Skip to main content

Va bene, ha vinto il Sì. Ora è il turno di riceverne qualcuno in cambio. Tommaso Nannicini, economista, senatore dell’area riformista del Pd, tra i promotori del referendum sul taglio dei parlamentari, ha le idee chiare. Tanto da stilare una lista di desiderata per continuare l’alleanza di governo con i Cinque Stelle. Si parte dalla politica estera, con un 5G sicuro, anzi al sicuro, dalle aziende cinesi accusate di spionaggio dagli Stati Uniti.

Nannicini, partiamo dal tema caldo, il 5G. Lei ha detto che servono due paletti: lasciare fuori le potenze autoritarie e scommettere sulla rete per creare sviluppo. A che punto siamo?

L’incontro a Palazzo Chigi è stato interlocutorio, ma ha indicato la strada giusta. A quei due paletti, poi, se ne deve aggiungere un terzo, per me scontato, per altri no. Non dobbiamo cadere nella superstizione di chi sostiene, senza prove, che il 5G faccia danni alla salute.

Domanda secca: le aziende cinesi devono essere escluse dalla rete core?

Non ho gli strumenti per valutare un’esclusione parziale o totale. So che qui c’è un tema politico. Sul 5G le ragioni economiche e tecnologiche devono essere soppesate assieme a quelle di sicurezza nazionale. Nessuno nega la necessità di rapporti commerciali e culturali con la Cina. Ma evitiamo di mettere la testa sotto la sabbia: parliamo di una potenza non democratica, che investe in tecnologia per aumentare la sua influenza geopolitica.

Nel comunicato Palazzo Chigi fa sapere che l’Italia cerca una soluzione europea al 5G. Non c’è il rischio che Bruxelles sia usata come parafulmine?

Il rischio c’è, se non interpretiamo la centralità dell’Europa come qualcosa che ci riguarda. Giusto fare scelte comuni con i partner europei. Un po’ meno dire: ci pensa l’Ue, e nel frattempo andare a braccetto con i cinesi. L’interesse nazionale è una priorità da vivere dentro l’Europa. Credo che il governo ne sia convinto.

Lunedì a Roma arriva il segretario di Stato americano Mike Pompeo. Il Dipartimento di Stato ha un programma per lavorare a un 5G sicuro con gli alleati, Clean Networks. L’Italia dovrebbe valutare un’adesione?

Sì, ci si può lavorare. Purché si tenga conto del quadro europeo, e delle linee guida della Commissione Ue.

Il compromesso sul 5G è la prima “rivincita” del Pd dopo il patto per il Sì al referendum?

Non una rivincita, ma un accordo di governo. Per il primo anno il Pd è andato troppo a rimorchio dei Cinque Stelle: regionali o non regionali, l’andazzo doveva cambiare. La lista di cose da fare è lunga.

Le priorità?

Rivoluzioni copernicane nella Pa, nel welfare, nella scuola e nella formazione, per rilanciare la crescita e abbandonare una logica assistenzialista e di breve periodo. Cancellare i decreti Salvini e superare la Bossi-Fini. Usare il Mes per rafforzare la sanità territoriale. Fare correttivi istituzionali che diano un senso al taglio dei parlamentari.

Giancarlo Giorgetti dice che il proporzionale, così, è “un disastro”.

Non ha tutti i torti. Anche sulla legge elettorale vanno messi paletti. I cittadini dovrebbero pretendere due cose dai partiti. Numero uno: devi dirmi prima con chi vuoi governare, magari in un secondo turno elettorale. Numero due: devi dirmi chi mandi in Parlamento a rappresentarmi, scrivendo tu un solo nome sulla scheda o permettendomi di sceglierlo. Una riforma di questo tipo accompagnerebbe lo schema bipolare emerso dalle regionali senza forzare ammucchiate. Pd e Cinque Stelle sono molto diversi (e per me dovranno continuare a esserlo), un doppio turno darebbe equilibrio anche alla loro alleanza tattica.

Nannicini, una curiosità. Il rimpasto si fa o no?

È davvero un tema secondario. Se non sono chiare le priorità, i nomi contano poco. Puoi anche mettere in campo Maradona, ma se è un campo da tennis non fa la differenza. Si cominci a usare di più e meglio il Parlamento, piuttosto che giocare al totogoverno.

Dal 5G (senza cinesi) al Mes, così il Pd detta la linea. Parla il Sen. Nannicini

Va bene, ha vinto il Sì. Ora è il turno di riceverne qualcuno in cambio. Tommaso Nannicini, economista, senatore dell'area riformista del Pd, tra i promotori del referendum sul taglio dei parlamentari, ha le idee chiare. Tanto da stilare una lista di desiderata per continuare l'alleanza di governo con i Cinque Stelle. Si parte dalla politica estera, con un 5G…

Il poker di Zaia, Toti, De Luca ed Emiliano. Il barometro di Arditti

Più mediatici e più popolari dei partiti d’appartenenza: ufficialmente sono presidenti di Regione ma oramai li chiamano governatori proprio come i loro omologhi statunitensi. Nei mesi scorsi è intervenuta perfino l’Accademia della Crusca a bacchettare la stampa italiana per l’abuso linguistico. Eppure, la scelta lessicale non è casuale. Il vocabolario della politica muta a seconda della fase storica e in…

Resurrezione centrista? Prognosi riservata ma... La versione di Rotondi

Le elezioni regionali hanno cambiato il quadro politico più di quanto si prevedesse alla vigilia. A sorprendere è stata anzitutto la partecipazione al voto, per nulla fiaccata dall’effetto Covid. L’abbinamento del turno regionale col referendum, poi, ha regalato un ulteriore imprevisto: è stato il referendum a trainare le regionali, e non viceversa, come si era pensato. Ma le vere sorprese…

Conte, Draghi e il governo ombra (di centrodestra). Parla Zennaro

Il centrodestra? “Dovrebbe fare un governo ombra, se vanno sparpagliati finiscono in un vicolo cieco”. Cinque Stelle? “È la nuova Italia dei valori”. Si fa fatica a stargli dietro, ad Antonio Zennaro. Deputato del Gruppo Misto, abruzzese, ex grillino, membro del Copasir, è un profluvio di idee. Saranno queste regionali che hanno rimescolato le carte e contro ogni pronostico imbullonato…

Perché l’intesa con gli Usa è un fatto storico. Parla Vittori (da Washington DC)

“La firma del joint statement tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e l’amministratore della Nasa Jim Bridestine pone le basi per la collaborazione tra Italia e Stati Uniti nell’era della Space economy”. Parola di Roberto Vittori, astronauta, generale dell'Aeronautica militare, e space attaché all'ambasciata italiana negli Stati Uniti, che Formiche.net ha raggiunto per commentare la dichiarazione d'intenti…

Andare sulla Luna con gli Usa. L’impatto geopolitico spiegato da Spagnulo

In un momento storico di crescente competizione extra-atmosferica, il joint statement tra Italia e Stati Uniti assume “una notevole valenza geopolitica”, a cui tuttavia occorrerà dare “un concreto prosieguo strategico”. Parola di Marcello Spagnulo, ingegnere, analista aerospaziale, presidente di Marscenter e autore di Geopolitica dell’esplorazione spaziale (Rubbettino, 2019), in cui ha dedicato un capitolo proprio al tema del possibili viaggi…

Chi è Amy Cony Barrett, la scelta di Trump per la Corte suprema

Donald Trump ha scelto: i più autorevoli media Usa sono concordi nell’indicare che il presidente sta per annunciare la decisione di rimpiazzare il giudice Ruth Bader Ginsburg alla Corte suprema con Amy Coney Barrett. La Barrett, 48 anni, cattolica, madre di sette figli, due dei quali adottivi, è giudice della corte d’appello di Chicago ed è stata assistente alla Corte…

Perché Trump ha scelto Barrett per la Corte suprema. Scrive Martino

Nel gergo politico statunitense, la sorpresa d’ottobre è un evento inaspettato in grado di influenzare il risultato delle elezioni presidenziali. In un anno pieno di eventi tanto imprevedibili quanto importanti, anche questo mese di settembre, ormai agli sgoccioli, ha da poco prodotto una sua vera e propria “sorpresa d’ottobre”. La morte del giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg ha…

Parigi, se la pandemia non ferma il terrorismo. L'analisi di Marone (Ispi)

Diciottenne, pachistano di Islamabad arrivato in Francia tre anni fa, già noto alle forze dell'ordine francesi perché fermato in possesso di un  sosetto nel giugno scorso, ma non schedato come estremista; anzi chi lo conosce dice che non avrebbe. È il profilo sintetico di Ali H., l'assalitore che ha ferito gravemente un uomo e una donna davanti al murales che ricorda…

Dopo i Rafale francesi anche gli F35? Così la Grecia punta tutto sulla difesa

Come si sta mescolando, nella crisi del gas del Mediterraneo orientale, la diplomazia teutonica e americana con il nuovo progetto per la Difesa ellenica? Dopo i 18 Rafale francesi (acquistati per 2 miliardi di euro), probabilmente arriveranno ad Atene anche gli F-35: così la Grecia si sta preparando alla più grande riforma della sua Difesa dell'ultimo ventennio, anche a causa…

×

Iscriviti alla newsletter