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Per migliorare «la qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti», tutte le scuole italiane, sia statali che paritarie, sono oggi tenute alla rendicontazione sociale (art. 6, comma 2, lettera d, D.P.R. 80/2013).

La rendicontazione avviene sulla base di indicatori comuni a livello nazionale, in un’ottica di maggiore trasparenza e comparabilità dei dati, e segue delle fasi ben precise.

Si parte definendo il sistema di rendicontazione, ossia quali aree di attività e quali aspetti specifici considerare; segue la rilevazione dei dati e la raccolta di tutte le informazioni rilevanti;

Dopodiché si procede con la redazione del documento e la sua approvazione.

L’ultima fase, non meno importante delle precedenti, consiste nel dichiarare i risultati di questo processo di rilevazione e rendicontazione, non solo all’ente competente ma anche a chi opera all’interno dell’istituto, agli studenti e alle loro famiglie, i cosiddetti “stakeholder” interni ed esterni. Questo perché le scuole sono parte integrante del tessuto sociale del territorio in cui si situano e operano e ricoprono un ruolo essenziale nell’accompagnare i giovani verso il futuro.

RACCONTARE quanto una scuola fa per i propri studenti e per la comunità, è un modo per rafforzare i legami e stimolare il DIALOGO tra docenti e genitori, presidi e autorità. Può creare nuove opportunità di collaborazione e favorire l’introduzione di elementi innovativi alla luce delle esigenze dei propri portatori di interesse. Un bilancio sociale altro non è che una autoanalisi volta a produrre un resoconto dettagliato sulle aree che necessitano di migliorie e sugli elementi che fanno di un istituto un luogo accogliente, inclusivo, stimolante, attento ai bisogni di chi lo frequenta, capace di mantenere un equilibrio tra la sua missione educativa e la disponibilità di risorse necessarie a concretizzarla. Si tratta di elementi che possono portare i genitori a prediligere una scuola rispetto a un’altra e la comparazione sarà resa più facile grazie ai dati raccolti proprio tramite questo documento.

SAPPIAMO che Non ci può essere libertà di scelta educativa se non viene garantita la libertà economica per il suo esercizio  (clicca qui)

La Rendicontazione Sociale va (per logica conseguenza) in questa direzione risultando pertanto una tappa importante verso la garanzia del diritto di apprendere degli studenti, del diritto di scelta educativa dei genitori e del diritto di insegnamento degli studenti in un sistema pluralista come da buona scuole pubbliche statali e paritarie senza alcune discriminazione economica (Art. 3 Cost.)

Per tutti questi motivi, non deve essere considerato unicamente come un obbligo, ma come una opportunità per migliorarsi e valorizzare il proprio operato. ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica , si occupa da anni dell’analisi e rendicontazione degli impatti sociali generati da realtà del mondo aziendale e non profit. Al fine di andare in incontro alle esigenze del personale scolastico incaricato di questo compito, ALTIS propone due giornate di formazione intensive a MILANO, sotto al titolo “La rendicontazione sociale della scuola: conoscere per orientare consapevolmente le scelte strategiche” nei giorni 18 e 19 ottobre 2019 (clicca qui per maggiori informazioni

Evviva la competenza ricercata e custodita. Vi aspetto 

La Scuola si racconta (rendicontazione sociale)

Per migliorare «la qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti», tutte le scuole italiane, sia statali che paritarie, sono oggi tenute alla rendicontazione sociale (art. 6, comma 2, lettera d, D.P.R. 80/2013). La rendicontazione avviene sulla base di indicatori comuni a livello nazionale, in un’ottica di maggiore trasparenza e comparabilità dei dati, e segue delle fasi ben precise. Si parte definendo…

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