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Una nave che attende al porto di Los Angeles, ferma per colpa di un focolaio Covid-19, impatta sul mercato di soia in Iowa, e di conseguenza sull’Indonesia e le forniture di mangimi per animali nel sud-est dell’Asia. È l’“effetto farfalla” sulla catena di approvvigionamento del commercio internazionale.

Il fenomeno in corso da mesi, che non accenna a rallentare, si percuote su diversi settori: dai cellulari ai videogiochi, dalle auto ai vestiti. I rifornimenti di molti prodotti scarseggiano perché mancano le materie prime, ci sono ritardi nei trasporti marittimi e c’è in corso una carenza di semiconduttori.

Dal blocco del Canale di Suez (qui l’articolo di Formiche.net), i prezzi del trasporto in container non hanno fatto che salire: sono cinque volte più alti. Anche il Drewry World Container Index di Bloomberg conferma quest’aumento, e sottolinea che la richiesta è incrementata fino al 800%.

A peggiorare la situazione è stata la chiusura del porto Ningbo-Zhoushan, vicino a Shanghai. Si tratta del terzo porto più importante a livello mondiale, sul quale sono passati circa 1,2 miliardi di tonnellate di merci nel 2020. E più recentemente il focolaio di Covid a Taiwan.

Secondo il New York Times, “a questo punto i problemi nella catena di approvvigionamento legati alla pandemia si sarebbero dovuti risolvere. Invece il mondo è ancora a corto di tutto – è probabile che lo sarà ancora per un po’ di tempo – poiché ritardi, carenze e costi crescenti tormentano aziende grandi e piccole”.

Gli esperti sostengono che è in arrivo “una tempesta perfetta” nel commercio internazionale, con gli inventari in esaurimento e l’inflazione in aumento in Europa e negli Stati Uniti.

In Spagna, come in altri mercati europei, si pensa con preoccupazione al periodo natalizio, quando i consumi in genere aumentano. Babbo Natale avrà qualche difficoltà a consegnare i regali. Oliver Giner dell’Associazione Spagnola di Produttori di Giocatoli, assicura che ci sono le materie prime, poche e molto più costose, ma ci sono: “C’è però anche un ritardo di circa cinque settimane nella consegna dei materiali. Non dimentichiamo che l’80% dei giochi si producono in Cina. Ad esempio le batterie delle auto telecomandato”. I pezzi si dovrebbero imbarcare ora per arrivare nelle piattaforme logistiche delle catene di distribuzione ad ottobre.

Alan Holland, amministratore delegato di Keelvar, una società con sede a Cork, in Irlanda, che produce software utilizzato per gestire le catene di approvvigionamento, sostiene che questa situazione non ha una fine in vista: “Tutto indica che avremo un lungo periodo di interruzioni”.

“Proprio come la crisi del coronavirus si è rivelata ostinata e imprevedibile, le turbolenze nel commercio internazionale sono andate avanti più a lungo di quanto molti si aspettassero – sostiene il NYT – perché la carenza e i ritardi di alcuni prodotti hanno reso impossibile realizzarne altri”. Una dura lezione sui rischi legati alle economie interconnesse su grandi distanze.

Chi sarà colpito dalla "tempesta perfetta" del commercio internazionale

Babbo Natale avrà qualche difficoltà a consegnare i regali. Porti chiusi per focolai Covid, ritardi nel trasporto marittimo, aumento dei prezzi dei container continuano ad affliggere le supply chain globali, ben oltre le previsioni dei mesi scorsi

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