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Il Pentagono ha messo in campo una serie di investimenti per aggiornare i sistemi dell’F-35 e consentire al velivolo di mantenere il proprio vantaggio tecnologico rispetto alle innovazioni sviluppate da russi e cinesi nel dominio del combattimento aereo. Il programma, della durata prevista di un decennio, intende dotare il caccia prodotto dalla Lockheed Martin con un nuovo pacchetto di sistemi d’arma, tecnologie informatiche e software per l’interfaccia del pilota. Tuttavia, il vero nodo attualmente all’esame del dipartimento della Difesa statunitense è l’aggiornamento del sistema di propulsione dell’F-35.

NUOVI MOTORI POTENZIATI

Già a marzo la Pratt & Whitney, la società americana che si occupa della produzione dell’F-135, il motore dell’F-35, ha consegnato al dipartimento della Difesa la proposta per due pacchetti di sistemi propulsivi potenziati da poter installare su tutte e tre le varianti dell’F-35 senza modificarne sostanzialmente la struttura. Secondo i progetti, tali sistemi potenziati permetteranno un incremento del 10% nel raggio e nella velocità dell’aereo, fattori di importanza cruciale visti gli sviluppi nel settore della super e ipersonica, e un aumento del 50% nella gestione termica del sistema stesso, fondamentale per migliorare le già avanzate caratteristiche stealth del velivolo.

UN’AGGIORNAMENTO NECESSARIO

La necessità di migliorare in particolare la gestione termica del caccia è diventato un problema urgente anche a seguito degli aggiornamenti installati nel corso del tempo sull’F-35, che hanno aggravato significativamente il peso e le prestazioni del caccia, già impiegato al limite delle sue specifiche. Questo problema è destinato ad aumentare in vista del nuovo pacchetto di aggiornamenti programmato dal Pentagono e, per mantenere inalterate le capacità di combattimento aereo e di furtività del velivolo, una gestione aggiornata del sistema propulsivo diventa improcrastinabile.

COSTI E BILANCI

Per quanto riguarda i costi di sviluppo e produzione, Pratt & Whitney ha assicurato al dipartimento della Difesa che questi verranno ammortizzati una volta messi in linea di produzione i motori, consentendo al Pentagono di acquistare i nuovi modelli allo stesso prezzo del vecchio. I nuovi sistemi propulsivi sono stati progettati anche per rendere il sistema complessivo meno costoso da mantenere, con un risparmio stimato di circa 40 miliardi di dollari per tutta la durata del programma. Nonostante le assicurazioni e l’interesse dimostrato dall’aeronautica a stelle e strisce, però, non è ancora chiaro se il dipartimento della Difesa si impegnerà nell’aggiornamento del design dell’attuale propulsore dell’F-35, che richiederebbe un ulteriore mobilitazione di risorse non previste dall’attuale bilancio dell’Usaf.

NON SOLO F-35

La Air force di Washington è, inoltre, impegnata insieme alla Marina nello sviluppo del “Next generation air dominance” (Ngad) il progetto per il velivolo di sesta generazione che si preannuncia rivoluzionario per ideazione e impostazione. Il progetto americano, che a settembre ha già effettuato un primo testi di volo, prevede di compiere un balzo generazionale per quanto riguarda il caccia da superiorità aerea del futuro, integrando intelligenza artificiale, big data e guida autonoma già in fase di progettazione. Come illustrato a maggio dal capo di Stato maggiore dell’Air force, Charles Q. Brown Jr., per l’aeronautica si tratterà di sostituire i caccia F-22 e facendo degli F-35 e del Ngad le colonne portanti della difesa aerea americana.

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