Skip to main content

Tranne qualche eccezione, i dati di tutto il mondo dimostrano che la distribuzione dei vaccini presenta dovunque serie difficoltà. Non sono circostanze facili per nessuno e in Italia non facciamo eccezione. Di sicuro c’è bisogno di visione politica che il presidente del Consiglio Mario Draghi, in misura maggiore dei partiti che lo sostengono, sta cercando di imprimere.

Visti i numeri attuali e quelli pregressi, relativi alla app Immuni (con oltre 10,3 di download e meno di 13.000 persone con contagio individuate) e ai banchi a rotelle (che ancora non sono arrivati in tutte le scuole a metà anno scolastico avanzato), i risultati della gestione precedente non sono propriamente incoraggianti.

Certo è che non si possono scaricare tutte intere le responsabilità sulla figura del Commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri.

Il presidente Draghi in Europa si fa rispettare, mentre in Italia è inevitabilmente costretto a mediare tra tante componenti, non tutte consapevoli e non sempre responsabili. Secondo me, in una materia così delicata, potrebbe essere importante il ruolo del sottosegretario all’intelligence Franco Gabrielli, che unisce diverse competenze: dall’esperienza di responsabile della Protezione civile a quella di capo della Polizia, fino a quelle di direttore del Sisde e dell’Aisi.

Il tema è, infatti, di assoluta rilevanza per la sicurezza nazionale. Occorrono visioni chiare e centralizzate, puntualizzando il ruolo delle Regioni in quanto il modello istituzionale sta dimostrando tutta la sua inefficienza, con conseguenze negative sulla ripresa economica e sociale. Va poi constatato che l’utilizzo dell’esercito e delle forze di polizia ha dato buoni frutti, così come andrebbe meglio impiegata la Protezione civile guidata da Fabrizio Curcio. In questo modo, si accentuerebbero le responsabilità del comparto della sicurezza nazionale nel piano vaccinale. Infatti, non tutte le strutture pubbliche e private concepiscono e realizzano il bene comune, in quanto alcune stanno gestendo la pandemia come un’opportunità per loro stesse e non come un problema della collettività.

Come si può constatare, ancora una volta il tema della sicurezza nazionale è quello principale in questa pandemia. E mi permetto di insistere sul disagio sociale che, soprattutto in alcune aree urbane e in determinati territori, al Sud come al Nord, potrebbe rappresentare un problema rilevante, combinato con le strategie delle mafie che stanno infiltrando sempre di più il tessuto economico e si stanno già organizzando per utilizzare le opportunità del Recovery fund.

Per tale ragione, Draghi intende affrontare la situazione con indirizzi chiari. Va aggiunto, per onestà intellettuale, che in Italia la struttura burocratica e i vincoli legislativi sono quelli che sono, chiunque governi.

Il piano vaccini di Draghi? Inizia con le nomine della Sicurezza

Nel ritardo culturale dei partiti, Draghi con Gabrielli (007) e Curcio (Protezione civile) sembra andare nella direzione di affidare la responsabilità del piano vaccinale al comparto della sicurezza nazionale. Il commento di Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence

Ancora morti e feriti in Myanmar. La condanna dell'Ue e dell'Italia

In Myanmar proseguono le manifestazioni anti golpe militare che ai primi di febbraio ha spodestato la leader civile Aung San Suu Kyi. Morti e feriti nella giornata di oggi si sommano agli arresti delle ultime settimane. L’Ue non sta a guardare, e promette “misure in risposta a questi sviluppi”

Serve un dipartimento per la Sicurezza. La proposta di Perego (FI)

Di Matteo Perego di Cremnago

La nomina di Gabrielli sia il primo passo verso l’istituzione del Dipartimento per la Sicurezza della Repubblica sul modello degli Usa. La proposta di Matteo Perego di Cremnago, deputato di Forza Italia

La lettera di Buffett. Allarme su bond e inflazione. Mai scommettere contro gli Usa

Un “futuro cupo” per fondi pensione e obbligazioni a lungo termine. La ripresa economica vuol dire anche un rischio di aumento di inflazione e una Fed che cambia le sue strategie. Tra errori e operazioni mancate, il decano di Omaha ha comunque garantito agli azionisti decine di miliardi di utili. E li avverte: non scommettete contro l’America

Il vento di Francesco arriva in Libano. Nel pieno di un "golpe strisciante"

Il discorso del Patriarca davanti a migliaia di libanesi (davvero molte migliaia) è stato così coraggioso da segnare uno spartiacque nella storia del pensiero del cristianesimo orientale, sempre orientato a piegarsi alla protezione del sultano di turno per paura di una fine peggiore. Ora basta, ha detto

Giovannini e il nuovo Mims, l'Italia può fare un salto nel futuro

Il nuovo Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili dovrà fare un salto politico, culturale, tecnologico e industriale gigantesco. Ma Giovannini è la figura giusta, e l’Italia oggi è nelle condizioni di poter lanciare un ponte verso il futuro. Perché ne abbiamo le capacità e le competenze. L’opinione di Erasmo D’Angelis, già sottosegretario al Mit

Biden disfa la tela di Trump anche in Medio Oriente

Al centro della nuova politica mediorientale americana c’è la combinazione di due scelte di fondo. La prima è quella di ricostruire il rapporto con l’Iran. La seconda è in favore del sostanziale svuotamento dall’interno della strategia sfociata nei cosiddetti accordi di Abramo. L’analisi di Germano Dottori, consigliere scientifico di ”Limes”

Renzi risponde sull'Arabia Saudita. La reazione di Cottarelli

Con una Enews il senatore di Rignano ha risposto a 5 domande sull’intervista al principe ereditario dell’Arabia Saudita bin Salman. Carlo Cottarelli, consulente del ministro Brunetta, propone una legge che vieti compensi per i parlamentari al di fuori dello stipendio

Pasdaran alla guerra in Medio Oriente, tra missili e destabilizzazione

I Pasdaran portano avanti la loro opposizione al governo Rouhani anche mobilitando le milizie regionali per compiere attacchi e far ricadere le responsabilità indirette sull’Iran e complicare ogni forma di dialogo

Cybersecurity e salute. Kamala Harris si prepara a candidarsi nel 2024?

Tecnologia e salute globale sono i due dossier su cui sta lavorando la vicepresidente Harris, grazie anche all’esperienza maturata in Senato. Con un occhio al 2024

×

Iscriviti alla newsletter