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“Nessuna perplessità in merito alla cooperazione tra Italia e Cina. È una strategia win-win. Vincono tutti: l’Italia, la Cina, l’Europa, gli Usa e la comunità internazionale”. Ne è convinto Mattia Fantinati, sottosegretario alla Pubblica amministrazione, che in questa conversazione con Formiche.net mette in chiaro: “Ad oggi, discutiamo di un memorandum che non si occupa di 5G”. Le perplessità degli americani? “Legittime, ma non giustificate”.

Salvini sta ogni giorno di più frenando sull’accordo con la Cina, non teme che resterete con il cerino in mano? Teme uno scenario simile a quello sulla Tav?

Il governo è compatto nel voler sottoscrivere l’accordo migliore possibile per gli interessi dell’Italia, nell’alveo delle nostre tradizionali alleanze internazionali. A noi tutti interessa il futuro dell’Italia. Il mercato cinese è una opportunità. Fra l’altro, il M5S è da sempre vicino alle sensibilità atlantiche e il dossier sulla Cina è stato seguito da un sottosegretario leghista; dunque, questa storia che noi spingeremmo per l’accordo e la Lega frenerebbe non sta in piedi. Noi spingiamo per l’interesse dell’Italia. Questo memorandum punta a far fare affari alle nostre imprese in Cina, a estendere i nostri principi a quel Paese, a beneficio di tutti e rafforzando cooperazione e sicurezza. È una strategia win-win. Vincono tutti: l’Italia, la Cina, l’Europa, gli Usa e la comunità internazionale. A queste condizioni, non c’è nessuno che possa avere dubbi o perplessità.

“Nessuna intesa per il 5G con i cinesi”, hanno detto sia il Mise con una nota diffusa pochi giorni fa che il premier Conte al Copasir. Perché allora nella bozza diffusa del Memorandum, al punto 2, è esplicitamente indicato tra i settori di collaborazione con la Cina proprio quello delle “Telecomunicazioni”. Se non si tratta del 5G, in quale branca dovrebbe esserci questa collaborazione sulle Tlc?

Ad oggi, discutiamo di un memorandum che non si occupa di 5G. Ovviamente, questo tema è strategico ed esce sempre fuori, quando si parla di Cina, perché loro sono leader nel settore. In Italia, a Roma e Torino ci sono già progetti di smart city con questa tecnologia, a trazione italiana e in totale sicurezza. Tuttavia, siamo consapevoli delle critiche e dei rischi che alcuni associano al 5G. Ma nel memorandum, il 5G non c’è; quando ne discuteremo, la sicurezza sarà la valutazione principale che faremo.

Già Trump ha minacciato la Germania che non condividerà informazioni di intelligence con Berlino se rinforzeranno aperture alla Cina, lo stesso sta avvenendo a noi con il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, che ci ha dato lo stesso warning. Come pensate di stringere un accordo commerciale con il maggior competitor Usa e allo stesso tempo conservare rapporti di collaborazione con i nostri storici alleati?

Gli americani temono che la Belt and road initiative sia un accordo geopolitico. Non è così. Il memorandum di cui si discute è un’intesa economica, non un accordo internazionale giuridicamente vincolante. Un’intesa il cui obiettivo è portare l’Italia al livello dello scambio commerciale che altri nostri partner europei già intrattengono con Pechino, avendo fra l’altro firmato anche accordi bilaterali. Il nostro memorandum sarà conforme ai nostri standard giuridici e valoriali, nella cornice dei rapporti euro atlantici che ci vedono protagonisti e che non abbiamo mai messo in discussione. Le perplessità Usa sono legittime ma non giustificate, a fronte di quelle che sono le nostre reali intenzioni. Basterà leggere bene il memorandum, per convincersene tutti.

Anche il Consiglio Supremo della Difesa presieduto dal Presidente Mattarella ha voluto con forza ribadire l’ancoraggio euro-atlantico dell’Italia. Se viene ribadito questo concetto vuol dire che non è scontato, non crede? Un messaggio che intendete recepire?

Bene fa Mattarella a ricordare i nostri valori. Quei valori ispirano il nostro operato. Ripeto, vogliamo migliorare lo scambio commerciale con la Cina, a tutto vantaggio del Made in Italy, rimanendo ancorati al nostro ruolo geopolitico, e ponendo la massima attenzione ai temi di sicurezza, cyber security e Difesa, di cui si sta ora discutendo. Chiediamo di fare quello che fanno altri partner europei. Germania e Francia hanno accordi con Pechino: perché un nostro memorandum sarebbe un problema?

Sembra di essere tornati ai tempi della Guerra Fredda, quando il partito comunista dialogava con il blocco sovietico e la Dc con gli americani: è quanto sta avvenendo tra M5S e Lega in questo momento?

Non diciamo sciocchezze. Noi dialoghiamo con tutti, fermo restando che il nostro ruolo euro atlantico non è in discussione.

Alla fine – dopo il cavillo trovato da Conte – gli avvisi di gara per la Tav sono comunque partiti. Ma quest’opera si farà o no? In fondo avete solo messo la palla in corner per scavallare le Europee, non crede?

Alcuni dicono che la strategia che noi abbiamo messo in atto sulla Tav fosse melina. In realtà, per la prima volta nella storia della Repubblica, abbiamo fatto sì che si discutesse pubblicamente di un progetto enorme che interessa tutta l’Italia e mette in ballo un sacco di soldi dei cittadini. Questa si chiama trasparenza e non è una sciocchezza. Inoltre, siamo riusciti ad avere la disponibilità di Francia e Commissione Europea per una totale ridiscussione della Tav, come avevamo precedentemente scritto nel contratto di governo, firmato proprio dalla Lega. Insomma, quella Tav non si farà. Se non fosse stato per il MoVimento, si sarebbe continuato a spendere i soldi dei contribuenti in modo folle. Vi sembra poco?

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Governo compatto sul dossier cinese, critiche Usa comprensibili. Parla Fantinati (M5S)

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