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Forse, a restar fermi, si facevano meno danni. Il crollo della produzione industriale nel 2019 certificato dall’Istat (il primo in cinque anni), era prevedibile secondo Massimo Garavaglia, ex viceministro dell’Economia in quota Lega, oggi deputato del Carroccio. Garavaglia ne ha un po’ per tutti e tutto. Il problema è che il governo giallorosso ci ha messo il carico da novanta, con politiche economiche sballate e scelte fiscali infelici che hanno messo in fuga gli investitori.

Garavaglia, l’Istat ci dice che la nostra industria è inciampata nel 2019. Disastro annunciato?

Tutto molto prevedibile. I dati odierni me li aspettavo, ma le azioni del governo l’hanno resi ancora più pesanti. La Germania è ferma, la Cina anche, il nostro modello a vocazione export è molto legato a queste due economie e dunque ne paghiamo le conseguenze. Fin qui le colpe esterne. Poi ci sono le responsabilità politiche ovvero l’azione dell’esecutivo, latitante in tutto e per tutto sul fronte della crescita e che ha peggiorato il tutto.

Però il 2020 si è aperto con taglio del cuneo fiscale a imprese e lavoratori da 3 miliardi…

Poca roba, sono cose che lasciano il tempo che trovano. Dove sono i fondamentali? Il taglio del cuneo è una partita di giro che non ha avuto nessuna influenza. Anzi. Il calo della nostra produzione è figlio di una mancanza di aspettative creata dalla manovra d’autunno, questa è la verità.

La spieghiamo meglio?

Ci sono scelte nella legge di Bilancio presentata a fine settembre che hanno spaventato gli investitori e gli imprenditori a cominciare dal terrorismo fatto con sugar e plastic tax. E abbiamo visto il settore della gomma e della plastica i danni che ha avuto. E poi c’è stato un messaggio subliminale nella manovra, ‘tasse e manette’. Mi riferisco all’evasione. Per non parlare delle ritenute obbligatorie sugli investimenti, per chi fa infrastrutture, anche quello un bel freno. Infine la marcia indietro sulla flat tax, che ha spinto in molti a passare al nero. Tutto questo ha spinto gli investitori a decretare l’allontanamento dal nostro Paese, con evidenti ripercussioni sulla nostra produttività. Molto semplice.

Allora proviamo a dare atto a questo esecutivo di aver impresso una svolta green alla politica economica. Il green new deal.

Mi faccia essere politicamente scorretto. Ci dicono di passare all’elettrico, bellissimo. Ma nel frattempo convinciamo chi ha quattro soldi a comprare una macchina che costa quattro volte tanto, al posto della Panda?

Garavaglia, torniamo alle tasse. C’è un cantiere Irpef aperto. Ora non mi dirà che non bisogna riformare l’Irpef…

Che l’Iperf sia da riformare è arcinoto, il problema è che hanno fatto un guazzabuglio del quale non capiscono niente nemmeno gli addetti ai lavori. E sono sicuro che una riforma dell’Irpef fatta dal Pd e dal 5 Stelle porterebbe solo guai.

C’è chi ha fatto notare come sia meglio eliminare l’Imu sulle seconde case invece che intervenire sull’Irpef. Lei che dice?

Le rispondo che in un Paese come il nostro, che vede il trasferimento della ricchezza sotto forma di abitazione, un governo dovrebbe favorire questo aspetto, non c’è dubbio. E invece abbiamo un’elite che pensa sia intelligente tassare la casa. Questo è un Paese di risparmiatori, non lo dimentichiamo

Pochi giorni fa Fitch ha detto che il governo potrebbe non durare fino a fine legislatura. Proviamo a dare una speranza di vita, dimenticandoci per un attimo di essere della Lega?

Senza fare del tifo, io penso che il Paese non può continuare a tenersi un governo incapace di decidere. Siamo alla quinta recessione di dieci anni, abbiamo sì le pmi migliori del mondo, ma senza un governo che decide e si assume le sue responsabilità non andiamo da nessuna parte. Più il governo delle tasse insiste ad andare avanti, più l’economia italiana va a picco. Il Pil è a zero. Ma di che parliamo?

E la prima scelta quale sarebbe?

Un decreto che tolga tutte lo storture di questo Paese, lasciando le imprese libere di investire e cittadini altrettanto.

Garavaglia se le dico prescrizione?

Stiamo sempre a pensare agli imputati, ma vogliamo pensare alle vittime? Fare la riforma Bonafede vuol dire non dare mai giustizia a chi la chiede. Una barbarie.

Se metti gli investitori in fuga la produzione crolla. La versione di Garavaglia (Lega)

Forse, a restar fermi, si facevano meno danni. Il crollo della produzione industriale nel 2019 certificato dall'Istat (il primo in cinque anni), era prevedibile secondo Massimo Garavaglia, ex viceministro dell'Economia in quota Lega, oggi deputato del Carroccio. Garavaglia ne ha un po' per tutti e tutto. Il problema è che il governo giallorosso ci ha messo il carico da novanta,…

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