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Debutto con successo per il motore Catalyst, il primo turboelica completamente europeo dell’ultimo mezzo secolo. Sviluppato e prodotto da Avio Aero (business di GE Aviation) ha completato ieri il suo primo volo su un aereo sperimentale Beechcraft King Air, per una durata complessiva di un’ora e quaranta minuti. “Si apre la strada a numerose opportunità nell’ambito dell’aviazione generale, in primis con il nostro cliente di lancio Textron Aviation, così come nel settore della Difesa per future applicazioni su droni e addestratori”, ha spiegato Riccardo Procacci, ceo di Avio Aero.

Il programma Catalyst è stato avviato nel 2015 con l’ambizione di realizzare un motore altamente innovativo, capace di aumentare le prestazioni e ridurre i consumi. Innovativa anche la produzione, che vede l’ampio ricorso all’additive manufacturing. Il risultato è un turboelica capace di diminuire i consumi del 20% e di aumentare la potenza di crociera del 10% rispetto ai concorrenti della stessa categoria. Ciò lo rende particolarmente adatto ad alimentare velivoli a pilotaggio remoto, potendo assicurare maggiore capacità di carico (+10%) e maggiore autonomia (circa tre ore in più). Tra i primati del Catalyst c’è anche il ricorso, come primo turboelica, al “Fadec”, un controllo digitale (integrato) di elica e motore che assicura al pilota un miglior controllo e una maggiore reattività, semplificando inoltre l’integrazione tra il propulsore e l’avionica in caso di pilotaggio da remoto.

I primi test del motore installato sull’aereo sperimentale sono iniziati a dicembre dello scorso anno. Contemporaneamente, GE Aviation Turboprop ha consegnato il primo motore aero-navigabile a Textron Aviation per il lancio sul nuovo velivolo turboelica Beechcraft Denali. Ad oggi, i 16 motori realizzati hanno accumulato più di 2.600 ore di funzionamento, completando quattro prove di certificazione. Con il successo del primo test in volo si “apre la strada a nuove opportunità per sistemi propulsivi ibridi”, ha spiegato Procacci. D’altra parte, il Catalyst si inserisce nell’ambito del CleanSky2, la partnership pubblica-privata europea di ricerca e sviluppo nata con lo scopo di sviluppare tecnologie innovative dedicate alla decarbonizzazione del trasporto aereo.

Il motore è 100% made in Europe. Coinvolti i siti di GE in Repubblica ceca, Polonia e Germania, oltre ovviamente ad Avio Aero, che ha guidato il programma realizzando a Torino il progetto dell’architettura motore e l’integrazione del sistema, a Bari (in collaborazione con il Politecnico) il sistema Fadec, a Pomigliano d’Arco e Torino i vari sottosistemi, e a Brindisi le componenti in additive manufacturing. Tutto ciò rende il Catalyst un motore “no-license required” (lato civile) e Itar-free (lato militare), cioè esente dal controllo sulle esportazioni da parte degli Stati Uniti, dove ha sede la proprietà (GE) delle varie realtà coinvolte.

Tale aspetto è particolarmente rilevante per le possibile applicazioni militari, in particolare per l’EuroMale, il programma per un drone europeo a cui partecipano Italia, Francia, Germania e Spagna. Per la parte motoristica concorrono Avio Aero (proprio con il Catalyst) e la francese Safran. “In un mondo perfetto – spiegava su queste colonne l’esperto Michele Nones – il prime contractor Airbus Germany dovrebbe proporre ad Occar la soluzione migliore per costi, prestazioni, affidabilità, maturità tecnologica; nel mondo reale, invece, soprattutto in Francia e in Germania è partita una campagna di opinione di sostegno alla proposta francese”. A marzo, in audizione alla Commissione Difesa della Camera, Procacci spiegava che “Un’azione corale e condivisa per supportare la scelta del Catalyst nel programma EuroMale risulterebbe coerente dal punto di vista dell’azione di sistema-Paese”. L’eventuale vittoria di Avio Aero (4.300 dipendenti lungo la Penisola) sarebbe “una vittoria dell’Italia, con sensibili ricadute industriali del programma a sostegno della filiera nazionale”.

Primo volo per il Catalyst, il motore rivoluzionario di Avio Aero

Primo volo per il Catalyst, il motore “rivoluzionario” sviluppato da Avio Aero, capace di ridurre i consumi e migliorare le prestazioni. Le caratteristiche lo rendono particolarmente adatto ai velivoli a pilotaggio remoto, mentre la connotazione “100% made in Europe” ne facilita l’eventuale successo in campo militare. Non a caso è in lizza per alimentare l’EuroMale, nonostante la campagna mediatica che da oltralpe promuove un’altra proposta…

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