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Ringrazio per l’opportunità: sono convinto che animare un dibattito illuminato e proficuo in questo momento storico di cambiamento così straordinario sia un segno di grande onestà intellettuale.

Come affermato anche dalla presidente Casellati, minimizzare le emissioni nocive è certamente un obiettivo condiviso da tutti e non può essere più negato l’impatto che abbiamo sul mondo in cui viviamo.

Ritengo che ogni persona, ma soprattutto ogni azienda, abbia un obbligo etico e morale nel cercare di ridurre l’impatto ambientale per il bene delle generazioni future e non significa assolutamente rinunciare a realizzare prodotti di qualità, prestazionali e con un design innovativo, oltre che estremamente desiderabili, ma è fattibile soltanto se ci si crede veramente e non subendo l’impegno sostenibile come un’imposizione.

Per la nostra azienda la sostenibilità va ben oltre il proporre un’auto elettrica sul mercato; la visione è molto più ampia e senza compromessi in termini di innovazione nei materiali utilizzati, di processi produttivi e di tecnologie applicate in grado di promuovere valori ambientali, economici e sociali. Questa è la vera chiave della rivoluzione alle porte.

Anche i nostri clienti sono sempre più sensibili alla tipologia dei materiali, alla loro provenienza, alla loro origine e ai metodi di produzione: persone che credono ad una nuova cultura sostenibile, con grande valenza etica ed è per questo che oggi investiamo moltissimo in questa direzione.

Il nostro Gruppo ha preso un importante impegno ufficiale: entro il 2030 Jaguar Land Rover ridurrà le emissioni di gas serra del 46% in tutte le proprie operazioni per arrivare ad essere carbon neutral entro il 2039.

Naturalmente, come sottolinea anche la presidente Casellati, questa rivoluzione ecologica porta nel nostro Paese a delle posizioni divergenti espresse dai vari partiti, dalle associazioni ambientaliste e dalle case costruttrici.

Da un lato c’è la convinzione che imporre il motore elettrico a zero emissioni, supporti fortemente la riduzione dell’impatto ambientale, dall’altro lato si paventa il rischio che una transizione ecologica troppo veloce possa tradursi nella perdita di migliaia di posti di lavoro o lasciare spazio a costruttori cinesi.

Partiamo dal primo punto: è inconfutabile che per minimizzare l’impatto ambientale sia fondamentale ridurre le inefficienze ed i motori termici sono altamente inefficienti.

Nei motori a benzina circa il 70% dell’energia viene bruciata nel processo di combustione per produrre energia di movimento, sul Diesel l’inefficienza si abbassa al 60% mentre i motori elettrici sono di gran lunga più efficienti arrivando all’80/90% ovvero con uno spreco tra il 10% ed il 20%.

Ovviamente questa transizione ecologica aprirà nuovi fronti importanti quali l’importanza della produzione dell’energia da fonti rinnovabili (a KM0), riducendo la nostra dipendenza da fonti energetiche acquistate dall’estero oppure incentivando l’eliminazione del parco circolante vecchio ed inquinante (euro 0,1 e 2) supportando, anziché limitando, le aziende ad assumere un ruolo da catalizzatore del cambiamento.

Passando alla problematica sui posti di lavoro a rischio, credo che non si possa addossare la responsabilità solo alla volontà di passare all’auto elettrica visto che nel decennio 2007-2016, quando la diffusione delle auto a batteria era ancora in divenire, si sono prodotte in Italia la metà delle auto del decennio precedente, con un chiarissimo impatto anche sull’indotto del mercato automobilistico.

Quello che intendo è che la salvaguardia dei posti di lavoro dovrebbe avvenire con la lungimiranza dei governi nel prevedere dove sta andando il mercato e cercando di mettere in piedi politiche commerciali e di supporto in grado di rendere le imprese competitive nel futuro, sviluppando professionalità che saranno richieste negli anni a venire piuttosto che cercare solo di proteggere i posti di lavoro del passato.

È impensabile che si cerchi di salvare posti di lavoro bloccando il progresso e la diffusione di nuove tecnologie o, peggio ancora, di non cercare di orientare la ricerca e lo sviluppo in settori che sembrano avere il maggior potenziale nel futuro.

A mio avviso la transizione ecologica comporta un cambiamento di mentalità, e come tutti i cambiamenti, questo ha bisogno di una profonda informazione.

Per questo in Jaguar Land Rover Italia abbiamo lanciato progetti come la “Materialità” o “Jaguar E-ducation” che mirano a promuovere la sostenibilità come uno stile di vita, come una nuova identità di mobilità informando i clienti sulla sostenibilità dei materiali disponibili oppure sulle caratteristiche delle diverse motorizzazioni per poter scegliere sensibilmente e ancora nel cercare di smontare le false informazioni sulla mobilità in elettrico.

Abbiamo per questo lanciato una guida realizzata per smentire le fake news più comuni sulle auto elettriche che creano confusione oltre che, in alcuni casi, una vera e propria demonizzazione. Questa guida, diffusa ora nelle concessionarie, nelle scuole ed in alcune università, è uno strumento importante per informare le persone nella scelta della motorizzazione più adatta alle loro esigenze attuali e future. Nella guida forniamo, con dati comprovati, numeri e statistiche per abbattere credenze sbagliate e luoghi comuni sulla mobilità elettrica.

Jaguar Land Rover è tra i costruttori automobilistici favorevoli alla transizione elettrica. Siamo così convinti che questa transizione sia possibile e necessaria, che abbiamo già deciso di abbandonare la produzione di auto benzina e diesel con 10 anni di anticipo rispetto alla normativa europea prevista ad oggi per il 2035. Land Rover avrà un processo più lungo, ma sta già lavorando, come si vede nei nuovi modelli appena presentati, sul fornire senza alcun compromesso materiali più sostenibili derivati dal recupero di materiali plastici negli oceani in alternativa a quelli tradizionali, oltre che ad aggiungere nei prossimi 4 anni ben 6 varianti completamente elettriche alla gamma, per dare la massima scelta sul grado di sostenibilità che vuole adottare il nostro cliente.

Per concludere siamo di fronte a una trasformazione epocale che cambierà la fisionomia economica e sociale dell’Italia e dell’Unione Europea. Dobbiamo lavorare insieme anticipando la direzione segnata anziché cercando di combatterla: sono necessarie una visione globale e competenza, affinché la transizione venga governata e non subita.

Leggi anche Transizione energetica, mettiamo al centro i territori. Scrive Brighenti (Aess)

La transizione ecologica e il cambiamento di mentalità. Scrive Santucci (Jaguar Land Rover)

Di Marco Santucci

Siamo di fronte a una trasformazione epocale che cambierà la fisionomia economica e sociale dell’Italia e dell’Unione Europea. Dobbiamo lavorare insieme anticipando la direzione segnata anziché cercando di combatterla. Anche Marco Santucci, ceo Jaguar Land Rover Italia, risponde all’intervento della presidente del Senato Casellati pubblicato su Formiche.net

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