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C’è aria di cambiamento all’Eliseo. Dopo due mandati, il presidente Emmanuel Macron non potrà candidarsi e i suoi collaboratori cercano un’alternativa per il futuro. Il giovane politico ha solo 48 anni ma è costretto ad andare a casa, come impone la riforma costituzionale del 2008.

Le elezioni presidenziali francesi di aprile (o maggio) del 2027 sono uno degli appuntamenti più importanti per l’Europa, e non solo. Sebbene la strada sia ancora lunga, ancora non c’è ancora un candidato per il blocco dei moderati che sia capace, se non di vincere in un primo turno, di battersi con il candidato dell’estrema destra nel secondo appuntamento alle urne.

Il voto in Francia è il più eccezionale degli ultimi decenni, sostiene il quotidiano El Pais, e costituisce un apice sul quale dipenderà gran parte della politica dell’Occidente. Gilles Gressani, direttore della rivista Grand Continent, ha spiegato al Pais che le conseguenze di queste elezioni saranno rilevanti per tutto il mondo: “Sarà una campagna segnata dalle questioni internazionali, qualcosa di relativamente strano, per la scelta di un presidente della Repubblica. Ma anche perché si cerca un capo dell’esercito. Il dibattito pubblico e quello politico sono molto lontani, ma gli elettori si renderanno conto in qualche momento che la persona che occuperà l’Eliseo potrebbe dovere prendere una decisione di una gravità estrema e affrontare rotture molto profonde”.

Ma chi sono i possibili candidati, finora, alla guida della Francia? Per il partito di destra Rassemblement National la sua leader Marine Le Pen (con il 34%) dei consensi secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Odoxa) o il suo delfino, il giovane Jordan Bardella (38%). Le Pen attende la sentenza definitiva a luglio per capire se sarà inabilitata per la politica. In quel caso, prenderà il suo posto il politico trentenne.

Nello scenario politico francese c’è anche Édouard Philippe, volto del “macronismo” dopo Macron. L’ex primo ministro e sindaco di Le Havre è presidente del gruppo di centro Horizons e gode di un consenso del 36%, secondo il sondaggio Odoxa.

Nel lato della sinistra hanno espresso interesse a correre per la presidenza Raphaël Glucksmann, fondatore di Place publique e il socialista Olivier Faure. Anche l’ex presidente François Hollande potrebbe ricandidarsi.

Le divisioni nella sinistra francese danno forza al leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, unico nome sicuro, che ieri ha confermato la candidatura.

Cercasi candidati (non di destra) per l’Eliseo

Manca ancora tempo per le elezioni presidenziali del 2027, ma l’importanza di questo voto è trascendentale non solo per i francesi. Dalla destra, che ancora è incerta se potrà candidare Marine Le Pen (salvo sentenza definitiva di inabilitazione) o Jordan Bardella, alle divisioni della sinistra in altomare… lo scenario è pericolosamente incerto

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