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È stata davvero raggiunta un’intesa tra il regime di Nicolás Maduro e l’opposizione del Venezuela? La domanda sorge spontanea in seguito alla diffusione di un documento preliminare firmato dalle parti in Città del Messico. Dopo giorni di riunioni e discussioni, rappresentanti del governo socialisti e membri della coalizione di opposizione hanno presentato un documento con due “accordi parziali”.

La prima intesa riguarda la ratifica e difesa della sovranità del Venezuela nella zona del massiccio della Guayaba Esequiba. L’Esequibo è al centro di una disputa territoriale tra il Venezuela e la Guyana da più di 180 anni.

A dicembre, la Corte internazionale di giustizia ha annunciato di avere giurisdizione sulla disputa frontaliera, ma il Venezuela rifiuta l’intervento della Corte e reclama la sovranità del territorio, ricco di minerali e risorse petrolifere. Negli ultimi mesi, il regime di Maduro ha parlato di volere “riconquistare” questa zona, che “da sempre appartiene al Paese”, secondo Maduro.

Il secondo “accordo” si riferisce alla “Protezione sociale del popolo venezuelano”, che sarà centrata negli interventi per combattere la crisi sanitaria. Nel testo si legge che le parti s’impegnano a “stabilire meccanismi di ripristino e ottenimento delle risorse per rispondere alle necessità sociali della popolazione, con particolare attenzione agli effetti della pandemia da Covid-19”.

Nell’accordo saranno considerati i fondi “provenienti da organismi multilaterali cui abbia diritto la Repubblica”, come da tempo rivendica il regime venezuelano. La coalizione dell’opposizione ha comunicato che gli interventi saranno fatti a favore dei venezuelani più vulnerabili, grazie ad uno spazio paritario con appoggio di esperti che elaboreranno strategie di uscita dall’emergenza.

Il prossimo incontro tra il regime e l’opposizione è previsto per il 24 settembre, quando si parlerà, su richiesta dell’opposizione, del sistema della giustizia e delle garanzie costituzionali ad esso collegate. Il governo invece spera di discutere la possibile richiesta di Diritti speciali di prelievo al Fondo monetario internazionale.

Il percorso infatti non è ancora finito. Il primo memorandum di intesa, agenda per i negoziati dello scorso fine settimana, era costituito attorno a diversi punti: diritti politici; garanzie elettorali, un calendario per elezioni sotto osservazione; revisione delle sanzioni e del blocco sugli asset statali; rispetto dello stato di diritto; convivenza politica e sociale con la rinuncia alla violenza e il risarcimento delle vittime; protezione dell’economia nazionale e misure di tutela sociale per il popolo venezuelano; garanzie sull’implementazione, l’accompagnamento e la verifica di quanto accordato.

Questi negoziati sono stati mediati dal governo dei Paesi bassi, la Russia e la Norvegia, che ha pubblicato su Twitter la fine di questa sessione.

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