Skip to main content

Usque ad sidera, usque ad inferos. Pur non immaginando i razzi e le sonde spaziali, i romani avevano ben chiaro che il dominio della proprietà può estendersi dagli inferi alle stelle e che il proprietario ha il diritto di goderne e disporne fatti salvi i limiti e gli obblighi imposti dall’ordinamento. Nel caso del diritto spaziale l’ordinamento è la legge spaziale che trae le sue origini nella Guerra fredda. Nel giro di pochi anni, soprattutto Usa e Urss promossero una serie di trattati internazionali per regolamentare quello che era stato conclamato come l’ultimo dominio di confronto tra due visioni del mondo e i due blocchi antagonisti: si iniziò nel 1967 con la firma del trattato per l’esplorazione e l’utilizzazione dello spazio extra-atmosferico, seguito nel 1971 dalla Convenzione sulla responsabilità per i danni causati dagli oggetti spaziali e nel 1974 dalla Convenzione sulla registrazione degli oggetti spaziali.

Tutti, temendo che l’avversario avrebbe utilizzato lo spazio per scopi offensivi come l’uso di armi nucleari, s’impegnarono affinché la diplomazia promuovesse la pace e mantenesse lo spazio neutrale. Quel diritto spaziale internazionale e quel regime dei trattati sono rimasti in gran parte costrutti teorici, ma oggi con l’evoluzione della Space economy da una parte, e con le nazioni sempre più preoccupate per gli effetti del cambiamento climatico, della sovrappopolazione e dell’esaurimento delle risorse dall’altra, quelle leggi non sono più sufficienti. La conseguenza è che molti Paesi, Stati Uniti in testa, hanno cominciato a legiferare su questo tema tenendo ben presenti i propri interessi strategici e le proprie capacità tecnologiche.

Non a caso da quando negli ultimi anni della presidenza Trump c’è stato un forte impulso allo sfruttamento strategico, oltre che economico, delle orbite terrestri, il Congresso a Washington ha condotto una frenetica attività legislativa. Di pari passo, a causa dell’indurimento delle relazioni tra Washington e Mosca e la notevole affermazione spaziale della Cina, lo stesso comando della Space force Usa si è ritagliato un ruolo-guida nel definire il linguaggio e la posizione degli Stati Uniti sulla risoluzione in discussione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite che richiede “norme, regole e principi di comportamenti responsabili” nello spazio.

Il problema, come al solito, con le precedenti risoluzioni delle Nazioni Unite è che non erano vincolanti, nonostante per decenni fossero arrivate all’Onu e ad altre organizzazioni richieste e proposte per trovare una via d’uscita a questo stallo diplomatico. La Cina e la Russia, due potenze spaziali, nell’ultimo decennio hanno presentato proposte di trattato per vietare le armi nello spazio ma gli Stati Uniti le hanno respinte come inaccettabili. Che oggi a livello internazionale ci sia una rinnovata consapevolezza del valore geopolitico delle attività spaziali, e delle conseguenti opportunità di crescita economica, è stato dimostrato dal comunicato finale del G7 in cui si parlava anche di spazio. All’interno della cooperazione internazionale lo spazio ha rappresentato uno strumento formidabile di politica estera per perseguire diversi e rilevanti obiettivi di sviluppo socioeconomico, nonché di pace e di sicurezza.

La storia delle attività spaziali ha dimostrato, infatti, che chi ha investito nella ricerca e nei programmi spaziali ha potuto beneficiare di competitività economica ed eccellenza nel campo dell’innovazione e della ricerca scientifica e tecnologica. Nonostante viviamo in un tempo difficile per la cooperazione internazionale, spesso messa in discussione da più parti, questa rimane pur sempre una delle nostre migliori risorse per affrontare le sfide più complesse legate allo sviluppo dell’umanità, ricordandoci del destino comune del genere umano sulla Terra, la meravigliosa e fragile astronave sulla quale navighiamo e che dobbiamo preservare per le generazioni future.

C’è quindi bisogno di regole in materia di sicurezza spaziale, di meteorologia spaziale, mitigazione dei detriti e difesa planetaria, perché non solamente lo spazio non deve diventare un cimitero di rifiuti satellitari, ma l’avventura della sua esplorazione deve essere organizzata in maniera ordinata. Al G20 che si terrà in autunno, e che vedrà l’Italia presidente di turno, il tema dell’accesso allo spazio e del suo governo si porrà con forza rilevante.

Se i grandi operatori, come sono Europa, Stati Uniti, Cina e Russia, si limitassero a guardare allo spazio come a un nuovo far west, davanti a noi ci sarebbe un futuro gramo. Parlare di spazio, specie durante una crisi pandemica è anche antidepressivo ed è come ci librassimo in alto sopra le difficoltà quotidiane. Ma è compito dei governi tenere i piedi per terra: il tema dello spazio come bene comune per l’umanità è decisivo, perché nello spazio ognuno di noi vede la propria proiezione naturale, avvertendo un senso di profondità che va oltre la stessa condizione umana.

Space law, la riforma che serve alla Terra. Scrive Tabacci

Di Bruno Tabacci

La rinnovata consapevolezza internazionale del valore geopolitico delle attività spaziali ha bisogno di regole che ne disciplinino l’utilizzo, in modo che lo Spazio non si trasformi in un far west anarchico e pericoloso. Il G20 di Roma, in autunno, sarà l’occasione per affrontare il tema. Dalla rivista Airpress, l’analisi di Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche spaziali

Le Agorà e gli errori che il Pd si porta appresso dalla nascita. Scrive Mayer

Se il Pd vuole valorizzare i contributi di simpatizzanti e amici, eviti di frustrare le aspettative di quanti si avvicineranno alle Agorà come già accaduto durante la sua gestazione nel 2007. Il commento di Marco Mayer

Tutti i "trucchi tecnologici" per raggiungere l'obiettivo zero emissioni

La strada per la neutralità carbonica è lastricata di soluzioni alternative al mero taglio delle emissioni. Alcune promettenti, altre improbabili, altre già una rivoluzione. Dai sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio alla carne coltivata in laboratorio

Il Pnrr, l'Ue e il problema del pre-finanziamento. Scrive Paganetto

Insieme alla soddisfazione per l’avvio di un processo decisivo per le sorti della nostra economia vanno citati alcuni aspetti da non dimenticare, a partire dai 25 miliardi “anticipati” da Bruxelles. Il commento di Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia Tor Vergata

Vaccini, green pass e libertà individuali. Per Celotto non ci sono dubbi

Lo Stato ci può costringere a vaccinarci? Ci può costringere ad andare al ristorante o a prendere un treno solo con il green pass? Sia i nostri ordinamenti che la Consulta sono abbastanza chiari sul confine tra salute pubblica e libertà individuali. Il parere del costituzionalista Alfonso Celotto

 

Caos afgano. Rapita la figlia dell’ambasciatore in Pakistan

Di Gabriele Carrer ed Emanuele Rossi

Rapita la figlia dell’ambasciatore afgano in Pakistan. È soltanto l’ultimo episodio di una tensione tra Kabul e Islamabad che rischia di sfociare di una nuova guerra civile

Gli Usa "deviano" la Via della Seta investendo nei porti greci. Mentre in Italia...

Per contrastare la crescente influenza economica globale della Cina, Washington ha capito che deve investire lì dove la Via della Seta prova a conquistare infrastrutture strategiche. I cantieri navali di Elefsina stanno per tornare a nuova vita, grazie al governo degli Stati Uniti che punta a riammodernarlo come “controcanto” al Pireo, in mano a Cosco China

Tra Bergoglio e Ratzinger, cosa significa l'abbandono della messa in latino

Rispetto ai tempi dell’antico messale la Chiesa è cambiata. Prendere atto del cambiamento è importante. Ma il cambiamento non sta solo in una formula. È tutta una visione che cambia, non si tratta soltanto di usare il latino. La riflessione di Riccardo Cristiano

Perché Putin si traveste da storico e (ri)scrive il rapporto tra russi e ucraini?

Il presidente (con i suoi ghostwriter) pubblica un testo che ricostruisce la storia delle popolazioni russe e ucraine. Forse vuole mettere in discussione i confini attuali? O intende riaprire il confronto con Kiev, con cui, oltre alla Crimea e alla situazione nel Donbass, è aperta ancora la partita del transito del gas e del debito ucraino verso Mosca? Le riflessioni di Giovanni Savino (Accademia presidenziale russa, Mosca)

La ripartenza (col Pnrr) passa dallo Spazio. Il punto di Giorgio Saccoccia

Di Giorgio Saccoccia

Il Pnrr costituisce l’occasione che, nella sua straordinarietà, farà compiere al nostro Paese un ulteriore significativo passo in avanti nello Spazio. La Space economy sarà volàno per una ripresa sostenibile. Dalla rivista Airpress, il punto di Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana

×

Iscriviti alla newsletter