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Mentre ieri a Vienna il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli incontrava il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Iaea) Rafael Grossi, discutendo di sicurezza nucleare nel contesto della guerra in Ucraina e del dossier iraniano, a Milano la Regione Lombardia firmava un memorandum d’intesa con la stessa Iaea e il ministro degli Esteri omanita annunciava che a Roma si svolgerà (venerdì) il quinto incontro tra Stati Uniti e Iran per discutere del programma atomico degli ayatollah.

L’atomo torna sul tavolo del dibattito politico romano. Anche perché quello con la Lombardia è il primo accordo di questo tipo tra l’agenzia internazionale per l’energia atomica e un’entità subnazionale, evidenziando un rinnovato interesse italiano per questo genere di produzione energetica.

Il protocollo, firmato durante l’evento “Tecnologie nucleari e applicazioni per un futuro sostenibile” a Palazzo Lombardia, stabilisce una cooperazione triennale in ambiti quali lo sviluppo di infrastrutture nucleari, programmi di formazione e assistenza tecnica, e promozione della partecipazione a programmi internazionali come il Marie Sklodowska-Curie Fellowship Programme e il Lise Meitner Programme, a sostegno della carriera delle donne nel settore nucleare. L’accordo prevede anche collaborazioni nell’utilizzo di reattori di ricerca per applicazioni mediche, industriali e ambientali, e iniziative congiunte nei settori della salute, della sicurezza alimentare e della gestione sostenibile delle risorse naturali.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato come questo accordo confermi il ruolo della regione nella promozione di tecnologie avanzate per lo sviluppo sostenibile. Fontana ha evidenziato l’importanza di affrontare le sfide attuali, come la dipendenza da risorse che comportano difficoltà geopolitiche ed economiche, e ha affermato che il nucleare rappresenta una strada percorribile per favorire la transizione ecologica. Fonti governative evidenziano che i reattori nucleari di nuova generazione, quelli di cui si sta discutendo per il rilancio dell’atomico in Italia, sono progettati per essere sicuri e compatibili con gli standard più elevati di sicurezza, rendendoli adatti anche alla Lombardia.

Il direttore generale Grossi ha definito l’accordo come il primo nella storia dell’agenzia a livello regionale, testimoniando le capacità scientifiche, culturali e tecnologiche lombarde. Per Grossi, c’è fiducia nella collaborazione con la regione e nell’importanza di promuovere l’energia nucleare come parte di un mix energetico sostenibile.

All’evento hanno partecipato anche rappresentanti del mondo industriale e scientifico, tra cui Guido Brusco di Eni e Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia, la nuova società costituita da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per studiare le tecnologie nucleari di nuova generazione. Alessandro Dodaro, direttore del dipartimento Nucleare dell’Enea, ha evidenziato come la ricerca sul nucleare in Italia non si sia mai fermata, con l’agenzia che lavora da anni sulla fissione di nuova generazione.

Questo rinnovato interesse per l’energia nucleare in Italia rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato, quando il tema era considerato tabù. La firma del memorandum tra la Lombardia e l’Iaea indica che la volontà politica di reinserire l’energia nucleare nel mix energetico nazionale sta diventando più concreta, puntando su tecnologie avanzate e sicure per affrontare le sfide energetiche e ambientali future.

Da Roma a Vienna, passando per la Lombardia. Il nucleare torna sul tavolo politico

Un rinnovato interesse verso l’atomo dell’Italia, con l’incontro a Vienna tra il sottosegretario Silli e il direttore dell’Iaea Grossi e l’accordo tra l’agenzia e la Regione Lombardia, fa da cornice all’appuntamento romano dei negoziati sul nucleare tra Usa e Iran

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