Skip to main content

Le perturbazioni politiche in Ucraina proseguono, e anzi si dirigono nella direzione opposta rispetto a quella iniziale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infatti annunciato un profondo riassetto ai vertici delle Forze armate, rimuovendo il comandante in capo Oleksandr Syrskyi e nominando al suo posto il generale Mykhailo Drapatyi. L’annuncio è arrivato nel corso di un discorso televisivo serale, nel quale Zelensky ha spiegato che Drapatyi guiderà una riorganizzazione della struttura di comando dell’esercito, con l’obiettivo di adattare le Forze armate alle esigenze di una guerra che prosegue ormai da oltre quattro anni. Nel salutare Syrskyi, il presidente ha ricordato il suo ruolo nella difesa di Kyiv durante le prime fasi dell’invasione russa e nella pianificazione dell’offensiva ucraina nella regione russa di Kursk nell’estate del 2024. “Abbiamo percorso una lunga strada. La difesa dell’Ucraina continua e ogni soldato merita di essere trattato con rispetto”, ha dichiarato Zelensky, ringraziando il generale uscente e tutti i militari impegnati al fronte.

La sostituzione di Syrskyi rappresenta anche una risposta alle crescenti pressioni interne. Negli ultimi giorni migliaia di persone erano scese in piazza a Kyiv e in altre città per protestare contro il licenziamento di Mykhailo Fedorov, l’ex ministro della Difesa rimosso dal suo incarico nei giorni scorsi, una delle figure più popolari del governo ucraino e considerato l’artefice della trasformazione tecnologica delle Forze armate. I manifestanti avevano chiesto il suo reintegro entro venerdì, minacciando proteste a tempo indeterminato in caso contrario. E, non a caso, assieme alla notizia del licenziamento di Syrskyi è trapelata quella secondo cui il capo dello Stato ha offerto un nuovo incarico di primo piano a Fedorov. Non è chiaro quale posizione abbia in mente Zelensky, ma secondo indiscrezioni della stampa ucraina Fedorov avrebbe preferito tornare al ministero della Difesa, tuttavia ormai affidato a Yevhen Khmara, ex comandante delle forze speciali.

L’ex-titolare del dicastero della difesa ha accolto con favore la nomina di Drapatyi, definendola “una ventata di aria fresca e una nuova speranza nella lotta delle persone libere per la libertà e la giustizia”. Secondo Fedorov le aspettative dell’opinione pubblica dovranno tradursi in una strategia chiara per concludere la guerra, nella salvaguardia della vita dei soldati, nell’automazione del fronte, nello sviluppo di capacità di attacco asimmetriche e nell’indebolimento dell’economia russa.

La nomina del nuovo capo delle Forze armate viene letta anche come un rafforzamento dell’ala favorevole all’innovazione tecnologica. Drapatyi è infatti considerato vicino a Fedorov, con il quale condivide la visione di un esercito maggiormente orientato all’impiego di droni, sistemi automatizzati e gestione dei dati. Proprio questo approccio aveva alimentato negli ultimi mesi un duro confronto con Syrskyi, esponente di una concezione più tradizionale della conduzione delle operazioni militari.

Drapatyi gode di un’ampia reputazione all’interno delle Forze armate ucraine. Attualmente comandante del gruppo delle Forze congiunte, combatte contro la Russia fin dal 2014 ed è diventato una figura simbolica durante i primi scontri a Mariupol, quando guidò un veicolo da combattimento attraverso una barricata eretta dai miliziani filorussi.

Syrskyi lascia, arriva Drapatyi. La svolta militare di Zelensky (guardando a Fedorov)

Annunciato il cambio al vertice delle Forze armate ucraine, con Drapatyi a sostituire Syrskyi. Un segnale alla piazza mobilitata per Fedorov, al quale Zelensky ha offerto un nuovo incarico di primo piano

Libano, così Aoun lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano

Dopo l’incontro con Trump, il presidente libanese Joseph Aoun delinea una strategia che lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano, al controllo del territorio da parte dell’esercito e alla ricostruzione guidata dallo Stato. Una scommessa per rilanciare sovranità, stabilità e pace. L’analisi di Riccardo Cristiano

Washington avvisa Roma. Allarme sugli accordi privati per l’AI cinese

Washington guarda con crescente preoccupazione agli accordi industriali che ruotano attorno all’AI cinese. Il timore è che siano il mercato e le partnership tra imprese, prima ancora della politica, a consolidare l’ecosistema tecnologico di Pechino in Europa. L’Italia è tra i Paesi attenzionati, e questo potrebbe avere implicazioni per Roma

In Germania è febbre da panda bond. A chi fa gola il debito cinese

Le imprese tedesche sembrano avere un grande appetito di obbligazioni sovrane cinesi, percepite più come un’opportunità che un pericolo. E anche il Brasile è in prima linea

Modelli fuori controllo, OpenAI fa mea culpa. Così l’AI è riuscita a violare Hugging Face

La startup comunica che due suoi modelli, GPT-5.6 e uno ancor più potente che deve ancora rilasciare, hanno hackerato Hugging Face. Si tratta di un incidente pericoloso, che mette sempre più in risalto l’urgenza di contromisure

Revisione prontuario farmaceutico. Tutti i nodi in sospeso

Sulla revisione del prontuario Schillaci annuncia un confronto con Aifa, mentre da maggioranza, opposizione e società scientifiche arrivano le richieste di cautela

Lo spazio italiano cresce tra capitali, satelliti e nuove tecnologie

La crescita dello spazio italiano passa da tre leve complementari. Maggiore accesso al credito per le imprese, nuove infrastrutture capaci di aumentare la produzione satellitare e operazioni industriali che ampliano le competenze tecnologiche. Le iniziative di Intesa Sanpaolo, Space Industries e Officina Stellare mostrano così un settore che prova a superare la frammentazione e a trasformare innovazione e specializzazione in capacità produttiva, investimenti e gruppi più strutturati

Perché l'intelligenza artificiale è la public utility del futuro. L'analisi di Cerra

L’Istat certifica una crescita della produttività dello 0,3 per cento l’anno dal 1995. La Banca d’Italia stima che l’intelligenza artificiale possa valerne oltre uno. Tre riforme, un Comitato al Cnel e la partita europea del calcolo. L’analisi di Rosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale

Uno scudo democratico contro le interferenze russe. La proposta di Picierno (Spazio Pubblico)

Dalla propaganda russa alle interferenze elettorali, Pina Picierno avverte: l’Italia è uno dei “ventri molli d’Europa”. La proposta di legge per uno “scudo democratico” punta a rafforzare la difesa dello spazio informativo senza comprimere la libertà di espressione. La risposta alla guerra ibrida passa anche da un’Europa più forte, capace di trasformare la sovranità condivisa in una strategia di sicurezza. Conversazione con la vicepresidente del Parlamento europeo e promotrice di Spazio Pubblico

Leonardo-Baykar, è nato il primo player euro-turco nel campo dei droni

Da Farnborough è arrivato il via libera definitivo a Lba Systems, la joint venture che unirà le forze di Leonardo e Baykar. Il primo lotto è già in produzione negli stabilimenti italiani e il nuovo gruppo si presenta già con un catalogo completo di piattaforme unmanned. Un’intesa basata sulla complementarità, che da vita a un soggetto unico nel panorama europeo

×

Iscriviti alla newsletter