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L’Indonesia, uno dei Paesi con una enorme biodiversità, con 120 milioni di ettari di superficie forestale ovvero il 64% della superficie totale, si prende e continuerà a prendersi la propria responsabilità nel proteggere la biodiversità.

FAUNA SELVATICA

Nel 2018, l’Indonesia ha emanato un regolamento per proteggere 116 specie vegetali e 788 specie di fauna selvatica. Sono 25 le specie di fauna selvatica a rischio di estinzione attualmente oggetto di un programma di incremento demografico.

Gli sforzi per aumentare la popolazione di queste specie selvatiche prioritarie in via di estinzione comprendono: la realizzazione di inventari ed il monitoraggio della popolazione; la gestione dell’habitat; la conduzione di campagne di sensibilizzazione; l’attuazione di misure per migliorare la protezione e la sicurezza di queste specie; la concertazione di meccanismi di risoluzione dei conflitti; facilitare il salvataggio, la riabilitazione e il rilascio della fauna selvatica tenuta illegalmente in cattività, nonché lo sviluppo di database di monitoraggio. L’incremento di queste popolazioni è stato ottenuto attraverso la nascita nei loro habitat naturali (insitu) o in cattività (exsitu).

Durante il 2019 e il 2020, sono state registrate le nascite di 101.240 singole specie di fauna selvatica. Dal 2015 il governo indonesiano, in collaborazione con altri paesi, ha salvato con successo 19 oranghi vittime del commercio illegale di animali selvatici. Dal 2015 al 2019, i rimpatri in Indonesia sono stati pari a 1.795 singoli animali.

Nel periodo 2015-2019 sono state intraprese anche attività di salvataggio della fauna selvatica e rilasci in natura. Durante questo periodo, sono stati salvati un totale di 917 animali selvatici e 101.061 singoli animali sono stati rilasciati in libertà.

La conservazione consiste in tre attività principali: protezione, studio e utilizzo sostenibile. L’utilizzo sostenibile delle specie vegetali e animali selvatiche è soggetto alle disposizioni vigenti.

AREE AD ALTO VALORE DI CONSERVAZIONE

Sottolineando l’importanza di uno spazio equilibrato in cui vivere per tutti gli esseri viventi del pianeta, l’Indonesia implementa il concetto di One Health (Una Sola Salute) a diversi livelli. A livello di ecosistema, l’Indonesia ha designato circa 51 milioni di ettari di aree protette (27,34 milioni di ettari di aree prevalentemente terrestri sono gestiti dal ministero dell’Ambiente e delle Foreste e 23,38 milioni di ettari di aree prevalentemente marine sono gestiti dal ministero degli Affari marittimi e della Pesca). L’Indonesia sta anche rafforzando la Funzione della Foresta ad Alto Valore di Conservazione (HCVF) identificata nell’ambito delle concessioni di risorse e consolidando habitat frammentati ai fini della sopravvivenza delle specie. Le Aree ad Alto Valore di Conservazione sono indicate come “aree ecosistemiche essenziali” (Kawasan Ekosistem Esensial, KEE).

Gli sforzi volontari hanno portato alla creazione di 61 unità KEE attraverso vari processi, con 1.016.523 ettari attualmente identificati in tutta l’Indonesia. I KEE includono ecosistemi delle zone umide, corridoi faunistici, Aree ad Alto Valore di Conservazione, parchi di biodiversità, aree di conservazione gestite dalla comunità, aree che supportano e sono tipicamente adiacenti ad aree di conservazione e tipologie di ecosistemi vulnerabili, minacciati ed unici.

Le attività di protezione nelle unità KEE includono la protezione dell’area, la conservazione della biodiversità, il ripristino dell’ecosistema e l’utilizzo sostenibile, tutte basate sulle normative esistenti.

GESTIONE COMUNITARIA DELLE AREE DI CONSERVAZIONE

Una gran parte della popolazione indonesiana dipende ancora in modo significativo dalle risorse forestali. Dei 74.954 villaggi in Indonesia, più di 25.800, ossia il 34 per cento del totale, vivono all’interno o ai margini dell’area forestale. La gestione della conservazione delle foreste su base comunitaria può essere ottenuta sviluppando attività di ecoturismo su base comunitaria.

IMPEGNO INTERNAZIONALE

L’Indonesia ha ratificato la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) nel 1994. A livello nazionale, la convenzione è attuata attraverso la Strategia ed il Piano d’Azione Indonesiani per la Biodiversità (IBSAP).

L’Indonesia ha presentato il suo 6° Rapporto Nazionale al Segretariato della CBD nel 2019. Questo Rapporto Nazionale spiega fino a che punto l’Indonesia ha attuato gli Obiettivi della Biodiversità della Convenzione di Aichi, che si sono conclusi nel 2020.

L’Indonesia ha anche ratificato diversi accordi relativi alla CBD Convention, tra cui il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza nel 2004 e il Protocollo di Nagoya sull’Accesso alle Risorse Genetiche e la Giusta ed Equa Condivisione dei Benefici derivanti dall’Utilizzo delle Risorse della Biodiversità nel 2013. Come manifestazione del proprio impegno nei confronti del Protocollo di Cartagena, l’Indonesia ha istituito una Biosafety Clearing House nel 2001, ancor prima di ratificare il Protocollo nel 2004. Nel 2010 l’Indonesia ha istituito la Commissione sulla Biosicurezza per i Prodotti Geneticamente Modificati (Komisi Keamanan Hayati Produk Rekayasa Genetik), che risponde direttamente al Presidente. Per supportare l’attuazione del Protocollo di Nagoya, nel 2018 il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste ha emanato un Regolamento relativo all’Accesso alle Risorse Genetiche delle Specie Selvatiche e alla Partecipazione agli Utili derivanti dal loro Utilizzo.

Come ulteriore manifestazione dell’impegno del governo nei confronti della CBD Convention, nel 2002 è stata istituita dal Ministero dell’Ambiente e delle Foreste una Biodiversity Clearing House (BK Kehati), come previsto dalla Convenzione. Il gruppo di lavoro BK Kehati, composto da rappresentanti di diversi ministeri e istituzioni, è stato istituito nel 2016.

Durante la COP 14 del CBD Convention tenutasi il 25 novembre 2018 a Sharm el-Sheikh in Egitto, l’Indonesia ha ricevuto un Gold Award dal CBD Secretariat. Questo premio è un riconoscimento formale e un incoraggiamento ai paesi membri della CBD per lo sviluppo ed il miglioramento dei loro meccanismi di Clearing House, che funzionano come fonti di informazioni sull’attuazione della CBD a livello nazionale.

L’Indonesia ha anche ratificato la Convenzione di Ramsar nel 1991. Ad oggi, sette zone umide indonesiane sono state designate come siti Ramsar, coprendo 1.372.976 ettari di zone umide.

Infine, sulla trasparenza dell’accesso alle informazioni, l’Indonesia ha sviluppato un sistema chiamato SiPongi, un sistema di monitoraggio degli incendi boschivi e terrestri. L’Indonesia ha anche sviluppato un sistema chiamato Simontana o sistema nazionale di monitoraggio delle foreste, che viene utilizzato per monitorare le condizioni della foresta ed il suo cambiamento, compresa la deforestazione o il degrado del suolo.

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