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Come evolvono la minaccia e i rischi nel contesto spaziale degli ultimi anni, dove le infrastrutture e i sistemi spaziali hanno assunto un ruolo esponenzialmente rilevante per l’economia, la sicurezza e la difesa degli Stati membri dell’Unione europea?

L’Italia è attrezzata, all’interno dello Stato maggiore difesa, di una struttura interamente preposta alle operazioni spaziali al fine di adattare lo strumento militare anche al dominio riconosciuto sin dal 2019 dalla Nato come una nuova dimensione della conflittualità, come testimoniato dal generale Luca Capasso, comandante dell’Ufficio generale spazio.

Il concetto di security by default contraddistingue l’approccio dell’Agenzia spaziale europea rispetto alla crescente incidenza dei servizi spaziali i quali hanno espanso il loro raggio di applicazione includendo modi operativi duali, cioè ad appannaggio del mondo civile ma potenzialmente utilizzabili anche in un contesto di sicurezza. Secondo l’ingegner Massimo Mercati (head of security office, DG-X European Space Agency) questi strumenti dual-use includono servizi di navigazione satellitare protetta e autenticata, sistemi di telecomunicazione satellitare sicuri, servizi legati alla osservazione della Terra.

Fondamentale è accrescere la consapevolezza rispetto alla crescita esponenziale dell’importanza raggiunta dai servizi offerti dai sistemi spaziali, accompagnata da una altrettanto rapida evoluzione tecnologica. Tale condizione, secondo il generale Capasso e l’ingegner Mercati, ha portato i sistemi spaziali stessi a diventare il bersaglio “potenziale” di organizzazioni criminali ben strutturate, che agiscono per fini non solo economici, ma anche terroristici e geopolitici.

In questo senso, Leonardo (attore strategico e infrastruttura critica allo stesso tempo) gioca un ruolo fondamentale per garantire una posizione rilevante dell’Italia in tale contesto, attraverso un rapporto consolidato con attori istituzionali nazionali ed europei. Tommaso Profeta, direttore della divisione cybersecurity di Leonardo, sottolinea il continuo impegno del gruppo nell’assicurare una filiera sicura nonché una fiducia insita nel modello aziendale, che opera nel contesto della sicurezza nazionale e della difesa.

Che la crescente minaccia cyber stia convergendo con la dimensione spaziale, a tal punto che le nazioni si troveranno di fronte alla crescente necessità di dover agire su più fronti, con la conseguenza di dover adottare un approccio strategico olistico è un punto evidenziato anche dal generale Roberto Mazzolin, chief cyber security strategy di Rhea Group. In quest’ottica Rhea si pone come un attore che punta a valorizzare il concetto di sicurezza non solo nazionale ma anche europea e transatlantica.

La Commissione europea, attraverso la definizione di una strategia di sicurezza legata ai programmi spaziali dell’Unione, ha fissato gli obiettivi e i requisiti minimi di sicurezza che i progetti spaziali devono implementare, per assicurare un controllo del rischio che risulti accettabile. In quest’ottica, Mercati sottolinea come l’Esa, attore leader nel settore spaziale in Europa, è perfettamente allineata con i principi, i requisiti e gli obiettivi espressi dal concetto strategico dell’Unione europea.

A tal proposito, vale la pena ricordare come in coordinamento con le agenzie nazionali per la sicurezza in Europa è stata generata una nuova strategia di sicurezza per le attività e i progetti spaziali, volta a garantire una gestione coordinata, sinergica e in linea con il panorama di sicurezza internazionale.

La strategia è stata poi declinata in policy, standard e requisiti, che una volta implementati, possono garantire un’adeguata protezione delle attività e dei sistemi spaziali in termini di confidenzialità, integrità e disponibilità. Quindi l’Esa, mediante la creazione di un ambiente in cui sviluppare sistemi sicuri, in cui l’analisi del rischio e il processo di accreditamento rivestono un ruolo centrale, si è posta sin da subito l’obiettivo di garantire un approccio di security by default a livello di procedure e di prodotti.

Non è un caso se l’Eso, in coordinamento con tutti i direttorati Esa, ha generato una nuova policy di cybersecurity in linea con i principi espressi dall’Unione europea e ha lanciato una visione trasversale della cybersecurity seguita da una serie di procurement mirati in materia. L’Esa in questo modo si pone l’obiettivo di implementare un ambiente artificiale dove poter simulare e emulare qualsiasi progetto spaziale analizzandone il relativo profilo di rischio e Ie potenziali minacce associate. In questo modo, gli operatori potranno effettuare training speciali in materia e validare reali procedure operative a fronte di scenari di threat simulation. Al fine di rafforzare le proprie capacità operative e di collaborazione con i partner internazionali, l’Esa si doterà di un super Soc capace di monitorare e gestire le vulnerabilità di sistemi spaziali e condividere tali informazioni con i propri partner, con gli Stati membri e con le agenzie associate.

L’Esa in questo modo dimostra ai suoi Stati membri la grande attenzione che ha verso l’evoluzione dei programmi spaziali, la loro importanza per l’economia e la sicurezza dell’Europa, stimolando al tempo stesso la ricerca tecnologica in campo spaziale e assicurando all’Europa l’alto valore tecnologico anche in termini di sicurezza dei propri sistemi contro nuove minacce che possano minarne la disponibilità, l’integrità e la confidenzialità dei dati e delle infrastrutture.

In questo frangente, in linea con quanto raccomandato sia dal generale Capasso e dall’ingegner Mercati, che con quanto auspicato da Profeta e Mazzolin, l’Italia è chiamata a giocare un ruolo strategico, al fine di garantire il proprio contributo a livello europeo e internazionale, nonché rafforzare le capacità del Sistema Paese nel contesto spaziale.

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