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Per farla breve, Alec Ross, stratega americano, consigliere per l’innovazione di Hillary Clinton e di Barack Obama durante la campagna per le presidenziali, prende in prestito una metafora calcistica. “Se il governo Draghi collassa domani, è come l’Italia che passa dal vincere gli Europei a perdere con la Macedonia del Nord e non andare ai mondiali”.

La crisi politica italiana trattiene il fiato anche oltreoceano. Ne è convinto Ross, guru delle tecnologie digitali e attento osservatore dei palazzi romani, docente alla Bologna Business School, ospite del Festival del Sarà in programma a Termoli dal 22 al 24 luglio, per cui ha già registrato un video in cui dà giudizi impietosi su Giuseppe Conte. Il bilancio dello strappo grillino, che domani al Senato potrebbe segnare il capolinea del governo Draghi e gettare il Paese in una corsa affannata alle urne anticipate, è impietoso.

Giuseppe Conte ha segnato un autogol”, dice Ross a Formiche.net. “E questa è un’ottima notizia per Vladimir Putin, perché indebolisce un’Italia forte”, rincara. Una crisi, dunque, destinata a non rimanere fra le mura domestiche. Perché l’Italia targata Draghi si è conquistata un ruolo centrale nella coalizione occidentale contro la guerra russa in Ucraina. Dal pressing per le sanzioni europee alla diversificazione dal gas russo, Palazzo Chigi è diventato un boccone indigesto per il Cremlino. Che infatti negli ultimi giorni ha mobilitato un’imponente campagna stampa sulle turbolenze romane. Con un assunto semplice, riassunto in un’analisi pubblicata oggi dalla Tass, la principale agenzia governativa: “Il destino del governo italiano è indissolubilmente legato al conflitto con la Russia”, si legge, “se Draghi se ne va, l’Italia e l’Europa, così come l’intero asse filoucraino si indeboliranno”.

Su questo, da tutt’altro pulpito, concorda anche Ross: “Il governo Draghi ha fatto un ottimo lavoro nel trovare soluzioni alla crisi energetica e nel ridurre la dipendenza dal gas russo”, riflette. “Sarebbe difficile per chiunque venga dopo Draghi avere la stessa efficacia”.

Sul bilancino della crisi pesa la tempesta d’autunno in arrivo. Con un perfetto e funesto allineamento di pianeti tra inflazione, crisi energetica e i fondi del Pnrr in bilico. “Se non ci sarà un governo Draghi, il gas costerà molto di più in inverno”, riprende l’analista americano, “la crescita economica rallenterà, le riforme si fermeranno”.

Quanto all’epicentro del sisma politico italiano Ross non ha dubbi. Due settimane fa, in un’intervista pubblicata da Formiche.net, ha definito “vergognoso” l’atteggiamento di Conte e del Movimento Cinque Stelle. Da lui accusati, anzitutto, di anteporre le “ambizioni personali” alla principale sfida della politica estera italiana, ovvero il sostegno militare e finanziario all’Ucraina aggredita che dalle parti di Via Campo Marzio si vorrebbe, se non fermare, quantomeno frenare.

Quindici giorni dopo il giudizio non cambia, anzi. Per questa crisi, sentenzia lapidario Ross, “possiamo ringraziare quei politici che hanno buttato giù un governo per mettere in primo piano i loro desiderata sul bene e il futuro di sessanta milioni di italiani”.

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