Skip to main content

I giocatori professionisti seguono una regola: non far sedere al loro tavolo uno sconosciuto perché sanno per esperienza che si perde non paga, ma se vince li manda tutti in bolletta. È un po’ la storia di Giuseppe Conte, un signor Nessuno preso dalla “vigna a far da palo” e portato al Quirinale da Sergio Mattarella che lo incaricò (a proposito dei poteri del Capo dello Stato, che la destra vorrebbe manomettere) di formare il governo.

Nei primi tempi, quando parlava in Aula, si rivolgeva ai suoi vicepresidenti chiedendo apertamente la loro approvazione, poi, poco per volta, ha imparato il mestiere del grande trasformista. Fu Conte a liquidare Matteo Salvini quando chiedeva, forte di un risultato elettorale, i “pieni poteri”. Da allora il leader della Lega ha iniziato un declino che sta riducendo il suo partito ai minimi termini.

Poi, con un giro di valzer, Conte presiedette un secondo governo con una diversa maggioranza ed era pronto a un terzo, se non si fosse messo di traverso Matteo Renzi. Ma il M5S continuò a far parte del governo in carica e il suo leader, che nel frattempo si era liberato di Beppe Grillo, si assunse persino la responsabilità di mandare a gambe all’aria il governo Draghi, nonostante che l’ex banchiere godesse di un apprezzamento universale.

Oggi Conte si candida a portare il campo largo a sfidare Giorgia Meloni e lo fa con una determinazione che non consente alternative nella convinzione di essere lui a vincere nel ricorso alle primarie. È in questo quadro che si spiega la particolare sottolineatura di un punto programmatico introdotto nel dibattito come una conditio sine qua non per un’alleanza con le altre forze sedicenti progressiste.

Conte sa che questa posizione è prevalente nel potenziale elettorato di un costituendo campo largo ed è consapevole del fatto che Elly Schlein non ha la medesima libertà di manovra se vuole preservare l’unità del Pd e non discostarsi troppo dalla linea dei socialisti europei. A prescindere dal merito (gli argomenti usati per difendere questa posizione sono vili e vergognosi), sul piano tattico il leader del M5S è in una botte di ferro, in quanto la sua posizione su questo passaggio cruciale è molto più vicina all’idea di Trump che a quella di Giorgia Meloni, la quale è costretta a tener conto dell’alleato di Conte all’interno della maggioranza (quel Matteo Salvini che incassa gli elogi dell’ambasciatore russo), per non parlare del generale.

L’inquilino della Casa Bianca è arrivato ad incolpare del caro petrolio la resistenza dell’Ucraina a Putin e gradirebbe certamente un’Europa che, dopo le elezioni del 2027, esprimesse governi pronti ad abbandonare Kiev al suo destino, magari attraverso una vittoria del campo largo in Italia, mentre in Francia, comunque andassero le cose, Putin vincerebbe sia con Marine Le Pen sia, ancor più, con Jean-Luc Mélenchon.

Insomma, Giuseppe Conte ha il vento in poppa. Da giocatore spregiudicato, consapevole di non avere nulla da perdere, continua imperterrito nel bluff che ha messo i compagni di merende con le spalle al muro.

Nell’accolita della segretaria del Pd si pongono le seguenti domande: davvero Conte è disposto a insistere fino alla rottura sulla convocazione delle primarie e sulla richiesta di inserire nel programma comune lo stop all’invio di armi all’Ucraina? E noi, si chiede Elly, che cosa facciamo? Andiamo a vedere il suo gioco o pronunciamo la sola parola (“passo”) che un grande attore del muto come Buster Keaton disse in un film sonoro?

Anche in politica è come in amore: chi ama di più è il sottomesso e deve soffrire, scrive Thomas Mann in Tonio Kröger.

Il bluff di Conte e le scelte obbligate del campo largo. I dubbi di Cazzola

Sul piano tattico il leader del M5S è in una botte di ferro, in quanto la sua posizione su questo passaggio cruciale è molto più vicina all’idea di Trump che a quella di Giorgia Meloni, la quale è costretta a tener conto dell’alleato di Conte all’interno della maggioranza (quel Matteo Salvini che incassa gli elogi dell’ambasciatore russo), per non parlare del generale. L’opinione di Giuliano Cazzola

Casa e banca, cosa rassicura i risparmiatori italiani (e cosa no)

Dall’indagine di Intesa sulle scelte finanziarie degli italiani emerge un timore crescente verso il rischio e l’investimento. Mattone e istituti di credito continuano a rappresentare le certezze della vita quotidiana. E il contante non ne vuole sapere di andare in pensione

Amodei chiede di rallentare sull’IA, ma la guerra non aspetta. Il commento di Caruso

Di Ivan Caruso

La proposta di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si scontra con la competizione strategica e con le esigenze operative della difesa. Il vero nodo non è tecnologico, ma riguarda la gestione dei dati classificati e la cooperazione tra alleati. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

L'Europa tira un pacco alla Cina. La diga Ue contro il fashion del Dragone funziona

Da quando lo scorso luglio Bruxelles ha imposto dazi fino a tre euro sui plichi sotto i 150 euro provenienti da Oriente, le spedizioni di piccola taglia dal Dragone sono state dimezzate. A dimostrazione che quando l’Ue ci si mette, i risultati si ottengono

Due satelliti europei in orbita con Vega-C. Il contributo italiano da Avio a Leonardo

Con il volo VV30, Vega-C ha portato in orbita Sentinel-3C e FLEX, due missioni europee dedicate all’osservazione della Terra. Il lancio coinvolge diversi segmenti della filiera spaziale italiana: Avio come responsabile del vettore e del servizio di lancio, Thales Alenia Space come prime contractor dei satelliti e Leonardo nella realizzazione di strumenti scientifici di bordo

Chi è il professore di ballo cubano accusato di sabotaggio in Europa

Un’indagine internazionale segue le tracce del cubano Oemis Romagoza, professore di salsa e bachata, accusato di arruolare cittadini latinoamericani per compiere atti di sabotaggio a favore della Russia

 

Droni e sicurezza europea, cosa racconta il nuovo intervento dei caccia italiani nei Baltici

Nella notte, un drone ha violato lo spazio aereo della Lituania ed è stato abbattuto da due Eurofighter italiani decollati dalla base di Šiauliai. Il velivolo sarebbe entrato dalla direzione della Bielorussia, ma origine e modello restano da accertare. È il secondo episodio in poche settimane che vede protagonisti i caccia italiani nei cieli baltici, proprio mentre il ministro Crosetto visita i contingenti italiani impegnati sul fianco Est della Nato

I signori dell’IA possono fermare l'IA? Ecco perché la risposta riguarda tutti noi. Scrive Palmieri

Di Antonio Palmieri

Dobbiamo trasformare il ciclo dell’allarmismo, nel ciclo della consapevolezza e della responsabilità, ciascuno per quello che può fare, laddove si trova. Come ricorda il Papa nella Magnifica Humanitas, “nessuno è senza responsabilità. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì – non altrove – è chiamato a scegliere.”. Diamoci da fare. La riflessione di Antonio Palmieri, cofondatore e presidente della Fondazione Pensiero Solido

Più autonomia all'intelligence. La risposta europea alle nuove minacce

Dalla Germania ai Paesi Bassi, fino alla nascita del nuovo servizio d’intelligence estera svedese, diversi governi europei stanno ampliando strumenti e prerogative dei propri apparati. A spingere il cambiamento sono sabotaggi, cyberattacchi e spionaggio attribuiti soprattutto a Russia e Cina e non solo…

Emma Bonino al Cairo, una pagina da non dimenticare per i diritti delle donne

Di Emma serbo molti ricordi: il caratteraccio, i rimproveri duri, il confronto aperto, ma anche i complimenti e la stima. Spero che la sua esperienza in Egitto, proprio per la sua portata esemplare, occupi un posto centrale nelle future iniziative di studio e testimonianza dedicate alla sua straordinaria leadership politica. Il ricordo di Marco Mayer

×

Iscriviti alla newsletter