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Si chiama Andrey Nikolaevich Serdyukov, code name “Sedov”, è un generale tre stelle che comanda le truppe aviotrasportate russe e che il Cremlino ha messo a capo della missione di peacekeeping che ha repentinamente inviato in Kazakistan per sedare — sopprimere — la rivolta contro il presidente Kassym-Jomart Tokayev e contro tutto ciò che rappresenta (leggasi Nursultan Nazarbayev e il sistema di potere corrotto e ristretto che controlla da oltre tre decenni).

Sedov è un uomo scelto, sceltissimo dal presidente Vladimir Putin. La sua carriera è iniziata nel 1983 e passando dall’Ordine del merito alla medaglia di Eroe della Federazione Russa è arrivato alla guida delle missioni più speciali che Mosca progetta – sia per necessità di protezione diretta davanti al dilagare dell’instabilità ai propri confini, sia per capitalizzare da queste secondo i propri interessi.

Prima dell’intervento in Kazakistan, con cui Putin vuole stringere a sé la dipendenza di Astana, per cinque mesi nel 2019 il generale Serdyukov ha guidato l’operazione in Siria con cui il Cremlino ha salvato il regime assadista durante la guerra civile rendendolo quasi completamente dipendente dalla Russia. Prima ancora era in Crimea a guidare la campagna ibrida che ha portato all’annessione della penisola Ucraina e poi è stato spostato nel Donbas — dove ancora i ribelli filo russi combattono il governo di Kiev. Negli anni ancora precedenti era in Cecenia a combattere entrambe le guerre contro i separatisti.

Diplomato alla storica Accademia Frunze, il 12 giugno 1999 era a Pristina dove ha preso parte all’incidente con le truppe Nato, lo stallo armato nella capitale kosovara. Ha 59 anni ed è originario di Uglegorsky, un paesino di poco più di 2mila persone nell’Oblast di Rostov. Nel 2017 ha rischiato di morire in un incidente stradale mentre si trovava a supervisionare un’esercitazione dei paracadutisti nell’area di Murmask.

Il 24 dicembre 2021, prima di partire alla guida del contingente del Collective Security Treaty Organization inviato in Kazakistan, Sedov era a Novorossijsk, base nei pressi di Kerc, dove il Mar Nero si chiude nel Mar d’Azov per collegare la Crimea alla Russia: guidava 1200 uomini per un’esercitazione nell’ambito dell’ammassamento di truppe ai confini ucraini che ha prodotto la crisi di cui Mosca e la Nato discutereanno nei prossimi giorni.

Chi è l’uomo che guida i russi in Kazakistan

Il generale Sedov è un esperto di contro-insurrezioni, ossia conosce come Mosca intende muoversi in fronti ibridi da cui capitalizzare il massimo possibile (in termini di influenza e protezione diretta)

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