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In occasione del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione Federico Freni, sottosegretario all’Economia, ha rilanciato i temi della rateizzazione delle cartelle fiscali (la cosiddetta pace fiscale) e quello degli extraprofitti delle banche: “È il momento di una nuova rateizzazione delle cartelle fiscali per aiutare milioni di partite iva, professionisti, commercianti ed artigiani onesti che non sono riusciti a pagare tutte le tasse. Non c’è alcuna contrapposizione tra la rateizzazione delle cartelle fiscali e la riduzione dell’Irpef per il ceto medio”, ha dichiarato Freni.

Ma la proposta più interessante ed innovativa viene però dal vicepremier Matteo Salvini sul fronte della casa ed in particolare sull’esigenza di togliere il suo valore dal computo dell’Isee. La proposta affronta il drammatico problema di migliaia di famiglie in condizioni precarie e molto spesso, addirittura, sotto la soglia della povertà, che proprio a causa della proprietà di una piccola casa, acquistata con grandissimi sacrifici e caricandosi di rate di mutuo che difficilmente riescono a pagare a fine mese, si vedono privare di qualsiasi sostegno da parte dello Stato e degli enti locali. “Su questo fronte – ha detto il leader della Lega, Salvini – ci stiamo lavorando anche con il ministro Giorgetti. Molti bonus non arrivano alle famiglie del ceto medio perché c’è il benedetto metodo del calcolo dell’Isee. E quindi se non hai un Isee abbastanza basso non hai il bonus per l’asilo, per l’affitto, per la bolletta della luce. Solo che l’Isee risulta alto se hai una casa di proprietà sei considerato ricco e sei eliminato. È una follia”.

Il paradosso, o meglio l’ingiustizia, è che sei fuori limiti anche se poi paghi rate mensili con grandi sacrifici, che si aggirano fino a 1.000 euro al mese per un mutuo trentennale ed anche a più lunga scadenza. Un esempio: una famiglia con 2 figli portatori di handicap, priva di reddito, salvo le pensioni di invalidità percepite dai figli, intestataria di un appartamento per il quale paga una rata di un mutuo di Euro 900/1000 mensili attualmente si vede respinta qualsiasi richiesta di agevolazioni in tariffe di acqua, luce, gas, tari, ecc. ecc. oltre tutti i bonus previsti dallo Stato e dai Comuni.

Una proposta di questo tipo non potrebbe non essere condivisa da tutto il governo di Giorgia Meloni che già per altre misure e provvedimenti a favore del ceto medio e delle fasce più deboli della popolazione ha dimostrato grande sensibilità.

Prima casa fuori dall'Isee? Una proposta condivisibile. L'opinione di Pedrizzi

La proposta affronta il drammatico problema di migliaia di famiglie in condizioni precarie e molto spesso, addirittura, sotto la soglia della povertà, che proprio a causa della proprietà di una piccola casa, acquistata con grandissimi sacrifici e caricandosi di rate di mutuo che difficilmente riescono a pagare a fine mese, si vedono privare di qualsiasi sostegno da parte dello Stato e degli enti locali

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