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È la giornata del silenzio elettorale in Ucraina. Domani, infatti, si terrà il ballottaggio tra i due candidati alla presidenza, Volodymir Zelensky e Petro Poroshenko. I due si sono scontrati in un duello televisivo che ha concluso la campagna elettorale venerdì sera, seguito da oltre tre milioni di persone, e entrambi hanno ricevuto una telefonata dal segretario di Stato americano che ha ribadito: gli Stati Uniti collaboreranno con chiunque gli ucraini sceglieranno per garantire una Ucraina sicura, prospera, democratica e libera.

UCRAINA AL VOTO

Domani gli ucraini saranno chiamati a scegliere tra i due candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno il 31 marzo: l’attore comico Volodymyr Zelensky – qui il ritratto del candidato su Formiche.net – (30%), dato per favorito, e il presidente in carica Petro Poroshenko (16%). La legge ucraina vieta oggi la pubblicazione di materiale di campagna elettorale, la distribuzione di volantini elettorali e ogni tipo di invito pubblico a votare per l’uno o per l’altro candidato. I seggi elettorali domani apriranno alle 8 (le 7 in Italia) e chiuderanno alle 20 (le 19 in Italia).

IL DIBATTITO TELEVISIVO

Più di tre milioni di persone hanno seguito in Russia il dibattito di ieri fra Zelensky e Poroshenko allo stadio Olimpico di Kiev. 1,5 milioni di persone hanno seguito la diretta streaming sulla piattaforma social Odnoklassniki, 480mila su Ntv, 38mila su Dozhd Tv, 70mila su Rossiya 24, 13mila su RT, e 60mila su Navalny Live, rende noto il quotidiano Vedomosti. Un milione di persone hanno invece seguito il dibattito su CurrentTime Tv.

SCONTRO SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

Un dibattito acceso, di fronte a 70 mila persone stipate nello stadio olimpico di Kiev: a due giorni dal ballottaggio da cui uscirà il prossimo presidente dell’Ucraina, i due sfidanti, ossia l’ex comico Zelensky e il capo di Stato uscente Poroshenko, non si sono risparmiati accuse dure, colpi bassi e gesti spettacolari. Come quelli di inginocchiarsi, ambedue, per onorare la memoria dei morti nel Donbass. In realtà anche questo è stato un gesto polemico: il presidente aveva accusato il comico di essere pronto a inginocchiarsi di fronte a Putin. La risposta di Zelensky è stata quella di inginocchiarsi davvero, “ma alle madri, alle mogli e ai figli del soldati morti in guerra”. A quel punto si è inginocchiato anche Poroshenko, di fronte ad un’immensa bandiera ucraina, con le spalle rivolte al pubblico.

LE MOSSE DI ZELENSKY

Non finisce qui, ovviamente. “Io stesso ho votato Poroshenko cinque anni fa, ritenevo che rappresentasse la speranza. È stato un errore”, ha attaccato Zelensky, aggiungendo che l’ex repubblica sovietica “è oggi il Paese più povero, sotto il presidente più ricco”.

LE RISPOSTE DI POROSHENKO

Poroshenko, sempre sorridente, ha respinto le accuse di corruzione, ribadendo che con Zelensky l’Ucraina finirebbe nelle mani della Russia di Vladimir Putin: “Siamo di fronte a sfide che richiedono da un capo di Stato coraggio, forza ed esperienza internazionale”, mentre a sua detta Zelensky “è incapace di imporsi sull’aggressore russo”. Al che il 41enne ex comico, favorito al ballottaggio, ha contrattaccato: “Io non ho mai incontrato Putin in tutta la mia vita”, contrariamente a Poroshenko. Inoltre, ha rinfacciato all’avversario di non esser stato capace di mettere fine al conflitto nell’Ucraina orientale, diversamente da quanto promesso cinque anni fa. “Io non sono il suo avversario, sono il suo verdetto”, ha colpito duro Zelensky rivolto a Poroshenko. “Governerò per un solo mandato, e farò in mondo che l’attuale elite corrotta faccia le valigie. Voglio la presidenza per rompere il sistema”, ha aggiunto.

LA TELEFONATA DI POMPEO

Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha chiamato entrambi i candidati. A renderlo noto, su Twitter, Kurt Volker, rappresentante speciale Usa per i negoziati ucraini. Pompeo ha chiamato “per sottolineare il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina”, si legge nel tweet. Il segretario di Stato, continua Volker, “ha ribadito il nostro impegno a lavorare con chiunque venga scelto dal popolo per assicurare il successo di una Ucraina sicura, prospera e democratica”.

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