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Passaggio di consegne italiano alla guida della missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere (Eubam) in Libia. Secondo un cambio atteso da tempo, Natalina Cea sarà la nuova direttrice dell’Eubam sostituendo Vincenzo Tagliaferri, il cui mandato era scaduto il 30 settembre — il rinnovo è stato rimandato per evoluzioni interne mosse da alcuni membri Ue.

La nomina di Cea alla guida di una missione cruciale per il controllo dei confini libici, e dunque per il tema di sicurezza nazionale italiana collegato all’immigrazione, si inserisce in un quadro complessivo che vede Roma snodo di dinamiche collegate più o meno direttamente alla crisi in Libia.

Su questo colonne, l’ambasciatore Pasquale Ferrara ha per esempio raccontato il suo nuovo ruolo di inviato speciale della Farnesina per la Libia, spiegando che la sua funzione sarà di fare da facilitatore del dialogo intra-libico e internazionale. Un ruolo che l’Italia sta indubbiamente svolgendo, anche considerando i recenti appuntamenti che hanno visto la leadership libica incontrarsi con i vertici della missione Onu, Unsmil, e con quelli del governo italiano.

Dalla stabilizzazione politica libica, di cui il dialogo onusiano si sta occupando con costanza dopo la consolidazione del cessate il fuoco di ottobre, passa anche la soluzione del problema migratorio, quesitone che ha interessato direttamente l’Italia ma è un elemento critico per l’intera Unione europea.

Eubam, acronimo di European Union Border Assistance Mission, è stata istituita nel 2013 per supportare la capacità delle autorità libiche di migliorare la sicurezza delle loro frontiere terrestri, marittime e aeree a breve termine e per sviluppare una più ampia strategia di gestione integrata delle frontiere (IBM) a lungo termine. Eubam è complementare alla Unsmil, istituita nel 2011 su richiesta delle autorità libiche per sostenere le nuove autorità di transizione del paese nei loro sforzi postbellici – che sono tutt’ora in corso.

Uno degli obiettivi della missione europea è, collaborando con le autorità libiche, smantellare le reti criminali organizzate coinvolte nel traffico di migranti, nella tratta di esseri umani e nel terrorismo. Le reti criminali che muovono il traffico di esseri umani sono un problema che riguarda direttamente l’Italia, imponendo una questione di sicurezza nazionale su cui lavora il Viminale e non solo. La questione è stata parte delle discussioni tra la ministra italiana Luciana Lamorgese e il vicepremier libico Ahmed Maiteeg, nel loro incontro a Roma dei giorni scorsi.

Cea da più di 20 anni opera in Italia come funzionario di alto livello. È stata direttrice dell’Ufficio cooperazione internazionale e assistenza tecnica dell’Amministrazione doganale italiana, e sul piano internazionale ha già guidato missioni, programmi e progetti nel settore della sicurezza civile. Le viene riconosciuta internazionale la capacità nel campo della gestione delle frontiere e delle relative questioni collegate.

Chi è Natalina Cea, alla guida della missione Ue per le frontiere libiche

La funzionaria italiana, che vanta un’esperienza ventennale nel settore della sicurezza civile, guiderà la missione per il controllo delle frontiere con cui l’Ue fornisce assistenza al governo libico. Questione al centro dell’interesse di sicurezza nazionale per l’Italia

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