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Nelle ultime settimane, le cronache si sono occupate delle manifestazioni dei no vax e più di recente di quelle dei tassisti. Ora c’è la possibilità di proteste, che sarebbero parse improbabili, a Via Ciro Il Grande (sede centrale dell’Inps) e a Via Veneto (nell’elegante palazzo dove è inquilino il cinquantaduenne Andrea Orlando, ministro del Lavoro). Improbabile perché non si tratterà di un’assemblea o di una marcia scomposta ma di un sit-in, con seggiolini pieghevoli (quali quelli che si usano in spiaggia od in giardino), soprattutto di signore non giovanissime ma anche di signori con i capelli bianchi. Cosa vogliono? Le dimissioni volontarie o la rimozione del quarantasettenne Pasquale Tridico (inventore del reddito di cittadinanza – si aspettava un Nobel ma ancora non glielo hanno conferito – e presidente pro-tempore dell’Inps).

Quali le ragioni? Il timore che nel maxi-emendamento che il governo presenterà prima dell’approvazione del disegno di legge di Bilancio, Tridico riesca a fare inserire una sua vecchia idea: l’aumento della tassa sulla vedovanza, ossia una riduzione delle pensioni di reversibilità, quelle per i superstiti (come definiti dalla normativa). Ed una vecchia idea di Tridico, dai tempi in cui nell’elegante palazzo di Via Veneto alloggiava – più o meno part time Luigi Di Maio, di cui era consulente prediletto e molto ascoltato. Nel palazzo di Via Veneto si racconta che ai tempi della stesura del contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega (mai accordo fu più caduco!) Tridico sciorinava dati sui modesti importi di spesa per pensioni di reversibilità nei Paesi scandinavi e sottolineava che, secondo i dati Ocse, l’1,2% del Pil italiano è destinato ai superstiti.

Tridico è giovane e non ha studiato storia: non sa che a differenza dell’Europa del Nord, in Italia solo di recente la mogli hanno intrapreso carriere professionali, gran parte di coloro delle generazioni precedenti la sua, si sono dedicate alla famiglia ed ai figli (allora l’Italia aveva un profilo demografico giovani principalmente grazie alla natalità ed all’alta proporzione di bambini). Allora venne frenato non solo da dirigenti storici del dicastero e dallo stesso Di Maio (che non manca certo di fiuto politico) con una frase inequivocabile: “qui vengono con i forconi!”. Di Maio sa che i superstiti si sono federati in associazione come la Feder S.P. e V. non prive di grinta e di voti.

Ora l’appiglio è il commento della Commissione europea al disegno di legge di bilancio sulla eccessiva spesa di parte corrente. Verosimilmente, a Bruxelles ci si riferiva, e ci si riferisce, ai dieci miliardi di euro che si intendono stanziare per “il reddito di cittadinanza” – strumento “criminogeno” come chiamato da questa testata. Per Tridico ridurre di qualche centinaia di euro dallo stanziamento per la misura frutto del suo ingegno è come un salasso non voluto ed imposto da qualche medico settecentesco. Quindi, oplà ……..tentiamo – “zitti,  zitti, piano, piano”- un aumento della tassa delle vedovanza (ossia una riduzione degli importi degli assegni di reversibilità ai superstiti) anche perché molti anziani che nel 2018 marciare con i forconi” ora sono nell’aldilà od in residenze assistite.

Un forte taglio c’è stato ai tempi del Governo Monti come mostra questo inciso:

2021 PENSIONI DI REVERSIBILITÀ e LA TASSA SULLA VEDOVANZA

(da Brevia 17 di Marco Perelli Ercolini)

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale perché finanziata attraverso i contributi versati dal pensionato deceduto (IVS – invalidità, vecchiaia e superstiti).

In base all’articolo 38 della Costituzione la previdenza si esplica nel diritto ad un trattamento adeguato alle esigenze di vita, l’assistenza invece nella più limitata assicurazione dei mezzi necessari per vivere. Inoltre, mentre nel caso delle prestazioni previdenziali la situazione di bisogno che ne è il presupposto è presunta, per quelle assistenziali l’accertamento dello stato di bisogno avviene in concreto (Pasquale Felice).

Con la Legge Dini i trattamenti di reversibilità vengono impropriamente considerati come forme assistenziali.

Minimo Inps 2021 – importo provvisorio: euro 515,58 per 13 mensilità da conguagliare a fine anno

 

Ora sono così basse – si direbbe a Roma –  che “non c’è trippa per gatti”. Inoltre, dati di varie ricerche sociologiche dimostrano – che “le nonne ed i nonni” che hanno un po’ di capienza (di solito perché oltre all’assegno Inps fruiscono di altri redditi) finanziano, per  quel che possono, gli studi dei nipoti (loro pronti sì ad affiancarli di i forconi di dimaiesca memoria).

Che farà il ministro Andrea Orlando? Ha studiato giurisprudenza a Pisa, anche se l’impegno politico gli ha impedito di conseguire la laurea. Dirigente di quella che allora si chiamava “la gioventù comunista, ha frequentato la Fondazione Gramsci. Quindi, conosce la storia anche perché nelle sue ultime lettere al figlio Gramsci gli suggeriva di studiare la storia. Forse, Orlando conosce anche i forconi.

Pensionati contro la tassa sulla vedovanza. Scrive Pennisi

Cosa agita i pensionati? Il timore che nel maxi-emendamento che il governo presenterà prima dell’approvazione del disegno di legge di Bilancio, Pasquale Tridico riesca a fare inserire una sua vecchia idea: l’aumento della tassa sulla vedovanza, ossia una riduzione delle pensioni di reversibilità. Il commento di Giuseppe Pennisi

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