Skip to main content

Il testo sulla disciplina della rappresentanza di interessi è stato approvato pochi minuti fa in aula della Camera dei deputati. Sebbene si tratti di una prima lettura e quindi necessiti almeno di un ulteriore passaggio parlamentare in Senato, la speranza è che dopo innumerevoli tentativi si arrivi entro la fine di questa legislatura a normare una professione con peculiarità che vanno ben oltre quanto raccontato erroneamente da certi film che dipingono il lobbysta come un losco figuro che si intrufola nelle stanze del potere. Tuttavia, analizzando quanto previsto dalla legge in questione, se alcune disposizioni rispondono ad esigenze emerse negli ultimi anni da più parti e sono totalmente condivisibili, altre destano forti perplessità.

Istituzione di un registro presso l’Agcm, trasparenza dell’elenco di chi si occupa di rappresentanza di interessi e pubblicità della propria agenda di incontri sono assolutamente necessari e si inseriscono lungo il solco tracciato negli ultimi anni da alcuni ministeri e dalla Camera dei deputati (sebbene, quest’ultima, con luci ed ombre).

Il raffreddamento di un anno previsto per alcuni ex titolari di prestigiosi incarichi politici e una sorta di conventio ad excludendum per altri sono invece i punti più criticabili. Anzitutto nell’applicazione pratica.

Raffreddamento per alcuni “decisori pubblici” significa che non possono iscriversi al registro dei rappresentanti di interesse durante l’esercizio del loro mandato, nonché l’anno successivo alla fine del mandato stesso, tanto i membri del governo nazionale quanto gli assessori regionali indipendentemente dal peso della regione (questi i decisori pubblici per cui è previsto il raffreddamento nel testo unificato, art. 2 comma 1 lettera d), combinato con l’art. 4 comma 6 lettera b)).

Viene equiparato quindi, di fatto, il ministro dell’Economia all’assessore di una piccola regione italiana. Qualcosa non quadra. Peraltro, chi si occupa con cognizione di causa di lobby è spesso qualcuno che conosce i processi decisionali avendoli toccati con mano. E allora, con tutti gli accorgimenti di trasparenza e pubblicità del caso, perché impedire ex lege per un anno uno sbocco professionale naturale a chi ha svolto, magari con passione, attività politica ed ha ottenuto da essa anche qualche piccola soddisfazione personale?

Singolare per altro equiparare i giornalisti (anche essi non si possono iscrivere al registro, sempre articolo 4) agli ex ministri. Una differenziazione si può avere forse con l’ex ministro, con l’ex parlamentare o con l’ex sindaco di una grande città (gli ultimi due sono invece esclusi dal periodo di raffreddamento), non certo con un giovane che si è impegnato per un periodo della sua vita in politica o con un semplice iscritto ad un ordine professionale come quello giornalistico.

Le criticità di questa proposta di legge sono anche altre, molte delle quali ben evidenziate in articoli sul tema da diversi osservatori, e non voglio quindi soffermarmici più del dovuto, su tutte basti citare il trattamento privilegiato riservato a organizzazioni sindacali e a organizzazioni di imprese (la Confindustria per intenderci), che rappresentano correttamente interessi di parte, ma che non sono sottoposti ad alcun obbligo di trasparenza o di iscrizione al registro. Un buon giurista parlerebbe di disparità di trattamento.

Insomma, la speranza è che il passaggio in Senato possa risolvere tante criticità emerse, il timore è che si inneschi una navetta parlamentare che affossi l’approvazione della legge. D’altronde fa per certi versi sorridere come una legge sulla regolamentazione della lobby sia stata così fortemente influenzata dalle lobby stesse, sia essa degli ex parlamentari o dei capi di gabinetto (non si fa cenno al raffreddamento neanche per gli ex capi di gabinetto, loro sì titolari di un potere significativo durante il proprio mandato e anche dopo).

Tuttavia, forse, se bisogna approvare una cattiva legge è meglio non approvarne alcuna e sollecitare invece chi si occupa di lobby a dotarsi di un codice di auto condotta su base volontaria. Almeno fino a quando il legislatore non ricorderà la frase di uno dei più importanti giocatori di hockey di tutti i tempi, Wayne Gretzky, resa celebre da Steve Jobs che la citò quando il 9 gennaio 2007 presentò a San Francisco il primo I-phone: “Io pattino dove il disco sta andando, non dov’è appena stato”. Mutatis mutandis, una buona legge non può presentare profili critici già nel momento stesso in cui viene approvata. Il compito del legislatore dovrebbe essere questo.

Lobby, qualcosa non quadra. Uno sguardo (critico) alla legge

Di Alessandro Fonti

Tante, troppe criticità sulla legge per la disciplina della rappresentanza di interessi appena approvata in prima lettura. La speranza è che il passaggio in Senato possa risolverle, il timore è che si inneschi una navetta parlamentare che affossi l’approvazione della legge. Il commento di Alessandro Fonti, Senior consultant Open Gate Italia

Bianchi

Le tre ragioni che rischiano di bloccare il Pnrr. Parla Bianchi (Ance)

Intervista al vicepresidente di Ance con delega ai lavori pubblici, Edoardo Bianchi: “Chiediamo un provvedimento ponte nazionale e straordinario che prescriva alle pa di adeguare il prezzo dei contratti di appalto in misura proporzionale all’incremento del costo delle materie prime”. Le opere pubbliche del Pnrr? “In moltissimi casi mancano persino i progetti, l’Italia rischia”

Il gioco del Colle tra Berlusconi e Mattarella. Il mosaico di Fusi

Questa maggioranza ha solo due possibili colpi in canna: il bis di Mattarella o la “promozione” di Mario Draghi da presidente del Consiglio a Capo dello Stato. Questo secondo scenario, però, dato ancora per favorito, è ostacolato da Silvio Berlusconi…

Un nuovo paradigma per la Sanità. La formula di Novartis

Novartis lancia un nuovo paradigma sanitario che va in aiuto delle Regioni italiane e investe 250 milioni in ricerca e sviluppo. Un modello di partnership pubblico-privato che risponde alla sfida di modernizzare la sanità in un Paese che è ancora ostacolato dalla frammentazione sanitaria regionale

Nasce la federazione tra Azione e +Europa. E Ferrandelli punta al 10%

Il presidente dell’assemblea nazionale di +Europa parla con Formiche.net dopo la conferenza stampa di lancio: “Draghi resti a Palazzo Chigi, per il Quirinale il nome perfetto è quello di Emma Bonino”. Sull’apertura a Italia Viva? “Valuteremo: non vogliamo fusioni a freddo”

Senza un approccio geopolitico il Green Deal europeo rischia di fallire

La spinta verde e le decisioni climatiche di Ue e Usa peseranno sempre più sulla scena internazionale. Tra materiali critici, approvvigionamento energetico e allineamento regolatorio, ecco le sfide all’orizzonte – e perché l’intesa transatlantica può cambiare il volto della transizione globale

EastMed? No, interconnettori elettrici. Biden spariglia nel Mediterraneo

Washington adesso considera una priorità altri progetti come l’interconnessione elettrica sottomarina EuroAfrica, che collegherà l’Egitto con Creta e la Grecia continentale, nonché il progetto EuroAsia, che collegherà le reti elettriche israeliana, cipriota ed europea

Il Pd e la resistibile tentazione del Mattarella bis

Passano i giorni e l’operazione Draghi al Quirinale si fa in salita. Alla vigilia di una riunione chiave il Pd pensa a un piano B. Per un bis del premier a Chigi serve un bis di Mattarella al Colle. Ma le manovre di Berlusconi rendono tutto più complicato

Israele usa delfini killer contro i sommozzatori. L’accusa di Hamas

Il gruppo terroristico palestinese accusa le forze armate dello Stato ebraico. Sui social è scattata l’ironia ma, nonostante la mancanza di dettagli, secondo gli esperti è quantomeno plausibile l’esistenza di un programma dedicato

Quando il blocco di internet è il segnale di un tentato golpe

In Burkina Faso c’è stata una restrizione di Internet sospetta: possibile un tentativo di golpe? Alcuni elementi farebbero supporre di sì. Ecco quali

×

Iscriviti alla newsletter