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Non ci sono solo il Corridoio 8 e il ruolo italiano di pivot nei Balcani in comune tra Roma e Sofia, ma anche la consapevolezza dell’importanza dell’asse euroatlantico: ovvero che su tavoli di crisi come l’Ucraina ogni sforzo diplomatico deve essere perseguito, non solo attraverso la Nato, ma anche attraverso un impegno diretto degli Usa. A Palazzo Chigi il primo ministro bulgaro, Rosen Željazkov, e Giorgia Meloni hanno rimarcato l’ampia la consonanza di vedute tra Roma e Sofia sui principali temi europei, a partire dalla politica di coesione, dall’allargamento e dalla ricerca di soluzioni innovative alle migrazioni irregolari. Inoltre in relazione ai principali dossier di politica internazionale, si sono soffermati sul conflitto in Ucraina, confermando il sostegno agli sforzi in corso per il raggiungimento di una pace giusta e duratura.

Ue, Usa e Nato. Parte da qui il ragionamento sui ruoli e sui soggetti che li interpretano, a maggior ragione a fronte di un dossier complesso come quello ucraino, dove la novità diplomatica è rappresentata dal contributo proposto dalla Santa Sede. In questa direzione va letta la riflessione di Željazkov secondo cui tale “posizione è percepita come neutrale e favorevole dalle parti in conflitto” e questo può “contribuire a trovare soluzioni e arrivare a un cessate il fuoco”. Per cui, ha aggiunto, l’impegno diretto affinché il conflitto possa essere fermato e il sostegno all’Ucraina non venga ridotto.

Il primo step per la Bulgaria è aumentare il volume degli scambi commerciali, attualmente a circa 6 miliardi di euro, al netto della riduzione fatta registrare dopo la crisi del Covid-19. L’obiettivo comune è “collegare il business italiano e quello bulgaro, e in particolare i ministri degli affari esteri, dell’energia e della difesa saranno incaricati di lavorare su progetti comuni nell’industria della difesa”, ha precisato Željazkov, al termine del bilaterale, passaggio che si lega anche all’agenda europea. In cima alla discussione c’è il quadro finanziario pluriennale, su cui Sofia condivide con Roma la posizione su politiche di coesione e politiche agricole, al fine di mantenere il fondo di coesione così com’è, per rispettare le specificità regionali degli Stati membri, sia in termini di principi che di politiche. “Questo comporta anche azioni comuni da parte nostra”, ha proseguito il premier della Bulgaria.

Con la presidente del Consiglio il rapporto è “eccellente” ha spiegato Zhelyazkov, che punta a incrementare le relazioni nel settore industriale, nel miglioramento della connettività delle reti energetiche, nella costruzione del Corridoio 8 per incentivare le opportunità di creare joint venture nel settore dell’industria della difesa. “Naturalmente – ha aggiunto – abbiamo parlato anche di questioni europee, del nostro approccio comune e del partenariato come alleati nella Nato. Sapete che in Bulgaria è presente una vostra brigata militare. Apprezziamo molto la presenza italiana in Bulgaria e costruiremo insieme una nuova struttura in ambito bilaterale. Naturalmente dobbiamo cooperare nel settore dell’industria della difesa e avere un approccio congiunto riguardo alla guerra in Ucraina”.

Cooperazione nella difesa e ruolo in Ucraina. Cosa si sono detti Meloni e Željazkov

Con la presidente del Consiglio il rapporto è “eccellente” ha spiegato Zhelyazkov, che punta a incrementare le relazioni nel settore industriale, nel miglioramento della connettività delle reti energetiche, nella costruzione del Corridoio 8 per incentivare le opportunità di creare joint venture nel settore dell’industria della difesa

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