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Una visita express per discutere di temi sostanziali di politica estera, ma anche per consolidare alcuni rapporti. L’agenda fitta del Presidente russo Vladimir Putin a Roma è stata seguita dai media americani, con particolare interesse all’incontro in Vaticano.

L’UCRAINA E LA CHIESA CATTOLICA

“Putin incontra il papa e i leader italiani in una visita di un giorno a Roma”, titola il quotidiano The Washington Post. L’articolo sottolinea che il Santo Padre e il presidente russo hanno fatto “discorsi sostanziali”, tra cui l’Ucraina e lo stato della Chiesa cattolica in Russia, e ne ricorda il contesto: “L’incontro arriva un giorno prima che i leader cattolici dall’Ucraina si riuniscano presso la Santa Sede per discutere del conflitto in atto e delle ricadute dello scisma tra le Chiese ortodosse russe e ucraine […] L’anno scorso, la Chiesa ortodossa dell’Ucraina si è formalmente separata dalla Chiesa ortodossa russa in uno scisma riconosciuto dal leader spirituale dei cristiani ortodossi del mondo. La spinta per una Chiesa ortodossa ucraina indipendente e a pieno titolo è stata rafforzata dai combattimenti nell’Ucraina orientale tra le forze governative e i ribelli sostenuti dalla Russia”.

Successivamente, il Washington Post racconta l’incontro di Putin con il Presidente Sergio Mattarella, con il premier Giuseppe Conte e con il ministro degli Esteri, Enzo Moavero nell’ambito del foro Russia-Italia: “Putin ha anche incontrato in privato un amico di vecchia data, l’ex premier Silvio Berlusconi, prima di tornare a Mosca […] e il vicepresidente Matteo Salvini, che non ha fatto mistero della sua ammirazione per Putin”.

DOPPIO GIOCO?

Per il New York Times, papa Francesco è considerato da molti liberali europei come la più grande voce morale contro il risorgere del populismo e la demonizzazione dei migranti: “Per molti nazionalisti europei, politici anti-immigrazione e oppositori dei diritti degli omosessuali, il vero leader spirituale del loro movimento è il presidente russo Vladimir V. Putin, il loro papa alternativo”.

Quindi, l’incontro tra Putin e papa Francesco, secondo il quotidiano americano, è stato “un tête-à-tête tra gli alfieri di opinioni contrastanti sul cristianesimo nel continente europeo”. La pubblicazione raccoglie alcuni commenti, tra cui quello di Gianmatteo Ferrari, segretario della Lombardia Russia: “Potrei parlare di eresia, ma il presidente Putin sembra più un papa per me, per il modo in cui vive il cristianesimo, rispetto a quello che dovrebbe essere a tutti gli effetti il papa”.

“Per Putin, l’incontro con papa Francesco è stato un modo per bruciare la sua reputazione di leader globale. Per Francesco, la collaborazione di Putin è essenziale per la protezione dei cristiani in Medio Oriente, dove la Russia è attiva. Il papa sta anche curando l’unità, o almeno un miglioramento delle relazioni, anche con la Chiesa ortodossa russa”, prosegue il NYT.

Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, ha dichiarato al NYT che non condivide la simpatia di alcuni tradizionalisti cattolici nei confronti di Putin, e sospetta che il leader russo stia conducendo un’operazione politica: “La mia paura è che ci sia un doppio gioco, in una scacchiera tra Putin e papa Francesco, mentre l’Occidente non ha un vero leader”.

I RAPPORTI CON L’UE

Il sito Politico, invece, si è soffermato sui legami con Bruxelles: “Vladimir Putin ha chiesto il rafforzamento dei legami tra Mosca e l’Unione europea durante una visita ufficiale in Italia, e ha invitato il futuro nuovo capo della Commissione europea a contribuire a far sì che ciò accada”.

Politico ha riferito le dichiarazioni del presidente russo durante la conferenza stampa con il premier Conte: “Il ruolo di Ursula von der Leyen sarà fondamentale per determinare la forma delle future relazioni tra noi e l’Ue […] Le relazioni Russia-Ue devono essere sviluppate sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco”.

Per la visita di Putin, circa 50 strade del centro di Roma sono state chiuse al traffico e centinaia di agenti di polizia hanno pattugliato la città, secondo il sito: “All’inizio di questa settimana, il personale del governo italiano ha ripetutamente testato la guida di una copia della limousine di Putin nella residenza del palazzo Chigi di Conte a causa delle preoccupazioni che il Aurus Senat, lungo sei metri, fosse troppo largo per superare il cancello”.

PUTIN, IL RITARDATARIO

Infine, il quotidiano The New York Post si sofferma sul ritardo del leader russo all’incontro con papa Francesco: “Putin ha un problema cronico con i ritardi […] Ha avuto il suo terzo incontro con Sua Santità il 4 luglio, ed è stato in ritardo per la terza volta di fila, questa volta di 45 minuti”. La prima volta che si sono visti, a novembre del 2013, Putin è arrivato 50 minuti più tardi del previsto, mentre a giugno del 2015 il ritardo si è prolungato di un’ora. Questa volta i due hanno parlato di temi di interesse internazionale, tra cui la situazione in Siria e in Venezuela.

Durante l’incontro, Putin e papa Francesco si sono scambiati alcuni doni: il Pontefice ha dato al presidente russo un’incisione del XVIII secolo con una veduta di Piazza San Pietro e lui ha ricambiato con un’icona degli apostoli Pietro e Paolo.

Ma non solo. Il New York Post ha riferito che l’Italia è il quinto partner commerciale della Russia, con un mercato in espansione – nonostante le sanzioni – del 12,7% nel 2018 per circa 26,9 miliardi di dollari. “Gli investimenti italiani in Russia hanno raggiunto quest’anno 4,7 miliardi di dollari – si legge sul quotidiano -, mentre gli investimenti russi in Italia nello stesso periodo sono stati di 2,7 miliardi di dollari. E conclude: “Alcuni osservatori ritengono che l’incontro possa preludere ad una visita papale in Russia”.

Il tour romano di Putin visto dalla stampa americana

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