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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si era rivolto ai principali alleati di Haftar, Putin e Al Sisi, per chiedere di fermare l’escalation militare. Purtroppo non ha avuto successo (almeno per ora).

Il Governo di accordo nazionale (Gna) guidato dal premier Fayez al Sarraj sotto egida Onu, ha invitato le Nazioni Unite ad assumersi la responsabilità per la situazione del campo a seduto della nuova salva di bombardamenti aerei che ha colpito nella notte l’hinterland di Tripoli.

Il portavoce del Gna, Rida Issa, ha diffuso una nota con cui il governo Serraj accusa la Missione di sostegno Onu in Libia (Unsmil) e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite responsabili del loro silenzio nei confronti degli attacchi aerei condotti dalle forze guidate Khalifa Haftar che più di venti giorni fa ha avviato una campagna militare per conquistare Tripoli e detronizzare il progetto di governo di rappacificazione che l’Onu ha insediato quattro anni fa.

Una critica simile è stata riservata anche all’Italia, dopo che il premier Giuseppe Conte, da Pechino, ha preso una posizione troppo equidistante e poco critica nei riguardi dell’attacco di Haftar.

Lo sfogo sul fronte aereo degli scontri è un salto di qualità potenzialmente devastante che potrebbe portarsi dietro l’aumento incontrollato di vittime civili.

Per questo, Formiche.net aveva chiesto al governo italiano di farsi promotore di una richiesta per imporre una No Fly Zone nel paese, a protezione dei libici, da gestire in ambito Nato (o Onu).

Secondo Issa, le forze di Haftar avrebbero utilizzato “aerei militari stranieri per bombardare i civili”: “Chiediamo all’Unsmil e al Consiglio di sicurezza di scoprire la verità sull’identità di questi velivoli”, ha aggiunto Issa. Da giorni si susseguono notizie secondo cui si tratterebbe di velivoli senza pilota emiratini, gestito da Ras Lanuf, a colpire Tripoli. Gli Emirati Arabi sono sostenitori di Haftar che non dispone di droni, ma di un’aviazione molto meno sofisticata.

 

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