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C’è Spazio tra Italia e Francia. Nel pomeriggio, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire si sono sentiti, telefonicamente, per parlare della collaborazione in campo spaziale, con attenzione particolare ai futuri lanciatori europei.

Il colloquio segue l’incontro di marzo a Roma, al Mise, quando il ministro transalpino aveva portato sul tavolo del collega il piano di Parigi per una strategia europea sul tema dell’accesso allo Spazio. “La nostra industria non può essere oggetto di politiche predatorie rispetto alla tecnologia di cui disponiamo”, aveva detto a margine del vertice Giorgetti. I transalpini cercano da tempo di guidare il rinnovato sforzo dell’Ue nel campo dei vettori extra-atmosferici, lavorando per far convergere su questo Italia e Germania. E così, nell’occasione del vertice di marzo si è dato il via al tavolo congiunto italo-francese, con l’obiettivo di coinvolgere anche i tedeschi su “una strategia comune sul futuro dei lanciatori europei”.

La scorsa settimana Le Maire ha lavorato sul fronte tedesco, ricevendo a Parigi il collega Peter Altmaier e firmando con lui un accordo sul tema dell’accesso allo Spazio, esplicitando l’obiettivo di raggiungere un’intesa in sede Esa sul futuro lanciatore francese Ariane 6. Dovrebbe riguardare la certezza dei lanci istituzionali, ma anche la possibilità di guardare già oltre a un futuro vettore. “Non darò maggiori dettagli prima di averne discusso con nostri partner italiani e europei”, spiegava Le Maire, aggiungendo che “la cooperazione sui lanciatori, e in particolare sui micro-lanciatori, è molto interessante per il futuro a preferenza europea sui satelliti”. In particolare, il ministro francese notava che “la relazione con l’Italia è costante, amichevole e vogliamo che sia parte del nostro accordo sullo Spazio”.

“Sull’accordo di politica spaziale sui lanciatori, fonti di stampa d’oltralpe non fanno mistero sulla portata tutto sommato modesta dello stesso – ha spiegato su queste colonne l’esperto Marcello Spagnulo – rimarcando che esso dovrebbe aprire a generiche prospettive commerciali per Ariane 6 e, secondo Le Maire, dovrebbe anche consentire a Germania e Francia di cooperare anche nel campo dei cosiddetti micro-lanciatori, un tema piuttosto divisivo tra i due Paesi. È un dato di fatto, ha aggiunto Spagnulo, “che Berlino finanzia da alcuni anni tre società, OHB e due start-up. la HyImpulse e la Isar Technologies, per sviluppare nuovi vettori che possano essere lanciati da poligoni situati anche in nord Europa o alle Azzorre”.

L’Italia ha un chiaro interesse a seguire la questione. L’obiettivo spiegato a più riprese dal sottosegretario Bruno Tabacci, che ha la delega per il settore, è “instaurare un dialogo più strutturato con la Commissione europea, e poi un rapporto trilaterale con Francia e Germania che restituisca all’Italia il suo ruolo paritario”. È il “tavolo a tre gambe” voluto da Tabacci, anche per limitare gli allunghi francesi e ri-equilibrare i rapporti di forza, preservando il ruolo e le eccellenze della Penisola.

Il tema è delicato. Oltre la possibile competizione interna su lanciatori europei, la sfida maggiore è la competizione con i campioni americani (SpaceX in testa) e con l’ascesa cinese.

Un paio di settimane fa Tabacci ha incontrato a Roma il commissario europeo Thierry Breton, che presiede il settore per l’Ue. In questa occasione, Breton ha notato che il comparto dei lanciatori è interessato da “notevoli cambiamenti economici e tecnologici, accompagnati da una diminuzione dei prezzi commerciali dei vettori extra-Ue dovuta, lo sappiamo tutti, a massicci sussidi governativi”. Per il commissario serve una “strategia lungimirante che vada oltre gli interessi nazionali”. Di più: “Abbiamo fantastici lanciatori europei, competitivi sulla scena globale, ma gli standard sono attualmente in fase di ridefinizione al di fuori dell’Europa”. Dunque, “credo che serva una strategia più offensiva e aggressiva”, passando per “un’alleanza per i lanciatori per avere una tabella di marcia condivisa per la prossima generazione di lanciatori dell’Ue”.

A seguire il tema con attenzione c’è Avio, l’azienda di Colleferro che realizza il vettore Vega e il motore P120C che dovrà spingere i futuri lanciatori europei (Vega C e Ariane 6). La scorsa settimana l’Esa ha assegnato all’azienda un contratto da 118,8 milioni di euro per assicurare l’evoluzione del lanciatore made in Italy oltre il 2025, segnando l’inizio di una nuova fase nello sviluppo del Vega E che, novità, sarà dotato di uno stadio in più a ossigeno-metano liquido.

Lo Spazio (e i lanciatori) tra Italia e Francia. Giorgetti sente Le Maire

Dopo il vertice di marzo a Roma, Giancarlo Giorgetti e Bruno Le Maire si sono sentiti telefonicamente per parlare nuovamente di Spazio. Il colloquio (con focus sui lanciatori) è avvenuto a pochi giorni dalla visita a Parigi del collega tedesco Peter Altmaier. Ecco cosa si muove in Europa…

 

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