Skip to main content

Come già evidenziato su Formiche.net la scorsa settimana, il viaggio del presidente statunitense Joe Biden in Europa ha come obiettivo la necessità di serrare i ranghi dell’Occidente davanti all’invasione russa dell’Ucraina, ma anche al possibile sostegno della Cina di Xi Jinping a Vladimir Putin. Il viaggio prevede due tappe: a Bruxelles per il vertice straordinario della Nato e il Consiglio europeo; a Varsavia per incontrare i leader polacchi. Presentandolo, Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca ha spiegato che Biden sarà in Europa “per assicurarsi che restiamo uniti, per cementare la nostra determinazione collettiva, per inviare un potente messaggio che siamo preparati e impegnati in questo per tutto il tempo necessario”. Poi l’avvertimento: “Ci aspettano giorni difficili in Ucraina. Questa guerra non finirà facilmente o rapidamente”.

Washington vuole spingere gli alleati oltre Atlantico a minacciare “conseguenze” nel caso in cui Pechino desse sostegno a Mosca, sia militare sia economico (con strumenti per aggirare le sanzioni occidentali, per esempio).

Il primo aprile, una settimana dopo il Consiglio europeo, si terrà un vertice bilaterale tra l’Unione europea e la Cina. Come spesso accade, l’Unione europea è divisa. C’è chi – come la Lituania, i cui rapporti con la Cina si sono recentemente deteriorati sulla questione Taiwan – guida un fronte per imporre sanzioni dirette a Pechino in caso di sostegno all’invasione di Mosca, ben sapendo che l’Unione europea non dispone di strumenti per restrizioni secondarie. E c’è chi – a partire da Francia e Germania – predica prudenza temendo una reazione cinese, che Pechino ha già minacciato tramite uno dei suoi organi di propaganda, il giornale in lingua inglese Global Times.

Qualcosa, però, sembra cambiato a Bruxelles. Nelle bozze delle conclusioni del Consiglio europeo su cui gli ambasciatori stanno lavorando alla vigilia dell’appuntamento si citano scambi di opinioni “sulle relazioni con la Cina nel nuovo contesto globale, in particolare sull’aggressione militare russa contro l’Ucraina”.

È cambiato il contesto globale, dicono i leader europei. E ciò non può che avere ripercussioni nelle relazioni con la Cina, specie in caso di uno scontro tra modelli, democrazie contro autocrazie. Difficilmente Ursula von der Leyen e Charles Michel, presidenti rispettivamente della Commissione europea e del Consiglio europeo, sceglieranno la linea dura durante l’incontro con Xi. Ma cercheranno di spingere la Cina a un ruolo responsabile nella crisi nonostante quella amicizia “senza limiti” che l’ha recentemente legata alla Russia.

L’Ucraina si somma alle sanzioni contro il Parlamento europeo, alla rappresaglia contro la Lituania e al congelamento dell’accordo sugli investimenti firmato alla fine del 2020. Sono ormai tanti i contenziosi aperti tra Unione europea e Cina. Ecco allora che spunta un interrogativo: “È la Cina a volere il disaccoppiamento dall’Occidente?”, come ha detto un diplomatico europeo al Foglio.

(Foto: Twitter @POTUS)

Biden verso Bruxelles. L’Ue avverte la Cina ma è troppo tardi?

Il presidente Usa atteso al summit Nato e al Consiglio europeo, le cui conclusioni parlano di “nuovo contesto globale” con riferimento al prossimo incontro con Xi. L’obiettivo dei 27 è minacciare conseguenze in caso di sostegno alla guerra di Putin contro l’Ucraina. Ma…

Ue più forte, ma con la Nato. Draghi detta la linea

In vista del prossimo Consiglio europeo, che dovrà adottare in via definitiva lo Strategic compass, il presidente del Consiglio è intervenuto in Parlamento sottolineando la necessità di proseguire verso il rafforzamento della Difesa europea “in complementarità con l’Alleanza Atlantica”

Come Putin si è accorto del pericolo di un internet libero

Come Putin si è accorto del pericolo di un internet libero

Di Irina Borogan e Andrei Soldatov

In questa prima parte della serie “La nuova cortina di ferro”, Soldatov e Borogan (senior fellow di Cepa e cofondatori di Argentura.ru) esplorano il fronte digitale interno alla Russia, dove internet rimane attivo e funzionante e le notizie dall’Ucraina sono diventate sempre più pericolose per lo zar

Perché bisogna ancora parlare di terrorismo. Il libro di Casini e Manciulli

Venti anni di guerra al terrore, e adesso? Il rischio che il conflitto ucraino crei un contesto caotico che facilita l’apertura di fronti multipli anche connessi alle organizzazioni terroristiche delineato durante la presentazione del libro di Casini e Manciulli

La Cina a corto di Pil gioca la carta fiscale

Il governo approva una mannaia fiscale che può valere 400 miliardi di minori imposte sui profitti delle imprese che investono nel Dragone. L’economista Forchielli a Formiche.net: il Pil non tira, per questo Pechino le prova tutte per rimettersi in pari con la crescita. Le sanzioni alla Russia? I cinesi le temono più di ogni altra cosa

Alibaba, Baidu e JD.com. Quale futuro per il tech cinese

Le autorità di Pechino chiederanno ad alcune società quotate negli Usa, tra cui Alibaba, Baidu e JD.com, di presentare informazioni di audit, dimostrando la volontà della Cina di fare alcune concessioni per risolvere la situazione di stallo degli audit sino-americani. L’anticipazione in esclusiva di Reuters

Demografia, energia e sostenibilità. La tripla sfida vista da Scandizzo

C’è una triplice sfida che il mondo non può e non deve perdere. Perché la micidiale combinazione della pandemia con l’invasione dell’Ucraina mette il mondo davanti a un ormai non più evitabile scontro tra crescita e sostenibilità. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo

Energia comune europea contro la crisi del gas. La ricetta di Nicolazzi

Il manager a Formiche.net: “Eastmed? Il progetto passa politicamente dalla Turchia, ricordiamo tutti cosa accadde alla nave Saipem dell’Eni. L’acquisto comune di gas? Se andassimo a negoziare tutti assieme non ci abbasserebbero certo il prezzo finale”

Aumento spese militari, la fretta è cattiva consigliera

Di Andrea Armaro

L’Ordine del giorno che impegna il governo ad aumentare le spese militari rischia di essere una “fiammata” estemporanea e dettata dall’emozione del momento di tensione internazionale. Invece, servirebbe un’assunzione di responsabilità politica che porti all’elaborazione di una precisa strategia di sicurezza e Difesa nazionale

Buona lobby. Un Manifesto in sei punti per la nuova legge

Di Giulio Gransi

Formiche.net pubblica il manifesto “La buona lobby”, firmato da professionisti del settore che propongono poche e mirate modifiche al testo in discussione al Senato

×

Iscriviti alla newsletter