Skip to main content

La questione energetica è inevitabilmente al centro del tavolo nella due giorni del Consiglio europeo, che inizia giovedì pomeriggio e vedrà i leader dei Ventisette riunirsi a Bruxelles. Un tema di ampissimo respiro, che parte dalla congiuntura di fattori che ha fatto schizzare le bollette alle stelle e si allarga ai piani europei dei prossimi trent’anni per la transizione energetica.

“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un forte aumento del costo del gas e dell’elettricità. Questi rincari sono dovuti principalmente ai movimenti dei prezzi sui mercati internazionali”, ha riassunto il premier Mario Draghi nel suo discorso di mercoledì al Senato, ricordando i 4,2 miliardi di euro stanziati dal governo tra giugno e settembre per calmierare i prezzi.

Tutti i Paesi europei sono d’accordo sui sintomi, ma c’è molta meno sintonia sul come affrontarli. La faglia si sta creando – prevedibilmente – tra i membri più interventisti e quelli più restii all’azione. Tendenzialmente i primi (tra cui Spagna, Grecia, Polonia e Ungheria) esigono una risposta paneuropea alla crisi delle bollette, con misure come stoccaggio di gas e contrattazione comune, ricorso a fondi appositi e riforma del mercato dell’elettricità europeo.

LA POSIZIONE ITALIANA

Su questo fronte c’è anche l’Italia, seppur con posizioni moderate. “Il governo italiano ha sollecitato la Commissione a esplorare rapidamente l’opzione di acquisti e stoccaggi congiunti di gas naturale su base volontaria con misure di medio periodo”, ha detto Draghi in Senato. “Questa strategia può essere utile per resistere meglio agli shock e sviluppare le capacità industriali di deposito”.

Per i “frugali del verde” (tra cui Lussemburgo, Olanda, Finlandia) il problema delle bollette passerà senza intervento. Essenzialmente credono che la fiammata dei prezzi sia legata alla ripresa postpandemica e che si estinguerà da sola – anche se gli analisti prevedono che i prezzi saliranno almeno fino a primavera – e rifiutano l’idea di rivedere il sistema attuale, che peraltro è congegnato per far pagare il ricorso agli idrobcarburi in modo da incoraggiare la svolta verde.

“Non vogliamo precipitarci su soluzioni rapide per quello che potrebbe essere un aumento temporaneo dei prezzi, per poi legarci le mani con riforme di vasta portata e non meritate”, ha detto un ufficiale di un Paese frugale a Politico. Questi sono gli stessi che promettono di difendere a tutti i costi il mantra della Commissione, e cioè che la risposta ai prezzi alti e alla dipendenza energetica sono più rinnovabili, in linea con il piano immaginato con Fit for 55.

LA TOOLBOX CONTRO IL CARO-BOLLETTE

La squadra di Ursula von der Leyen non si è mossa da questa linea. Pur avendo aperto all’idea dello stoccaggio collettivo di gas, impegnandosi a rilasciare una proposta a novembre, Bruxelles si è limitata a rilasciare una toolbox (leggi: lista di suggerimenti) per far fronte al caro-bollette a livello nazionale, cosa che stando a Politico verrà ricalcata nella bozza del comunicato finale del Consiglio europeo e che arriva all’indomani delle misure già prese dai più, Italia inclusa.

Il Paese più vicino in assoluto a questa posizione è la Germania, patria di von der Leyen e stampo da cui Fit for 55 (ancora in fase di dibattito) è palesemente modellato. Non è un caso che la decisione se considerare o meno il nucleare una fonte di energia pulita – dunque meritevole di finanziamenti verdi – sia stata rimandata ancora, probabilmente in attesa della formazione del prossimo governo a Berlino.

La Germania ha voltato le spalle all’atomo nel 2011, dopo il disastro di Fukushima, ed è in piena denuclearizzazione da allora. Punta su rinnovabili e gas naturale per la transizione, e i Verdi che quasi sicuramente saranno nel governo futuro osteggiano l’atomo. Dunque non sorprende che non sia tra i dieci firmatari di movimento di dieci Stati membri, capitanati dalla nuclearissima Francia, che spingono per il nucleare verde.

ETS, LO SCAMBIO DI EMISSIONI CHE FA SCHIZZARE I PREZZI

Un’altra misura che trova Germania e frugali d’accordo e terrorizza i Paesi meno equipaggiati per la transizione è il mercato europeo di scambio delle emissioni (Ets). Al momento è applicato ad alcuni settori, tra cui l’energia, che pagano i “permessi di inquinamento” al ritmo di circa 60 euro per tonnellata di CO2. La Commissione stima che il sistema sia responsabile per un quinto dell’aumento delle bollette, ma intende espanderlo (con il placet dei frugali) a trasporti e consumi domestici: un’ulteriore stangata ai prezzi dell’energia.

La toolbox europea e Fit for 55 prevedono che le risorse raccolte dal sistema Ets possano essere reindirizzate ai singoli Stati per ammortizzare il costo della transizione, e anche su questo il dibattito è aperto. Vale anche per il fondo climatico europeo da oltre 60 miliardi, proposto dalla Commissione in Fit for 55 ed ennesimo punto di scontro tra falchi e colombe: non tutti sono convinti della necessità di proteggere via Ue i più esposti alla transizione.

Draghi ha reiterato al Senato che sebbene “l’obiettivo di medio termine resta quello di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare sostanzialmente l’utilizzo di fonti rinnovabili”, lo Stato “deve tutelare le fasce più deboli della popolazione dai costi della trasformazione energetica e assicurarsi che i tempi della transizione siano compatibili con le capacità di adattamento delle aziende. Perché la riconversione del nostro sistema economico abbia successo, è necessario il sostegno di tutti: istituzioni, imprese, cittadini”.

10 MILA MILIARDI: LA SPESA PER GLI STATI

Il think tank Foundation for European Progressive Studies (Feps) stima che serviranno 650 miliardi all’anno per raggiungere gli obiettivi di Fit for 55, ossia ridurre del 55% le emissioni entro il 2030. Sebbene i privati siano essenziali, scrivono gli autori nell’ultimo rapporto, gli investimenti statali sono inneschi e catalizzatori imprescindibili. Lo studio conferma che l’impatto di un’iniziativa di investimento da 10 mila miliardi di euro in 12 anni, in linea con le ambizioni climatiche europee, è destinato a migliorare e non a mettere a rischio il rapporto debito/Pil.

Date le posizioni dei “frugali del verde” è difficile che dal Consiglio europeo possano risultare grandi cambiamenti al quadro energetico attuale. La linea sul breve periodo rimarrà perlopiù invariata: calmierare i prezzi con misure palliative per ora, avanti a tutto gas (naturale) con l’espansione delle rinnovabili. Strada in salita per il nucleare verde e grosso punto di domanda sull’espansione degli oneri Ets e la destinazione dei proventi del sistema. La discussione sul medio e lungo periodo è aperta e i risultati tutt’altro che scontati. Watch this space.

Consiglio europeo

Bollette e rinnovabili. Punto per punto, di cosa parlerà il Consiglio europeo

Tra caro-bollette e piani di decarbonizzazione, la questione energetica è il centro di gravità della discussione tra i capi di Stato europei. C’è chi adotta la linea rinnovabili-o-morte e chi invece spinge per una risposta comune, ma si parla anche di Ets, nucleare e gas. Ecco tutti i dettagli del dossier energia europea

Vi racconto la batosta della riforma del Catasto. Scrive Pedrizzi

La legge delega che verrà fatta per la riforma catastale potrebbe essere uno schiaffo al Parlamento e soprattutto alle Commissioni Finanze di Camera e Senato che hanno lavorato per mesi per produrre un documento approvato da pressoché tutti i partiti sulla riforma fiscale. E che non conteneva traccia della riforma del Catasto

Cosa è il Reddito da profilazione e perché potrebbe aiutare i consumatori

Di Marco Scialdone e Marco Pierani

Marco Scialdone (avvocato e docente all’Università Europea di Roma) e Marco Pierani (avvocato e direttore public affairs di Euroconsumers)  propongono un “give back digitale” da parte dei Big Tech, per riequilibrare un sistema che rischia di esplodere, portando via anche quanto di buono ha offerto finora

Non toccate il Patent Box. L'appello di Favuzza e Rizzo

Di Massimo Favuzza e Francesco Rizzo

Ospitiamo l’intervento di Massimo Favuzza, dottore commercialista e revisore contabile, e Francesco Rizzo, avvocato dello Studio Legale Improda: la modifica del Patent box, strumento che ha avuto enorme successo, colpirebbe le piccole e medie imprese e premierebbe chi spende (anche senza criterio) invece di chi cresce

 

Il paradosso di Berlusconi (e le scelte di Salvini). La bussola di Ocone

Ci sono idee diverse di partito, di alleanze e di ruolo che potrà ancora giocare in futuro Forza Italia. Problemi di identità e prospettive che coinvolgono anche la Lega. È vero che l’essere “di lotta e di governo” penalizza fortemente il partito di Salvini, ma la convenienza politica imporrebbe il governo e non la lotta. In questo, Berlusconi continua ad avere più intuito di tutti. Non è sicuro che basterà. La rubrica di Corrado Ocone

Teen TikTok tic

Silicon Valley alla griglia? TikTok ha campo libero per nevrotizzare i ragazzini

Nonostante il miliardo di utenti attivi, il social cinese che spopola tra i giovani sfugge alla comprensione dei genitori e non è soggetto alla stessa attenzione regolatoria e sanzionatoria dei suoi concorrenti americani. Al punto che il diffondersi di una psicosi di massa tra le ragazzine è passato in sordina

Italia spaziale. Simonetta Cheli guiderà il centro Esa di Frascati

Dopo la corsa al vertice dell’Esa, l’Italia centra l’obiettivo di conquistare la guida dei programmi di osservazione delle Terra e del centro Esrin di Frascati. Simonetta Cheli è stata nominata per la posizione lasciata libera da Josef Aschbacher. Porta a due il numero di direzioni guidate da italiane, in un momento di riforma della governance spaziale europea

Perché Washington alza l’attenzione sul Sudan

L’amministrazione Biden sta alzando il livello di coinvolgimento sulla crisi istituzionale in Sudan. Il Paese dall’aprile 2019, a seguito delle proteste di massa contro il dittatore Omar Bashir, è retto in forma congiunta da un sistema civile-militare che dovrebbe garantire tre anni e mezzo di transizione democratica. Ma il rischio è che scivoli in nuovi conflitti con potenziali destabilizzazioni regionali

L'agenda di Stoltenberg, l'avvertimento di Akk e la linea di Guerini nel giorno della Nato

Lorenzo Guerini e colleghi si ritrovano a Bruxelles per la consueta ministeriale Nato, la prima dopo la firma dell’Aukus. In agenda ci sono novità rilevanti su minacce ibride e deterrenza, ma l’attenzione maggiore è sulle ambizioni di Difesa europea. Ad aprire il dibattito è stata la ministra tedesca Akk: “Autonomia dagli Usa è la strada sbagliata”. In mattinata, l’incontro Ue su Strategic Compass ha visto affermarsi la linea responsabile portata da Guerini

Il risparmio non basta, serve investire. E crescere. Le proposte dall'Acri

Il risparmio continua a rimanere lo scudo preferito dagli italiani contro le recessioni. Ma non basta tenere i soldi in banca o nel materasso, occorre investire per tornare a crescere. La 97esima Giornata del risparmio dell’Acri con Profumo, Visco, Franco e Patuelli

×

Iscriviti alla newsletter