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“Un Paese che non investe in sicurezza mette a rischio la sua economia e la sua libertà”. A parlare è Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, intervenuta oggi all’inaugurazione del Cybersecurity Co-Innovation Center di Cisco Italia al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Presenti all’evento, assieme ad Agostino Santoni, amministratore delegato Cisco Italia, e Chuck Robbins, presidente e Ceo di Cisco, anche Roberto Baldoni, vice direttore generale del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) con delega alla cyber-security; Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia; Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale del Comune di Milano; e Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo. Ha voluto essere presente, seppur con un videomessaggio per altri impegni, anche il primo cittadino di Milano, il sindaco Beppe Sala.

Il ministro Pisano, sottolineando che “il problema non è la tecnologia ma l’utilizzo che se ne fa”, ha spiegato la necessità di investire in sicurezza informativa evidenziando numeri impietosi: le piccole aziende, ha illustrato il ministro, investono in media 3.000 euro l’anno, le più grandi tra i 20.000 e i 30.000: “ma è ancora troppo poco”. Che cosa fare? Focalizzarci sulla formazione dei cittadini, sviluppare le competenze interne alle aziende ma anche collaborare, e farlo tra gli stakeholder ma anche a livello internazionale perché la sicurezza informativa “è un problema pari al cambiamento climatico e alla sfida dell’immigrazione”, ha evidenziato la Pisano.

Il presidente Robbins ha spiegato che “Milano è prioritaria nel nostro piano di investimenti”. Del rapporto tra la multinazionale e il capoluogo lombardo ha parlato l’ad italiano Santoni, che ha evidenziato come il rapporto sia sbocciato in occasione di Expo 2015, quando il gruppo ha gestito ben 500.000 cyber-attacchi durante i sei mesi della manifestazione, e maturato attraverso la collaborazione con le università milanesi Bocconi e Politecnico ma anche con il Comune. 

“Con questo centro, Cisco vuole contribuire a rendere l’Italia un Paese più sicuro. Perché un Paese più sicuro è anche più competitivo”, ha detto l’ad Santoni. Che ha anche sottolineato come l’Italia sia un Paese che subisce molti attacchi per via del suo tessuto industriale basato sulle piccole e medie imprese ma anche per l’alto livello di proprietà intellettuale. 

Come risponde il governo a queste sfide? “La miglior tecnologia possibile minimizzando il fattore di rischio” è l’obiettivo dietro la nascita del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, che a metà novembre ha ottenuto il via libera definito dalla Camera, ha spiegato Baldoni. Ma il perimetro e la Golden power, ha tenuto a evidenziare il vice direttore del Dis, va intenso soprattutto che hub innovativo: “Messo appunto, sarà un riferimento per l’innovazione in Italia” viste le necessità di sicurezza che sorgeranno legate al ruolo che l’Italia vorrà avere nella sfida tecnologica. “Un’Italia più cybersicura è più forte economicamente e geopoliticamente” in un futuro in cui la forza si valuterà nella “resilienza che sapremo dare alle nostre infrastrutture che subiranno attacchi in forme sempre più ibride, tecnologica ma anche economica”, ha concluso Baldoni.

Se fossimo in Israele, un Paese all’avanguardia in questo settore, parleremmo di ecosistema della cybersicurezza: istituzioni (nello Stato ebraico ha un ruolo fondamentale l’esercito, elemento centrale però della vita in generale) ricerca e industria assieme per l’innovazione e la sicurezza. È questo l’obiettivo di Cisco per l’Italia con il nuovo centro di Milano.

Il nuovo centro, infatti, è parte della rete mondiale Cisco ed è il primo in Europa dedicato principalmente alla sicurezza IT e alla privacy e dialogherà con le realtà di Innovation Exchange, rete di luoghi dedicati all’innovazione diffusa sul territorio nazionale. Il Museo diventerà una delle Cisco Networking Academy. Inoltre, qui verranno offerti corsi che i giovani ma anche per chi vuole riqualificarsi con le competenze del futuro e Cisco donerà attrezzature tecnologiche e inserendo, inoltre, il Museo nel suo progetto di responsabilità sociale “A Scuola di Internet”, rivolto a bambini e ragazzi per un uso sicuro e consapevole del web.

Robbins, giunto a Milano apposta dal World economic forum di Davos, ha sottolineato il fatto che il 5G avrà un impatto rivoluzionario sulla vita di tutti noi, della portata di quello avuto in passato dal 4G. Ma se da una parte ci sono grandi opportunità, dall’altra c’è la necessita “di concentrarci sulla sicurezza informatica”. Per questo “dobbiamo insegnare alle persone, ai ragazzi a difendersi dagli attacchi”, ha aggiunto: ecco perché quello inaugurato oggi nel capoluogo lombardo è un Co-Innovation Center e non soltanto un Innovation Center, perché serve collaborazione tra aziende, governi e cittadini, ha concluso Robbins.

Cyber, perché Cisco investe a Milano (e la Pisano plaude)

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