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Emma Bonino ha detto che riprenderà la strada con i militanti di +Europa. Ma al congresso del partito che raccoglie molti degli ex pannelliani tra cui il segretario Benedetto Della Vedova e il presidente Riccardo Magi, nel fine settimana, è successo qualcosa in più. “Abbiamo gettato le basi per il rilancio del campo progressista, sfruttando la forza federativa di +Europa. Tendendo una mano al Pd, offrendogli l’alternativa al giogo populista grillino”.

A parlare è Fabrizio Ferrandelli, dirigente del partito e regista di “buona parte dell’innovazione avvenuta all’interno del gruppo dirigente di + Europa”. La sua visione è abbastanza chiara e parte dal presupposto che senza il Pd il campo progressista non può avere domani. Fermo restando che i democratici “si sfilino dall’alleanza con il Movimento 5 Stelle e che dimostrino sui temi la loro forza riformista”. E, dice Ferrandelli, “in questo momento converrebbe a loro per primi”. Anche perché il questa fase l’agenda politica del segretario dem Enrico Letta, così come la linea del partito “è piuttosto confusa”.

Il rischio che vede per il Partito Democratico è che “seguendo i grillini, si trovi ad essere una grande forza, ma inservibile al Paese per imprimere la svolta di cui ha bisogno”. Già, secondo lui, il movimento fondato da Beppe Grillo non ha incontrato ostacoli nel Pd su temi dirimenti fra i quali il reddito di cittadinanza e il taglio dei parlamentari.

Ora il terreno di gioco, o di scontro, diventa quello della Giustizia. “Noi abbiamo sempre avuto un’idea molto chiara. Dal Pd ora ci aspettiamo che non prenda una china giustizialista per tirare la volata ai grillini”. Sulla riforma Cartabia “pur nella consapevolezza della complessità e della diversità delle forze che sostengono questo Governo – così Ferrandelli – attendiamo un segnale chiaro da parte dei democratici”.

Dunque se alleanza sarà, si costruirà sui temi. Tra questi “c’è quello del lavoro: metteremo alla prova il Pd per capire se si è trasformato nel partito dei sussidi o se invece condividerà con noi la necessità di sostenere chi crea impresa, chi crea reddito e chi produce ricchezza”. Stesso discorso vale per il Pnrr e per il ddl Zan.

“Sono scettico in ordina alle proposte che il Pd potrà portare avanti – così Ferrandelli – tuttavia auspico che quantomeno non ci sia indifferenza in ordine ai nostri progetti, a partire dalla digitalizzazione”. Il disegno di legge a tutela della comunità Lgbt “malgrado non sia il miglior disegno di legge della storia crediamo che sia fondamentale da approvare: il passo avanti questo Paese lo deve fare. E il Pd non può e non deve cedere”.

Malgrado a Ferrandelli non piacciano le divisioni novecentesche di destra e sinistra, fa presente che, per la realizzazione di questo rassemblement centrista, “il partner privilegiato è il gruppo di Azione guidato da Calenda”. Di Italia Viva “non apprezziamo la schizofrenia sulla linea politica, ma è sicuramente un soggetto politico con il quale abbiamo condiviso diverse esperienze”. Eventuali abboccamenti, rapporti e progetti da condividere sono da rimandare a dopo il periodo delle amministrative. Anche perché, fino a quella data, i giochi sono fatti.

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