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Il gran rifiuto è la premessa. Con il glaciale garbo a cui ci ha abituati, Mario Draghi, ieri nel corso della conferenza stampa voluta da lui per fare il punto sulla pandemica e sulle misure contenute nell’ultimo decreto, ha avvertito i giornalisti che non avrebbe risposto a qualsivoglia domanda che gli sarebbe stata posta sul Quirinale. Nessuno ha eccepito. Dunque l’unico vero passaggio politico è stato quello sul governo. Un esecutivo che, rivendica Draghi, “c’è, non è fermo come si dice, anzi è in piena attività”. Nient’altro. Su uno dei passaggi politici più importanti per l’assetto istituzionale del Paese non una parola. Ovviamente la scelta fatta dal premier è stata mal digerita da più parti. E, in particolare, dall’opposizione.

Tant’è che Giorgia Meloni, in un post al vetriolo a margine della conferenza, aveva scritto a chiare lettere: “Dal Presidente del Consiglio Draghi – scrive Meloni – ci saremmo aspettati un atto riparatorio ben diverso da una conferenza stampa concessa dopo giorni di silenzio: un atto di verità e di onestà intellettuale, con le scuse agli italiani e l’ammissione degli errori commessi finora”. Poi la chiosa: “Il Governo continua a puntare tutto sulla vaccinazione e sul green pass – chiude il post la leader di Fratelli d’Italia – mentre continua a non dare risposte su tutte le altre misure necessarie per fermare il contagio, dal potenziamento dei mezzi pubblici all’areazione meccanica controllata nelle scuole. Una strategia sbagliata che FdI continuerà a denunciare”. Già, perché Draghi, nel corso dell’appuntamento di ieri, ha fatto più volte riferimento all’introduzione dell’obbligo vaccinale ai cinquantenni, indicando quella come la fascia d’età “che occupa massimamente le terapie intensive”. Chiaramente, i non vaccinati.

Ma il fatto di non aver dato risposte sul Colle, secondo il vicepresidente del Senato e uomo forte di FdI Ignazio La Russa, “ha un peso e una valenza politica non indifferenti”. “Mi dispiace – ironizza il senatore – che i più delusi dalle parole di Draghi siano stati quelli che in un certo senso si aspettavano delle risposte sulla sua corsa al Quirinale, o più in generale sulla successione di Sergio Mattarella al Colle. Ma, a ben guardare, il fatto che Draghi abbia scelto di non parlarne, rafforza ancora di più il suo ruolo nella campagna quirinalizia”.

Ma non, come si tende a immaginarlo in questi giorni, nel ruolo di kingmaker o di outsider. Bensì come partecipante. “Non parlare del Quirinale – prosegue La Russa – significa che tutti i giochi, ancora, sono possibili e che il suo interesse è alto in questo senso”. In sostanza secondo La Russa “con la scelta di ieri, la sua candidatura ha preso ancora maggior vigore”. Oltre all’analisi, nelle parole del senatore di FdI traspare in qualche modo un velo di speranza. Perché si sa, Draghi al Colle significa elezioni anticipate. A Fratelli d’Italia, stando ai sondaggi, converrebbe. E ora, anche il Cav sembra d’accordo.

Il silenzio di Draghi ha rafforzato la sua candidatura al Colle. Parla La Russa

Secondo il senatore di FdI, nel solco di quanto detto anche dalla leader Giorgia Meloni, quella del premier è stata una scelta che denuncia un disegno chiaro: “Tutti i giochi sono aperti e lui è interessato alla corsa al Colle”

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