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La Polonia sta pensando di entrare nel Gcap. A dirlo è stato il viceministro delle Risorse Statali della Polonia, Konrad Gołota, che in un’intervista ha dichiarato che “c’è comprensione per la nostra proposta e la volontà di continuare le discussioni” sull’adesione al Global Combat Air Programme. Nelle scorse settimane, ha aggiunto il viceministro, si è tenuta una serie di contatti con i rappresentanti delle industrie della difesa italiana e giapponese. Un segnale che i negoziati, per quanto ancora esplorativi, hanno già una sostanza concreta. Gołota ha ammesso senza giri di parole che la Polonia “ha molto da recuperare in termini di competenze nel settore aeronautico” e che la propria industria va sviluppata, non avendo il Paese prodotto autonomamente un aeromobile da decenni. 

Il momento giusto, nella finestra giusta

Il contesto europeo favorisce chi si muove ora. Il programma rivale Fcas, sviluppato da Francia, Germania e Spagna, è in una fase di crisi acuta. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha messo in discussione la necessità del progetto, mentre il ministro della Difesa belga Theo Francken ha dichiarato apertamente su X che “il Fcas è morto”. Con il programma franco-tedesco in bilico, il Gcap rimane l’unica alternativa europea credibile al dominio americano nella sesta generazione — ricordando che gli Stati Uniti hanno già assegnato a Boeing il contratto per lo sviluppo dell’F-47.

Varsavia accelera, ma non da oggi

La Polonia ha già siglato un accordo da 3,8 miliardi di dollari per aggiornare i suoi 48 caccia F-16C/D Block 52+ allo standard F-16V, sta portando in servizio 32 F-35A denominati “Husarz” e punta a una spesa per la difesa pari a circa il 4,8% del Pil nel 2026. È il Paese Nato che investe di più, in percentuale, nella propria difesa. Solo quest’anno il governo polacco ha stanziato circa 200 miliardi di zloty per la difesa. In questo contesto, l’ingresso nel Gcap sarebbe il passo successivo logico: non più acquirente di sistemi altrui, ma co-progettista di quelli futuri. Gołota ha infatti precisato che Varsavia cerca una formula partecipativa che garantisca all’industria polacca trasferimento di know-how e condizioni di accesso favorevoli, non necessariamente una piena membership immediata. 

Un programma che ridisegna la guerra aerea

Il Gcap, avviato nel 2022, è una partnership internazionale tra Regno Unito, Italia e Giappone per progettare, produrre e consegnare un velivolo da combattimento di nuova generazione. Il programma non si limita a un singolo aereo: enfatizza connettività, fusione di sensori e flessibilità operativa, segnando un passo strategico decisivo per le forze aeree dei tre paesi. Attorno al caccia con equipaggio ruotano droni collaborativi, piattaforme di guerra elettronica e reti di datalink sicure che trasformano il singolo velivolo in un nodo di un sistema di sistemi più ampio. Il Gcap è concepito come sistema di combattimento in rete, non semplicemente come un caccia, integrando aeromobili con equipaggio, droni e gestione della battaglia abilitata dall’intelligenza artificiale per operazioni in spazio aereo fortemente conteso. La joint venture trinazionale è stata denominata Edgewing, con sede legale a Reading nel Regno Unito, e funge da autorità centrale di progettazione responsabile dell’intero sviluppo, della produzione e del ciclo di vita del velivolo.

La posta in gioco

Per la Polonia, entrare nel Gcap significa meno acquistare un velivolo lontano nel tempo che scegliere il proprio posto nella futura gerarchia del potere militare alleato. Chi ottiene oggi anche un punto d’ingresso industriale limitato guadagna accesso a tecnologie, catene di fornitura e concetti operativi che definiranno il combattimento aereo dopo l’era dell’F-35. Sul fianco orientale della Nato, dove la prontezza operativa non è mai teorica, la differenza tra possedere hardware avanzato e contribuire a definire l’architettura della deterrenza è sostanziale. I negoziati sono ancora in una fase esplorativa, e la decisione finale spetterà ai tre governi fondatori — Londra, Roma e Tokyo.

La Polonia sta valutando di entrare nel programma Gcap. Tutti i dettagli

Varsavia testa il terreno per entrare nel Gcap e cambiare posizione nella filiera della difesa europea. Mentre il progetto Fcas perde slancio, la Polonia cerca accesso a tecnologie e partnership che contano. I primi contatti con gli interlocutori italiani e giapponesi sono già avvenuti e le possibili modalità di ingresso come sarebbero già allo studio. I dettagli

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