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Il governo Conte era destinato a cadere, la questione era il quando, non il se. Una alleanza fra due forze politiche antitetiche, di cui una il M5S ancorato a visioni che attingono alla peggiore ideologia comunista e statalista, non poteva durare. Un contratto post-elettorale non ha la stessa valenza di un programma che una coalizione presenta prima delle elezioni.

Fra Lega e M5S mancava e manca quell’idem sentire che invece contraddistingue il centrodestra: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno sempre avuto, pur conservando ciascuno la propria identità, un’unica concezione dello Stato, della società, dell’economia, dello sviluppo: condividono i valori fondanti della nostra comunità nazionale. Ecco perché il ritorno al centrodestra unito, da formalizzarsi adesso, prima della fine della Legislatura per poter andare poi subito al voto, è la soluzione migliore per il Paese perché soltanto la nostra coalizione può dar vita ad un Governo autorevole, duraturo, compatto, forte in grado di far crescere e progredire l’Italia.

Il no dei grillini alla Tav è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è chi, come Forza Italia e il centrodestra, vuole il progresso e lo sviluppo delle infrastrutture e chi, come il M5S, vuole riportarci indietro nel tempo. Ma non solo la Tav: ci sono tantissime altre opere che i grillini hanno cercato di fermare in tutti i modi, come ad esempio la bretella Campogalliano-Sassuolo in Emilia: sono mesi che i lavori sono pronti per partire, ma la mancanza della firma da parte del ministro Toninelli sta continuando immotivatamente a bloccare l’avvio dei cantieri.

Quello delle infrastrutture è certamente uno dei settori fondamentali su cui dovrà puntare il prossimo governo di centrodestra. Oltre a questo, bisogna rilanciare un comparto fondamentale della nostra economia, quale l’edilizia, attraverso un sistema di incentivi e sgravi fiscali per l’ammodernamento, l’adeguamento anti-sismico e la rigenerazione funzionale e la sicurezza di tutte le tipologie di immobili: residenziali, commerciali, produttivi.

Un settore, inoltre, in cui l’Italia può e deve primeggiare è il turismo perché ciò che offre il nostro Paese, da nord a sud, in termini di monumenti, bellezze naturali ed eccellenze eno-gastronomiche, non si trova da nessuna altra parte al mondo. E’ un comparto strategico per il rilancio dell’economia nazionale; così come il settore dell’aerospazio, che è e sarà sempre più cruciale per il destino dell’Italia e dell’Europa, sia dal punto di vista geopolitico e strategico, sia dal punto di vista economico dal momento che il nostro Paese è tra i primi 10 al mondo in termini di ricavi e tra i primi 4 per investimenti in ricerca e sviluppo.

Poi c’è ovviamente il made in Italy che, oltre a rappresentare una fetta importantissima dell’economia e dell’occupazione in Italia, è il nostro biglietto da visita nel mondo, è la nostra stessa identità. Per questo mi batto affinché si possa creare un apposito ministero per il Made in Italy che avochi a sé tutte le competenze ora frammentate in più dicasteri e che possa più efficacemente tutelare, promuovere e valorizzare le nostre eccellenze in Italia e all’estero.

Queste sono alcune proposte che, secondo il mio punto di vista, il centrodestra dovrebbe porre al centro della sua azione appena ritornerà, spero al più presto, al governo del Paese. È ora di far ripartire il motore dell’Italia.

La nuova coalizione fra Lega, Fi e FdI può far ripartire l’Italia. Parola di Benedetta Fiorini

Di Benedetta Fiorini

Il governo Conte era destinato a cadere, la questione era il quando, non il se. Una alleanza fra due forze politiche antitetiche, di cui una il M5S ancorato a visioni che attingono alla peggiore ideologia comunista e statalista, non poteva durare. Un contratto post-elettorale non ha la stessa valenza di un programma che una coalizione presenta prima delle elezioni. Fra…

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