Skip to main content

Con molta ironia Olaf Scholz ha affermato che “può diventare una cancelliera“. La battuta nasce dalla consapevolezza che per 16 anni Angela Merkel ha governato come Cancelliera la Germania ininterrottamente e che esiste una generazione che non ha conosciuto altro che questo.

La fine dell’era Merkel porta con sé non solo un cambiamento politico, ma anche culturale e di rappresentazione/gestione del potere.

Una recente indagine di YouGov.de commissionata dalla TUI-Stiftung sui giovani tra i 14 ed i 26 anni in alcuni Paesi dell’Unione Europea ha infatti evidenziato cose interessanti.

Il 56% dei giovani tedeschi tra i 14 ed i 26 anni intervistati – generazione Merkel, così è stata definita nel rapporto -, ha risposto che il lavoro svolto dalla Cancelliera è stato molto positivo contro il 14% di giudizi molto negativi. Negli altri Paesi europei, invece, le risposte “molto positivo” sono state simili in UK (45%), Francia (44%), Italia (44%) e Spagna (43%). Di opinione diversa i giovani polacchi (34%) e greci (23%).

Alla domanda che chiedeva di giudicare la politica di Merkel in riferimento all’integrazione europea, invece, il 50% dei giovani tedeschi ha risposto positivamente, contro un 24% di giudizio “metà e metà” e il 16% di giudizio negativo. Nel resto d’Europa i più severi sono stati – a ragion veduta – i giovani greci che hanno valutato come positivo il lavoro a livello europeo della cancelliera tedesca solo al 15% contro un giudizio negativo del 25% e del 31% “metà e metà”. Anche gli italiani giudicano il suo lavoro a livello europeo più negativamente: 29% di giudizio positivo contro un 16% di giudizio negativo.

Angela Merkel lascia il partito della Cdu in mano a un gruppo nuovo, ma certo non giovane né innovativo. Armin Laschet è subentrato come candidato Cancelliere, ma tra errori, risate durante la tragedia dell’alluvione, e una performance discutibile nel confronto a tre con gli altri candidati, il risultato è stato un calo nei sondaggi. Gli istituti di ricerca concordano nell’assegnare alla Cdu un risultato tra il 19 e il 22%.

Di contro, Olaf Scholz e la Spd volano, seguiti dai Verdi e poi dal partito di destra liberale Fdp, che è dato tra il 10 e il 13%. Male Die Linke, che perderebbe quasi tre punti, scivolando tra il 6 e il 7%. Tutto questo apre scenari inediti per la questione delle alleanze, ma su questo torneremo.

Quindi, cosa sta accadendo ora in Germania? Perché Scholz e la Spd stanno andando così bene, molto oltre ogni aspettativa? Le risposte sono diverse, e le riassumo così.

1- Angela Merkel non si ricandida e questo ha un suo peso. Per Scholz, il fatto di essere in competizione con personalità politiche come Laschet e Bearbock è un vantaggio. Un pezzo dell’elettorato centrista, con a cuore i temi sociali – elettrici ed elettori di Merkel – apprezzano certamente di più Scholz che Laschet. Inoltre, c’è voglia di novità, di cambiamento dopo 16 anni di era Merkel;

2- la Spd, dopo un ventennio di trend negativo, drammaticamente negativo, sembra risalire la china. Lo fa con un partito unito nella scelta di Olaf Scholz come candidato e con un programma progressista e di sinistra, tanto che un’alleanza con Die Linke a livello nazionale potrebbe non essere più un tabù;

3- 400.000 iscritte/i alla Spd sono, come ha detto in un’intervista Scholz, il team di volontari che da settimane partecipa senza sosta a volantinaggio, incontri, iniziative di porta a porta, che in Germania sono momenti di campagna elettorale tra i più efficaci.

Insomma, siamo a un cambio epocale per la Germania. Dopo 16 anni ci sarà un Bundestag quasi completamente rinnovato e certamente non ci sarà più Angela Merkel. Vedremo il 26 settembre però, al netto dei sondaggi e delle opinioni, cosa accadrà veramente.

Olaf Scholz sogna di diventare cancelliera. Oltre l'autoironia c'è di più

Una recente indagine di YouGov.de sui giovani tra i 14 e i 26 anni in alcuni Paesi dell’Unione Europea ha evidenziato cose interessanti sul lavoro svolto dalla Cancelliera in questi anni. Ma cosa sta accadendo ora in Germania? Perché Scholz sta andando così bene, molto oltre le aspettative? Il commento di Federico Quadrelli, vice presidente regionale della Spd di Berlino per il gruppo Migration und Vielfalt

Freedom Phone, il telefono “libero” dalla censura. Per modo di dire

Erik Finman, un giovane statunitense poco più che ventenne, diventato miliardario grazie agli investimenti in Bitcoin, ha deciso di creare un nuovo cellulare, “libero” dalla censura dei democratici, in cui i repubblicani conservatori potranno essere liberi di esprimersi come vogliono. Ma ovviamente questo dispositivo non è così libero. Vediamo perché

I Talebani "un movimento politico", la saggezza cinese. D’Alema sull’11 settembre

L’ex premier ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano “Domani” in cui ha spiegato, tra le altre cose, perché non ritiene che i Talebani siano un gruppo terroristico. “Non lo sono neanche Hamas e Hezbollah”

In Marocco si negozia per formare un governo liberale. Nomi e scenari

Il re Mohammed VI ha incaricato il leader dell’Rni Akhannouch, uscito vincitore dalle urne, di formare il nuovo esecutivo

Il messaggio del Colle agli Usa: “Uniti contro ogni minaccia terroristica”

“Libertà, democrazia, pace e sicurezza sono valori indivisibili che non possono mai essere considerati acquisiti, bensì devono essere preservati e alimentati dalla comunità internazionale”, ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del ventesimo anniversario dell’11 settembre

Sì, siamo tutti americani l’11 settembre. Ma dobbiamo esserlo anche domani

Dobbiamo essere solidali con gli Stati Uniti sempre. Ma dobbiamo anche comprendere che se vogliamo contare di più dobbiamo necessariamente partecipare attivamente di più. Il corsivo di Elio Vito, deputato di Forza Italia e membro del Copasir

Dopo la maximulta a WhatsApp, l'Irlanda volterà le spalle a Big Tech?

Francesca Bassa, avvocato esperto in privacy e partner dello Studio bd LEGAL di Milano, spiega le ragioni per cui la sanzione irlandese “è significativa” sia per l’Irlanda sia per l’Ue

Bonaccorsi

Con Gualtieri sindaco, più poteri ai mini-sindaci. Il programma di Bonaccorsi

Conversazione con l’ex deputata e sottosegretaria alla Cultura, Lorenza Bonaccorsi, che si candida a guidare il municipio del centro storico: “Il Partito democratico ha candidato il ministro uscente dell’Economia, altro che scelta difensiva. Non saremo solo il partito della Ztl, i nostri candidati lo dimostrano”. Il decentramento amministrativo e la riforma di Roma Capitale tra le priorità

Se la Pubblica amministrazione diventa smart, che fine fanno gli intermediari?

L’orizzonte nel pubblico e nel privato è una nuova organizzazione del lavoro che faccia uso delle nuove tecnologie con una nuova cultura del lavoro. Che metta al centro i clienti, o gli utenti. La loro soddisfazione, innanzitutto. Ma l’Italia si divide in Guelfi e Ghibellini e il tema dello smart working sembra diventato fideistico. Il commento di Antonio Mastrapasqua

La Polonia risponde alle strigliate Ue (ma alla fine trova sempre Bruxelles)

L’interminabile disputa tra la Polonia di Mateusz Morawiecki e l’Unione europea non fa nemmeno più notizia. Ma a Varsavia il governo inizia a traballare. Ecco perché

×

Iscriviti alla newsletter