Skip to main content

Diciamocelo chiaramente: questo momento storico-politico non ha paragoni nella storia repubblicana. Nemmeno il contrasto al terrorismo fu così pervasivo della vita e delle libertà di ciascuno di noi. Una sfida pesantissima che piegherebbe le gambe a chiunque e che risulterebbe difficilissima da gestire per qualsiasi leader, anche per Craxi o Berlusconi (nessuna simpatia politica, semplicemente i leader dei 2 governi più lunghi del dopoguerra), figuriamoci per una maggioranza complicata come quella che sostiene Giuseppe Conte.

Dopo questa necessaria premessa, non si possono non notare gli errori commessi da inizio crisi, che hanno determinato una percezione confusionaria del momento. Innanzitutto, le scelte iniziali con le riunioni presso la protezione civile senza che fossero prese misure gravi come il momento che plasticamente veniva rappresentato. Poi il pasticcio dei decreti anticipati alla stampa da qualche “manina” con conseguente e prevedibile effetto panico nei cittadini che hanno assaltato supermercati e stazioni, con un effetto esattamente contrario a quanto voluto. Infine, un certo protagonismo iniziale di Conte che oramai più di 20 giorni fa andò in tutte le trasmissioni televisive, inclusa quella di Barbara D’Urso, a raccontare le prime (inefficaci) misure di contenimento relative al focolaio lombardo. Negli ultimi giorni Conte ha fatto tesoro delle critiche, cambiando radicalmente la sua comunicazione.

Nella diretta Facebook (e qui già c’è la prima innovazione), Conte, con una quinta di bandiere italiane e un azzurro rassicurante (seconda innovazione), si è rivolto agli italiani direttamente e in modo molto chiaro, senza far trapelare nulla prima e puntando innanzitutto a rassicurare sulla continuità da parte dei supermercati degli approvvigionamenti alimentari. Sfruttando la finestra di Overton (schema di comunicazione-persuasione per rendere normale un’idea altrimenti inaccettabile) Conte sta cercando di cambiare la sua comunicazione e quella del governo, facendo tesoro dei molti errori commessi finora.

Errori che però riguardano un po’ tutti: alzi la mano chi ha capito se le mascherine servono o meno. E i guanti sono efficaci? E che dire della virologa dell’ospedale Sacco di Milano che ancora pochi giorni fa insisteva sul fatto che il Covid-19 è poco più di un’influenza? O, ancora, cosa pensare dell’affermazione di Silvo Brusaferro, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità che ha detto: “I morti accertati per Coronavirus sono 2”? 2? E gli altri 1264 riportati dalla Protezione Civile cosa sono? Fake news? Per non parlare degli hashtag #Milanononsiferma et similia o degli appelli a uscire e aprire tutto lanciati nei giorni passati da Salvini a Zingaretti. Messaggi contraddittori che hanno ingenerato lassismo, menefreghismo e finanche panico negli italiani.

Ora, per fortuna, il messaggio sembra calibrato meglio, anche con campagne efficaci come quella lanciata dal parlamentare Filippo Sensi #iorestoacasa. E, tutto sommato, confrontandoci, per esempio, con la Francia in cui 5 giorni fa si è svolta una mega convention di puffi, gli italiani stanno rispondendo bene all’emergenza. In fondo gli italiani sono meglio di come li si dipinge, solo che per dimostrarlo hanno bisogno di sfide epocali.

La comunicazione sul coronavirus migliora. Tutti gli errori commessi

Di Piero Tatafiore

Diciamocelo chiaramente: questo momento storico-politico non ha paragoni nella storia repubblicana. Nemmeno il contrasto al terrorismo fu così pervasivo della vita e delle libertà di ciascuno di noi. Una sfida pesantissima che piegherebbe le gambe a chiunque e che risulterebbe difficilissima da gestire per qualsiasi leader, anche per Craxi o Berlusconi (nessuna simpatia politica, semplicemente i leader dei 2 governi…

coronavirus, Li Wenliang

Covid19, la libertà e le scorciatoie autoritarie cinesi. La visione di Cristiani (Gmf/Iai)

La crisi del coronavirus si sta trasformando, e da questione prettamente sanitaria è ora divenuta anche una questione geopolitica di portata globale. La Cina, centro di irradiazione di quella che l’Oms ha ufficialmente definito una pandemia l’11 Marzo, sta ora usando il know-how acquisito in questi mesi, il fatto che i contagi siano diminuiti grazie alle misure draconiane messe in atto…

Un'Europa pavida

Mentre si stavano moltiplicando gli appelli (tra i quali quello firmato da oltre 500 intellettuali e politici europei, capeggiati da Prodi, Letta, Lamy, Baron Crespo, etc) perché l’Europa cogliesse l’opportunità dell’eurogruppo di domani per ampliare la sfera d’intervento del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, i Capi di Stato e di Governo hanno deciso di derubricare la discussione sul MES…

Nessuno tocchi la Cina. I cinguettii del capo di Huawei Italia (anche contro Trump)

L’intervista rilasciata dal presidente di Huawei Italia Luigi De Vecchis a DigitEconomy.24 per lo speciale coronavirus curato da Luiss Business School e Il Sole 24 Ore sta facendo discutere il mondo della politica. E non tanto per lo scontro tra il colosso cinese e il Copasir quanto più per l’interesse dimostrato da De Vecchis per l’emergenza coronavirus. Nell’intervista ha spiegato che…

Abbiamo speso bene in Sanità? I conti di Pennisi

La pandemia del Covid-19 ha finalmente posto i riflettori sulla politica e sulla spesa sanitaria, un argomento che spesso riceve meno attenzione di quanto dovrebbe a ragione sia del fatto che è in gran misura di competenza regionale sia perché ci siamo abituati ad un servizio sanitario nazionale che, grazie allo sforzo di medici, infermieri ed operatori sanitari, è fondamentalmente…

Covid19, vi spiego come agisce il Tocilizumab. Parla Porrini (Roche)

Il farmaco per l’artrite reumatoide prodotto da Roche che sembra dare buoni risultati per il trattamento della polmonite da Covid-19, noto con il nome di tocilizumab, sarà fornito gratuitamente a tutte le Regioni che ne faranno richiesta fino alla fine dell’emergenza. Sebbene non sia indicato per la cura del nuovo coronavirus, è stato utilizzato in Cina su qualche decina di…

Scegliere chi curare? Il criterio (anche in emergenza) è la proporzionalità

Il numero dei casi di Covid-19 al di fuori della Cina è aumentato di 13 volte e il numero di Paesi colpiti è triplicato. Ci sono più di 118mila  casi in 114 Paesi e 4.291 persone hanno perso la vita. Altre migliaia stanno combattendo per la propria sopravvivenza in ospedale. È quanto dichiarato dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.…

#Iorestoacasa. Ma chi una casa non ce l'ha? Parla Impagliazzo (Sant'Egidio)

Nell’emergenza coronavirus l’hashtag che è stato lanciato è #iorestoacasa. Una domanda tuttavia si è posta fin da subito, e giorno dopo giorno la si comincia a porre in maniera sempre più seria. Ma chi una casa non ce l’ha? In questa conversazione di Formiche.net ne abbiamo parlato con il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. Professore, c’è un’emergenza nell’emergenza? Sì, e nei decreti governativi…

Ballando e suonando con l’Apocalisse. Ci stupiremo di quanto siamo forti

Una guerra ha diversi fronti. Si combatte con armi simmetriche o asimmetriche sul terreno, nei cieli e nelle acque. Si lotta a livello economico e politico. Si conquista la collina metro dopo metro. E poi in una guerra c’è il morale: la tenuta psicologica che non ti annienta nel panico, la forza che ti tiene in piedi durante la tempesta,…

Covid-19, errori Ue non cancellano le responsabilità cinesi. Il commento di Giubilei

Nei giorni dell’emergenza del coronavirus in Italia, nel nostro Paese si diffonde una narrazione filocinese figlia di un’emotività collettiva che non tiene in considerazione in modo razionale e corretto gli eventi degli ultimi mesi e dimostra di ignorare il funzionamento del modello cinese in particolare in politica estera. L’invio di un aereo con dotazioni sanitarie e nove medici in Italia…

×

Iscriviti alla newsletter