Skip to main content

Negli ingredienti della elezione del Presidente della Repubblica entrano anche, pur se indirettamente, le autorità monetarie americane. Oggi a Constitution Ave. N.W., in un palazzone in stile tardo fascista, si riunisce il Comitato per le Operazioni sul Mercato Aperto della Federal Reserve (la Fed, per gli amici). È l’organo che ha potere decisionale sui tassi d’interesse. I mercati hanno già anticipato parte delle conclusioni della riunione, con il crollo delle borse registrato lunedì che dalle agenzie specializzate Usa viene più attribuito al timore di altri aumenti dei tassi (oltre a quello già messo in conto per marzo) nel 2022 che al quadro geopolitico in Europa orientale (ossia Ucraina).

Ciò spiega anche perché il tonfo a Piazza degli Affari a Milano sia stato quasi il doppio della media degli altri mercati: alle difficoltà politiche connesse all’elezione presidenziale in un quadro frammentato, si aggiunge il timore che il rialzo dei tassi americani verrà seguito da quelli europei, che peseranno duramente sull’Italia a ragione dell’alto debito pubblico. A titolo indicativo, se a fine anno i tassi europei arriveranno al 3% (livello moderato rispetto al periodo 1990-2010), il pagamento del servizio del debito sarà pari all’intero gettito Iva. Una bella grana per il governo sia esso guidato da Draghi o da altri.

Andiamo con ordine. Secondo le anticipazioni della stampa americana del 24 gennaio, la stretta monetaria della Fed si articolerà in due parti. In primo luogo, è un aumento (già deliberato) dei tassi di interesse a marzo. Le proiezioni del Comitato, che verranno pubblicate il 26 gennaio al termine della riunione, chiariranno l’aumento dei tassi a marzo verrà seguito con altri due o tre entro la fine dell’anno. A questo si potrebbe accompagnare un “Quantitative Tightening” (Q.T), una riduzione dei titoli di Stato che la Fed ha acquistato al culmine della pandemia. Alcuni economisti pensano che Jerome Powell, il presidente della Fed, segnalerà un piano di contrazione aggressivo a ragione del forte aumento dell’inflazione. Gli investitori non stanno aspettando: hanno svenduto azioni e obbligazioni nelle ultime settimane, consapevoli che un falco sta girando sopra la loro testa.

Non è detto che la Banca centrale europea (Bce) segua pedissequamente la Fed. Nell’area “atlantica”, però, politiche monetarie divergenti non potranno durare molto a lungo. Ricordiamoci che il whatever it takes di Mario Draghi del 26 luglio 2012 venne determinato non solo dalla crisi del debito sovrano di alcuni Paesi europei (Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia) ma anche e soprattutto dal fatto che la Fed aveva messo in atto da oltre due anni una politica di Quantitave Easing (Q.E,) che l’Europa si trovava costretta a seguire, quali che fossero le ritrosie della banche centrali della Germania e dei Paesi nordici. Occorre vedere quando e come seguirà la Fed nel Quantitative Tightening (Q.T). Nel nuovo scenario è difficile ipotizzare, come fanno alcuni economisti che dicono di essere “vicini” a Draghi, che la Bce parcheggi per diversi anni i titoli italiani acquistati durante la pandemia.

Questa determinante si aggiunge ad altre che sconsigliano, sotto il profilo economico, un cambiamento di governo in questa fase.

Nella battaglia del Quirinale ci si mette anche la Fed

Il crollo delle borse registrato ieri dalle agenzie specializzate Usa viene attribuito al timore di altri aumenti dei tassi nel 2022. Tanto che in quest’ottica va letto il tonfo a Piazza Affari di quasi il doppio della media degli altri mercati: se i tassi americani si rialzano forse quelli europei li seguiranno, pesando duramente sull’Italia che ha un alto debito pubblico. Il commento di Giuseppe Pennisi

Quirinale-Chigi, i partiti alla prova di un sudoku difficile. La bussola di Ocone

Che il presidente del Consiglio traslochi (come vorrebbe) al Quirinale oppure che resti a determinate e ben precise condizioni a Palazzo Chigi fino alla fine naturale della legislatura, la soluzione non sarà facile ed entrambe le opzioni impongono ai partiti indubbi sacrifici. La rubrica di Corrado Ocone

Cina FM, l'inchiesta di Report sulla misteriosa radio

“Una struttura così articolata, soprattutto offshore che transita da Cipro per andare a finire nel Pacifico, a Vancouver, è strutturata per non far capire chi c’è dietro”, dice l’esperto Bellavia

Francesco e la centralità dell’ascolto, in un mondo che si parla addosso

Per la cinquantaseiesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Bergoglio ha dedicato il suo messaggio all’ascolto. Un ascolto che vale soprattutto per il problema migratorio e del racconto che ne viene fatto. Non si tratta di imporre un punto di vista, ma solo con l’ascolto delle loro storie, della realtà si potrebbe andare oltre le ideologie

Chi è Daniela Piras, segretaria generale aggiunto della Uiltec

Nata ad Iglesias, diploma di perito minerario, prima funzionaria e poi segretaria nazionale della categoria guidata dal 2013 da Paolo Pirani, che le ha assegnato le deleghe del comparto moda fino a gran parte del manifatturiero italiano

Cina, finanza, gas. Kortunov spiega i timori di Putin

Intervista ad Andrey Kortunov, direttore del Consiglio russo per gli affari internazionali. L’invasione in Ucraina un doppio boomerang per Mosca, un golpe ancora peggio. Finanza, sanzioni, gas e ricatto cinese: vi svelo cosa teme (davvero) lo zar

Su Ita atterrano Msc e Lufthansa. Ma lo Stato non uscirà del tutto

Il gigante delle crociere e la compagnia tedesca formalizzano la manifestazione di interesse per rilevare il pacchetto di maggioranza del vettore pubblico, nato sulle ceneri della vecchia Alitalia. Ma lo Stato terrà un piede dentro

Merz, nel dopo Merkel arriva un amico del mercato e nemico di Putin

Blackrock, HSBC Trinkaus e lo studio legale Mayer Brown: tre esperienze che gli hanno attirato numerose critiche, accanto però alla consapevolezza di una personalità forte e decisa. Ciò che l’industria teutonica pensa sia utile per gestire l’anno zero del post merkelismo

Neptune strike. La Nato avvisa Putin nel Mediterraneo

Al via nel Mediterraneo l’esercitazione navale della Nato “Neptune strike 2022”, al centro della quale c’è la porterei nucleare americana Truman. Sebbene sia pianificata da tempo, l’esercitazione arriva nel momento di maggiore tensione tra l’Alleanza e la Russia

Così Draghi può andare al Colle. Parla Sorgi

Conversazione con Marcello Sorgi, notista politico e già direttore de La Stampa. Draghi e Mattarella i nomi in pole in questo momento, ma Casini è la vera soluzione politica. Vi spiego perché il boccino è (di nuovo) in mano a Berlusconi

×

Iscriviti alla newsletter