento del livello dello scontro a partire dagli anni 2004-2005, in occasione dei primi espropri e dei carotaggi finalizzati alla costruzione del traforo. In questi anni le proteste sono state contrassegnate dall’esercizio quasi quotidiano della violenza da parte di nutriti gruppi di manifestanti con degenerazioni verso la vera e propria guerriglia urbana sia presso la città di Torino sia in Val di Susa, dove è stato allestito un cantiere difeso da una doppia linea di filo spinato presidiato h24 dall’esercito e dalle forze dell’ordine.

Il movimento “No TAV” e altri movimenti cosiddetti Nimby (acronimo inglese per Not in My back Yard) come i “No Dal Molin”, “No MUOS”, “No TAP”, sono stati, in questi anni, sistematicamente infiltrati da gruppi di antagonisti che hanno impegnato lo Stato in confronti molto cruenti,

Anche recentemente i movimenti antagonisti che hanno partecipato alle manifestazioni a favore della Global Sumud Flotilla si sono resi responsabili di gravi episodi di vandalismo, oltre a tentare di bloccare le principali vie di comunicazione del Paese. Si tratta evidentemente di atti finalizzati ad ottenere visibilità da un lato ed a destabilizzare il Governo dall’altro.

Una vicinanza del mondo antagonista alle ragioni dell’insurrezionalismo è stata poi registrata in occasione delle manifestazioni di solidarietà ad Alfredo Cospito, anarchico condannato per la gambizzazione di un dirigente d’azienda e per un fallito attentato ad una caserma. In questo caso si sono succedute diverse manifestazioni, non solo in Italia, organizzate nelle piazze e davanti alle carceri, per promuovere l’abolizione del regime del 41 bis, riservato a mafiosi e terroristi pericolosi, al quale Cospito era stato nel frattempo destinato. Non è inesatto allora considerare che nel l’area della militanza anarchica e antifascista possano germogliare posizioni ulteriormente radicalizzate, che è assolutamente necessario monitorare e reprimere se caratterizzate dall’uso della violenza.

La compartimentazione delle articolazioni, la clandestinità dei membri, la disponibilità di armi ed esplosivi, la volontà di colpire indiscriminatamente persone e istituzioni, lo scopo di ingenerare terrore al fine di rovesciare l’ordinamento democratico, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano in senso esclusivo il terrorismo interno (ed internazionale), differentemente da altri fenomeni criminali pur comunque da considerare pericolosi. In Italia queste differenze sono state rese evidenti dalle indagini condotte e dagli articolati approdi dottrinali e giurisprudenziali cui si è giunti dagli anni di piombo ad oggi.

La nostra storia e la nostra sensibilità giuridica ci ha portati ad elaborare, nel rispetto delle libertà della nostra Costituzione, un sistema evidentemente diverso da quello americano ove per giunta ora si è inserita una nuova Amministrazione che è espressione delle istanze proprie del conservatorismo liberale spinto e dell’estrema destra. Il nostro Paese ha maturato negli anni (anche all’esito di tragici eventi) un’esperienza giuridica ed investigativa che lo ha portato ad essere all’avanguardia nel contrasto al terrorismo e ad altri fenomeni criminali gravi come la criminalità organizzata.

Ma agli operatori della sicurezza resta ben chiaro che chi vandalizza danneggia opere pubbliche e tralicci ferroviari creando disagi enormi agli altri cittadini, ferendo gravemente gli appartenenti alle Forze dell’Ordine chiamati a contenerli, non sono “ragazzi che sbagliano perché esagerano” ma pericolosi criminali del dissenso non autorizzato che vanno fermati e perseguiti. Anche negli Usa oggi con l’amministrazione Repubblicana a guida Trump sembra affermarsi con chiarezza questo orientamento pur se appaiono spiazzanti e fuorvianti decisioni come quelle che hanno riconosciuto la “grazia” agli organizzatori dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Antifa, Black Block e No Global. Come si muove la complessa galassia  degli "antagonisti"

Di Stefano Dambruoso e Francesco Morselli

L’Antifa sbarca in America e diventa organizzazione terroristica inserita in una black list come i terroristi islamici. La nostra storia e la nostra sensibilità giuridica ci ha portati ad elaborare un sistema diverso da quello americano. Il nostro Paese ha maturato negli anni (anche all’esito di tragici eventi) un’esperienza giuridica ed investigativa che lo ha portato ad essere all’avanguardia nel contrasto al terrorismo e ad altri fenomeni criminali gravi come la criminalità organizzata. L’analisi di Stefano Dambruoso, magistrato e Francesco Morselli, funzionario Ps-Dia

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